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Capitolo Sesto: Stranezze della vita.

Michelle corre in salotto, spera di trovarla in piedi davanti alla finestra a guardare fuori, ma non c'è. “Alison!” urla la giovane.
L'amica esce dal bagno con in bocca lo spazzolino
Michelle: “Hai visto Alex?”
Alison fa cenno di no, poi scompare nel bagno seguita dall'amica.
Alison: “No - dice guardandosi allo specchio. - Credevo che fosse ancora con te nella stanza, non è così?”
Michelle scuote la testa, mentre il suo volto s’incupisce.
Alison afferra l'amica per un braccio e la conduce sul divano “Cosa c'è bambola?”
Michelle: “Non lo so, una strana sensazione, ieri sera abbiamo discusso e ho paura che lei se ne sia andata per sempre”.
Alison: “Non dire sciocchezze, forse avrà avuto un impegno improvviso...” quindi si alza e va vicino al tavolo di cucina.
Alison: “Ehy bella, vieni qui, la tua principessa ha lasciato un biglietto”.
Michelle si alza dal divano e corre da Alison “Che dice?” chiede.
La giovane afferra il biglietto e legge quello che Alex vi ha scritto. "Sono dovuta scappare, mi ero dimenticata di un impegno importante, scusami. Sembri un angelo, quando dormi. Un bacio, Alex."
Michelle sorride, poi si porta il biglietto alle labbra e lo bacia delicatamente.
“...e ad Alison non fai leggere?” dice Alison, parlando in terza persona e con sguardo innocente.
Michelle porge il biglietto ad Alison e sorride, poi sospira “Alex... ti amo”.
“E' carina Alex... - dice Alison dopo aver letto, poi si avvicina a Michelle. - Tutto ok? Ieri sera ti ho sentito piangere, sai che alla tua amica non piace quando tu piangi.”
Michelle si volta verso Alison e l'abbraccia “Ti ringrazio Al, sì abbiamo litigato, ma poi tutto è finito bene... Non voglio più pensarci. Ho un favore da chiederti”.
Alison: “Tutto quello che vuoi, baby.”
Michelle: “Mi accompagni in centro? Devo acquistare un regalo per Alex, tra poco è il suo compleanno- gli occhi di Michelle si illuminano di gioia - Voglio farle una bellissima sorpresa e organizzare anche una cena... Mi presti la casa, vero?”
Alison alza gli occhi al cielo “Come posso dirti di no... Comunque noi due dobbiamo fare un discorsino su ieri sera, che ti è preso? Sembravi un'indemoniata!”
Michelle: “E' l'influsso di Alex - poi si avvicina all'amica in modo provocante.- Scommetto che ti è piaciuto…”
Alison: “A me??? - e scoppia a ridere. - Vado a vestirmi!” Michelle scuote la testa divertita.
Michelle: “Va bene se ti passo a prendere quando smonti dal lavoro?” urla, mentre in cucina sta preparando la colazione.- Così prima passo da mio padre, ho intenzione di parlargli di Alex!”
Alison compare come un fulmine sulla soglia della porta della cucina
“Cosa vuoi fare?”
Michelle: “Voglio confessare a mio padre che mi sono innamorata di una ragazza!”
Alison: “Mich, tu stai male!”
Michelle: “Sto benissimo, invece, per me quella con Alex è una cosa seria e voglio che mio padre lo sappia e non discutere con me perchè tanto ho già deciso.”
Alison mette le mani avanti “Che caratterino” sussurra.


Un po’ dopo, Michelle si distende sul suo letto, afferra il cellulare e dice “Componi il numero di Alex”. Un istante dopo il cellulare effettua l'operazione, mentre il cuore di Michelle batte all'impazzata.
“Pronto?” Risponde una voce sconosciuta.
A quella voce estranea il cuore di Michelle sembra fermarsi e viene investita da un gelo che la immobilizza “Potrei parlare con Alex, per favore” sussurra.
“Chi la cerca? Ma che lo vado a chiedere, tanto ormai ho perso il conto. Adesso te la passo. - Risponde la voce. - Aleeeexxxxxxxx! Telefono!” Si sente urlare.
“Pronto?” Questa volta è la voce di Alex a parlare.
“Ciao - dice Michelle un po' più sollevata. - Sono Michelle, ti ho disturbata? Volevo sentirti, stamani sei andata via e non ho potuto neppure darti un ultimo bacio”
Alex: “Ciao cherie! Dormito bene?”
Risponde Alex, sedendosi sul divano di casa sua.
“Dove trovo il caffè?” Urla la voce di prima.
“In cucina, ma dove non so, cercalo! - Le risponde Alex per poi parlare di nuovo a Michelle- Scusa, dicevamo?”
Michelle: “Alex...- Michelle esita un attimo. - Chi è la persona che mi ha risposto al telefono?”
Alex: “Si chiama Tanya, è la figlia di un nostro amico, ha avuto qualche problema con, come dire, la legge e così, visto che lui non può starle dietro, ci tocca farle da baby sitter.”
Michelle sorride portandosi una mano alla fronte “Tu che fai da baby sitter? Non ti ci vedo! - ride. - Sai sta mattina ho temuto che tu te ne fossi andata perchè eri arrabbiata con me per ieri sera.”
Alex: “Invece non era come pensi, se fossi stata arrabbiata me ne sarei andata ieri sera. La tipetta se la cava, è forte. Faccio solo un favore al padre. Stasera usciamo?”
Michelle: “Alex, mi dispiace ma non posso, ho lezione dalle sei fino alle otto, non posso non andare... - poi sospira. - Non sai quanto vorrei vederti...”
Alex: “E dopo le otto?”
“Gnoccolona mia, hai qualcosa di forte?” Urla Tanya, mentre fuma sul balcone.
“Se cerchi trovi” Le risponde Alex.
“Gnoccolona? - ripete Michelle. - Ma ti fai chiamare così? Purtroppo questi due giorni saranno un po' incasinati per me perchè ho un esame e devo studiare, anche se credo che non ci riuscirò, ho altro per la testa…”
Alex: “Tempi duri, quelli degli esami, ricordo che all'epoca ridussi perfino i bagordi.”
Michelle: “Vuoi dire che tu hai fatto l'Università?? Alex, tu devi dirmi un sacco di cose... cosa hai studiato? Questa è una notizia troppo bella, voglio sapere tutto su questa cosa!” dice entusiasta.
Alex: “Sì, sono laureata in psicologia.” Risponde, concisa, la donna.
“Wow! - urla Michelle. - Ma è stupendo! E' così affascinante! Ma che bello, sono così contenta e dimmi quanto tempo fa? Chissà com'eri carina quando davi gli esami! Ho così tante cose da chiederti, lo immaginavo che avresti scelto psicologia, come un sesto senso.”
Alex: “Non c'è molto da dire. Ho studiato e poi ho fatto gli esami, tutto qui. Scusami ma devo andare, prima che Tanya mi sfasci la casa. A dire il vero già è sfasciata ma è meglio che vada.”
Michelle: “Oh! - sussurra Michelle. - Va bene, allora a presto... Alex... ti voglio bene”
Alex: “Ciao, poetessa.”
Michelle riattacca e un istante dopo appare Alison sulla porta.
“C'è cascata! - dice eccitata la giovane. - Le ho detto che avevo lezione... così possiamo andare”
“Bene, baby...” risponde l'amica.

Una volta riattaccato il telefono, Alex s’accende una sigaretta, perdendosi nei suoi pensieri.
Il suo attimo di riflessione viene interrotto dalla voce del fratello.
Tony: “Fra mezz’ora devi essere da Eliz.”
Alex: “Lo so.”

Alex deve incontrarsi con Elizabeth ai fini di una missione: devono disinnescare una bomba batteriologica inserita nella riserva idrica che funge da distributore dell’acqua per tutta, o quasi New York.
Per disinnescare questo potente congegno, programmato per attivarsi allo scadere delle 19 del corrente giorno, c’è bisogno di una piccola scheda elettromagnetica, custodita nei laboratori segreti di scienza e genetica.

Circa per le 17, Alex arriva sotto casa d’Elizabeth. La donna vive in un quartiere agiato, ha un appartamento al tredicesimo piano di uno dei grattacieli più lussuosi dell’intera metropoli.
Alex scende dall’auto e s’appoggia al cofano di questa, mandando un messaggio ad Elizabeth, per avvertirla del suo arrivo.
Alex indossa un’aderente tuta nera che le fascia completamente il corpo. Sopra a questa, indossa una corta giacca in pelle nera, avente una lampo sul davanti e degli anfibi.
Dopo un minuto, Elizabeth, anch’ella vestita di nero, raggiunge Alex.
Entro breve, le due donne arrivano in prossimità dei laboratori.
Quel giorno, il clima non è dei migliori, un freddo vento che spira, pungente, ricorda l’ormai passato inverno.
Elizabeth rimane nell’auto, con l’intera attrezzatura per la missione, a portata di mano.
Alex, scendendo dalla macchina, si lega alle cosce i foderi delle pistole, brandendo nelle mani, entrambe.
*Per la libertà.* Pensa, lanciandosi all’attacco, in direzione dei due uomini appostati, di guardia, davanti all’entrata dei laboratori. Due colpi sordi, fanno crollare a terra i due uomini, quasi ancor prima che questi abbiano potuto accorgersi di quello che stava accadendo.
“Sto entrando.” Dice, Alex, nella ricetrasmettitrice, ad Elizabeth.
“Bene. Nella prima stanza ci sono sei uomini.” Le risponde, la donna.
Alex s’infila una maschera antigas, per poi lanciare una bomboletta dentro all’edificio. Qualche istante dopo, entra e, percorrendo la stanza, trova i corpi degli uomini.
*Che mezze checche, svengono per un non nulla.* Pensa, con un sorriso beffardo stampato sul volto.
“Alex, tutto ok?” Chiede, parlando nella trasmettitrice, Elizabeth.
“Sì, i sei sono k.o.” Risponde Alex, procedendo, verso la camera dove è custodita la scheda elettronica, capace di disinnescare la bomba batteriologica.
Per confondersi con il personale, s’è infilata una tuta grigia, usata dagli impiegati in questo luogo.
Con passo cauto, Alex percorre una lunga scala che la conduce in una stanza appartata. Da una posizione strategica, che le permette di non essere vista, osserva la situazione. Altri due uomini armati, sono in piedi, di guardia, di fronte alla porta di questa stanza.
Senza pensarci su due volte, Alex scatta verso gli uomini che, prontamente estraggono le armi. Con un calcio, la donna, fa cadere la pistola di mano ad uno dei due mentre, velocemente, strappa l’arma dalla mano dell’altro.
L’uomo per primo disarmato attacca la donna, questa gli stringe il braccio intorno alla gola, saltando, contemporaneamente, per poi dare un calcio in pieno volto all’altro.
Con un solo, secco e netto colpo, Alex spezza il collo dell’uomo che precedentemente aveva afferrato, per poi colpire con una serie di continui pugni, l’altro.
Entro neanche un minuto dall’inizio della colluttazione, entrambi gli uomini giacciono a terra, esanimi.
“Sto entrando nella stanza” Comunica Alex, ad Elizabeth.
“Via libera.” Replica quest’ultima.
La donna dai lunghi capelli neri, posiziona dell’esplosivo muto (efficace quanto quello “classico”, con la sola differenza che, scoppiando, non emette alcun rumore.) sui bordi della porta e, dopo essersi riparata dietro al muro delle scalinate, aziona il congegno, tramite un microscopico telecomando.
La porta salta ed Alex entra nella stanza.
Vi sono un’infinità di scaffalature, ognuna delle quali, è numerata.
Alex: “Ci sono.”
Elizabeth: “E’ il 1113”
Dopo un attimo di ricerca, Alex trova la casella che cercava e tenta d’aprirla, ma il cofanetto che custodisce l’ambita scheda, non si apre.
Quindi la donna decide d’usare le maniere forti, estrae un pugnale dall’anfibio e, senza delicatezza alcuna, scassa il contenitore, recuperando la scheda metallica.
Alex: “Presa, sto uscendo.”
Elizabeth: “Brava!”
Alex, velocemente, ripercorre l’edificio e, gettandosi alla spalle la tuta grigia, raggiunge Elizabeth.
Elizabeth: “Sei la migliore.”
Alex sorride e le due partono, alla volta della riserva idrica.
Una volta giunte a destinazione, Alex, ancora una volta sola, s’avvia verso il luogo indicato dal pallino rosso che lampeggia sulla cartina del suo segnalatore elettronico. Arrivata nel punto esatto, nota, sott’acqua la grossa ampolla, con sopra un cronometro che, contando alla rovescia, segna il tempo che manca, allo scoppio della bomba.
*Merda* Pensa Alex, all’idea di doversi immergere in acqua. Una volta scavalcate le barriere della riserva d’acqua, tirando un sospiro rassegnato, si tuffa e nuota, sott’acqua, fino a raggiungere il marchingegno.
Inserita la scheda, questo si disattiva. In quell’istante un suono s’eleva nell’ambiente: è l’allarme che segnale la presenza d’un intruso.
Velocemente, Alex esce dall’acqua, scavalca la barriera e corre verso l’auto.
Non appena vi ci si siede, Elizabeth, parte, spedita come un razzo.
“Come sei bagnata…” Esclama la rossa, sorridendo mentre Alex si limita a scuotere la testa, non apprezzando il sarcasmo dell’amica.
Accompagnata a casa Elizabeth, Alex riprende il posto di giuda e, a sua volta, torna a casa.
Varcando la soglia dell’appartamento, nota gli sguardi incuriositi del fratello e di Tanya, intenti a giocare a scacchi elettronici.
“Chi è il mago che ti ha fatta eccitare così? Odino, forse?” Chiede, beffeggiante, Tanya.
All’udire quel nome, nella mente d’Alex appare l’immagine d’un uomo, con la barba ed i capelli di un biondo cenere. Quindi vede la propria immagine, in sella ad un cavallo volante.
Non capendo alcun nesso per quella serie d’immagini, scuote la testa, confusa. *Sono esaurita* Pensa. Come riprendendosi, risponde, scontrosa, alla ragazza “Avete tutti la mania per le battute del cazzo?” Esclama.
“Scusa, scusa!” Replica Tanya, alzando le mani.

Qualche ora dopo, Alex esce di casa, per andare al locale, dove ha appuntamento con Noah.
Indossa dei larghi pantaloni neri, aventi delle tasche laterali, una maglietta a maniche lunghe, color verde militare ed una giacchetta in jeans, nera.
Tra un drink e l’altro, l’argomento della serata, è Tanya.
Noah: “Sta prendendo una brutta piega, non voglio diventi come te.”
Alex si limita ad alzare il dito medio in direzione dell’amico.
Noah: “Amazzone, dai, non puoi negare che la tua vita è assolutamente sregolata e sconsigliabile!”
Alex: “Hai ragione. Tanya è ribelle ma non è come me, credo sia l’educazione ferrea del convento a farla trasgredire, ora.”
Noah: “Credi che con lei abbia sbagliato tutto?”
Alex: “Non è colpa o merito dei genitori se i figli vengono su in un modo o nell’altro. Tutti noi possiamo scegliere come affrontare la vita e sta ancora a noi quanto lasciare che ci trasformi dentro.”
Noah: “Grazie, Alex. Ti ammiro molto, nonostante sia una delle persone più complicate che esistano.”
Alex sorride e da un’affettuosa pacca sulla spalla dell’uomo, quindi si alza.
“Tanya dorme da noi, questa notte. – esclama, andandosene. Buonanotte.”

Alex rientra in casa che sono circa le tre di notte. Come consuetudine, la testa le gira ed ha l’impressione che stia per scoppiare da un momento all’altro.
Chiudendosi la porta alle spalle, nota che nella casa regnano il buio ed il silenzio.
L’unica cosa visibile è la piccola luce di una sigaretta.
Alex riconosce la figura di Tanya, mentre questa s’avvicina.
Ella ha diciassette anni, è di media statura e corporatura, ha i capelli biondi e ricci e gli occhi scuri.
La ragazza s’avvicina ad Alex. La donna afferra la sigaretta, ne aspira un boccata, dirigendosi verso la finestra e la getta.
Il buio invade completamente ogni atomo del luogo.


Capitolo Settimo: Rivelazioni
Il citofono squilla nel silenzio dell’ufficio, Gerard Jolie, davanti al suo computer sta cercando notizie su Morgan Stansfield una delle donne più scaltre e prive di scrupoli di New York che è sicuro farebbe al caso suo per scovare l’Amazzone.
“Sì?” domanda premendo il pulsante.
“Signor Jolie, c’è sua figlia”.
“Ah! Bene, falla passare, che nessuno mi disturbi…”
Un secondo più tardi Michelle entra nello studio del padre.
“Mich!” sorride Gerard alzandosi e andando incontro alla figlia.
“Ciao papà” dice ricambiando il sorriso e abbraccia l’uomo.
I due si siedono l’uno davanti all’altra, a dividerli solo la bianca scrivania.
“Allora Mich, ho saputo che tu e Leo vi siete lasciati”
Michelle annuisce.
“Vuoi parlarne?” dice con tono comprensivo Gerard.
Michelle: “Non c’è niente da dire, io non lo amavo più”
Gerard Jolie: “Mi dispiace… lo hai lasciato per un altro?”.
“Oh! Ancora con questa storia!” lo rimprovera la giovane.
Gerard Jolie: “Cosa ho detto di male, sei così carina, chissà quanti ragazzi all’Università ti faranno la corte”.
“A dire la verità” dice Michelle abbassando gli occhi. “Sono passata proprio per questo”.
La giovane comincia a giocare con le mani tenendo ancora gli occhi rivolti verso il tappeto.
Gerard Jolie: “Che hai Mich? Mi sembri nervosa, cosa devi dirmi?”
Michelle: “Q..quello che ti devo dire - dice esitando. - Potrebbe cambiare la tua idea su di me”.
Gerard alza le sopracciglia e si avvicina alla figlia, le solleva il volto regalandole un dolce sorriso
Gerard Jolie: “Come potrei cambiare la mia idea su di te? Niente può farlo”.
Michelle: “Questo sì” sussurra.
Michelle fa un profondo respiro ed guardando il padre dritto negli occhi dice “Papà, io sto con una ragazza adesso”.
Gerard Jolie sgrana gli occhi e il suo volto si fa cupo.
“Cosa? Puoi ripetere?”
Michelle sente l’angoscia insinuarsi dentro il suo animo.
Michelle: “Sto con una ragazza” .
L’uomo ritira la mano dal volto della giovane.
Gerard Jolie: “Ma sei impazzita? Spero tu stia scherzando!”.
La giovane fa cenno di no con la testa.
Il padre indietreggia allontanandosi dalla figlia.
Gerard Jolie: “E’ stata quella Alison. Vero! - urla. - Quella ragazza!”
Michelle guarda il padre con aria interrogativa.
Gerard Jolie: “Credi che non me ne sia accorto che quella ragazza è lesbica? E’ stata lei… come ti ha convinto”.
“Alison non c’entra, non è stata lei” risponde Michelle arrabbiata.
“Non ci credo!” urla il padre-
La giovane sobbalza dalla paura.
“Non può essere - dice disperato Gerard cominciando a girare per la stanza come un animale impazzito. - Mia figlia che si bacia… che fa l’amore con una ragazza! E’ orribile!”.
Michelle si alza dalla sedia “Queste cose le facevo anche con Leo, papà, con la differenza che lei la amo mille volte di più e che adesso sono davvero felice” poi sorride debolmente. “Non è questa la cosa più importante? Che sia felice?”
Gerard Jolie guarda Michelle negli occhi con un’espressione cupa.
“Dimmi papà, cos’è che ti fa così schifo?” dice con tono provocatorio.
“Esci dal mio ufficio” dice indicando la porta.
Michelle resta immobile, ghiacciata da quella reazione.
“Papà” sussurra.
“Va fuori! - urla - Non voglio più vederti. Vattene!” quindi dà uno schiaffo alla giovane che, perdendo l’equilibrio, cade a terra.
Sorpresa, paura e gelo si leggono degli occhi della ragazza che si porta la mano alla guancia colpita.
Gerard sgrana gli occhi, osservando la sua mano, poi dà le spalle alla figlia.
“Vattene Michelle” dice infine.
La giovane scoppia in lacrime, si alza da terra e corre via dall’ufficio.
Gerard Jolie freddo e impassibile si accende un sigaro e ne aspira il fumo lentamente.


Finalmente arriva il giorno del compleanno di Alex.
Michelle guarda la tavola imbandita e sorride *Ho fatto proprio un bel lavoro*.
La cucina è immersa nella semi oscurità, due candele illuminano il tavolo imbandito, la stanza è cosparsa da un odore allettante di cibo.
L'orologio segna le otto e un quarto.
*Tra poco sarà qui - sospira la giovane mentre il suo cuore batte all'impazzata. - Voglio farti passare una serata magnifica, voglio che questo momento resti impresso nella tua mente per sempre, mio dolce amore*.
Un istante dopo il campanello di casa suona.
Michelle corre alla porta ed aprendola, vede Alex, bellissima come sempre.
La donna indossa dei pantaloni gessati ed un aderente maglietta nera, con scollo a V. Sopra di questa, ha un lungo cappotto in feltro, del medesimo colore, mentre i suoi capelli sono raccolti, solo ai lati. Un lieve trucco, sul nero, rende il suo sguardo ancora più sensuale.
“Buonasera” Esclama Alex.
Michelle guarda stupita la sua donna “Wow! Come sei bella! - dice sgranando gli occhi, quindi abbraccia Alex e le stampa un bacio sulle labbra - Buon genetliaco, amore mio! -.
Michelle indossa un kimono celeste con disegni floreali, i capelli biondi sono raccolti all'indietro con alcuni ciuffi che ricadono sul volto.
“Grazie. Sei bellissima, stasera” Risponde Alex, sorridendo, mentre entra in casa.
Michelle ricambia il sorriso, si sente così bene, ha la sensazione che quella sarà una delle serate più belle della sua vita.
Le due si dirigono in cucina, dove una musica in sottofondo si diffonde dallo stereo di Alison.
“Ti piace?” chiede la giovane.
Alex annuisce, quindi cinge a se Michelle, abbracciandola ai fianchi.
“Non mi hai detto nulla del tuo esame... Sicura sia andato bene?” Le chiede.
“Sì, dovrebbe essere andato bene, ancora non so i risultati, ma non mi va di parlare di esami, questa è la tua serata... il tuo compleanno - sussurra Michelle guardando Alex negli occhi, poi sorridendo estrae una scatolina impacchettata ed infiocchettata da dietro la schiena. - Questo è per te...”
“Hai proprio pensato a tutto, eh? Sei un vero tesoro... ti ringrazio.”
Risponde Alex, felicemente colpita dalla sorpresa, mentre scarta il regalo.
Con sorpresa, nota che è una collana, avente per pendaglio un cerchio, probabilmente raffigurante un'arma, color metallo per gran parte, oro nella parte interna al cerchio che probabilmente funge da elsa all’arma che l’oggetto raffigura.
A guardarlo bene, sembra riprendere le forme del Tao.
Alex l’osserva rapita, quasi persa in quell'immagine, mentre una specie di brivido le attraversa la schiena.
L'immagine di se stessa, fasciata in una strana veste, che pare un'antica armatura, mentre lancia quell'arma nel vuoto, le corre alla mente, come una parte di vita che non ricorda d'aver vissuto. Come ridestandosi da uno strano sogno, Alex si rivolge a Michelle. “E’ magnifico, ti ringrazio...”
Michelle si avvicina ad Alex e le stampa un dolce bacio sulle labbra, poi il campanello di casa suona.
La giovane aggrotta le ciglia “Chi sarà?”, quindi alza l’indice indicando che ci metterà un secondo.
Alex resta seduta al tavolo, poi sente una voce maschile parlare con Michelle, si alza e si dirige verso la finestra per vedere cosa stia succedendo, ma senza farsi scorgere.
“Devo parlarti” dice Leonardo al di là del cancelletto.
La giovane accosta il portone di casa e va ad aprire all’ex fidanzato.
Michelle: “Come hai fatto a sapere che abito qui adesso ?”.
Leonardo: “Me lo ha detto tuo padre, mi ha detto tutto, è ancora sconvolto e lo sono anche io.”
“Gli passerà” dice freddamente Michelle.
“Non immagini quanto mi manchi” risponde Leonardo con occhi tristi.
Michelle: “Leo, so che per te è difficile da accettare, ma io… non volevo farti soffrire”
Leonardo: “Mi hai spezzato il cuore, non immagini quanto desidererei tornare a qualche mese fa, se solo ti avessi dato più affetto, se solo ti avessi detto ‘Ti amo’ tutte le volte che l’ho pensato, forse…”
Michelle sorride amaramente “Sarebbe stato lo stesso. Perché vedi, tu con me non hai mai sbagliato niente, mi hai sempre dato il meglio Leo, in ogni occasione”.
Leonardo: “E allora? Può l’amore finire così all’improvviso?”.
“Il mio amore per te non è finito all’improvviso, Dio solo sa le notti in bianco che ho passato accanto a te, nel letto, mentre tu dormivi, a pensare a cosa fare, le notti che cercavo di piangere senza che tu ti svegliassi!” poi una lacrima solca il volto di Michelle e Leo con un gesto della mano la toglie.
Michelle: “So di averti fatto male, ti chiedo scusa mille volte per averti trattato così, perché non lo meriti, ma delle volte ti senti imprigionato e non puoi fare a meno di liberarti ferendo chi ti sta vicino. Non ti biasimo se mi odi o se mi auguri di soffrire mille volte di più di quanto t’ho fatto soffrire io”.
“Michelle - sussurra il ragazzo. - Sei così dolce. Non sei cambiata affatto”.
“Leo, l’amore è un’arma a doppio taglio, la persona per cui prima saresti persino morto, ti appare all’improvviso un’estranea, ti chiedi a cosa è servito amarla, a cosa è servito passare ore e ore a raccontare della propria vita, a dire ti amo e l’unica cosa che ti posso rispondere è che ogni esperienza ci arricchisce, che sicuramente avremo imparato qualcosa l’uno dall’altro e che dobbiamo pensare che tutto questo è un tesoro per il futuro”.
Un ciuffo cade lungo il volto di Michelle e Leo glielo pone dietro l‘orecchio, poi sorride amaramente.
Leonardo: “Non è così facile Mich, averti perso per me è un dolore immenso. Pensarti tra le braccia di un altro… o meglio di un’altra… che cosa ti è successo?”
“Non voglio parlare di questo - dice indispettita la ragazza. - Nessuno di noi può tenere con la forza la persona che ama legata a sé o credere che gli appartenga per sempre”
“Eppure quando due persone stanno insieme è questo che pensano, non è così?”.
Michelle annuisce, poi alza il volto verso la finestra e scorge Alex.
Leo fa lo stesso, poi rivolto alla giovane “Bene, credo che sia meglio che vada”
Il ragazzo si avvicina per dare un bacio sulla guancia a Michelle ma lei si allontana
Michelle: “Leo, è meglio di no” dice scuotendo il capo, il poliziotto abbassa gli occhi sconsolato “Scusa…” Le dice, quindi si allontana.
Michelle rientra in casa chiudendosi la porta alle spalle.
“Alex, dove sei?” urla la giovane e comincia a sbottonarsi il kimono.
La ragazza si reca in salotto dove trova la sua donna.
“Scusami, se ti ho fatto aspettare - sussurra mentre Alex è ancora girata e guarda fuori dalla finestra. - Ho un altro regalo per te.”
Il kimono cade a terra, Alex si volta e vede Michelle completamente nuda “Scommetto che preferisci questo regalo” dice la ragazza, con aria sensuale.
Alex non proferisce parola ma sul suo volto si legge un chiaro, evidente ed innegabile "WOW!".
La donna si avvicina e stringe a se la ragazza, baciandola prima sulla labbra, poi sul collo e sul petto, mentre le mani d'ella, corrono sensuali sui fianchi di Michelle.
Michelle si libera da Alex e allontanandosi le fa cenno di seguirla in camera, qui le due si distendono sul letto, le loro labbra si uniscono, mentre le giovane sfila ad Alex la maglia e la getta in terra. Michelle continua a baciare la donna e sgancia il reggiseno, poi con avidità la bacia sul collo, scendendo verso i seni, ma all'improvviso si ferma. Michelle aggrotta la fronte e guarda Alex con un'espressione mista tra stupore ed angoscia.
“C...cosa sono questi?” sussurra.
Alex, dopo aver porcheggiato mentalmente per un istante, cerca velocemente di riordinare le idee, per poi rispondere, con tono convincente e rassicurante, a Michelle.
“Ti sei data parecchio da fare, la scorsa volta, mia cara Mich...”
Michelle scuote la testa, mentre l'angoscia si fa strada dentro di lei. Si solleva dal letto afferrando la coperta e avvolgendovi il suo corpo, guarda i segni di Alex come se fossero delle terribili pustole.
“No, io non ti ho fatto quei segni, io non ti ho graffiata e neanche ti ho fatto succhiotti, lo ricordo bene” dice con voce acuta.
Alex si passa una mano tra i capelli e senza dire nulla, torna in salotto e s’infila il reggiseno.
Michelle segue la donna “Alex, dove credi di andare, voglio una spiegazione!” continua la giovane alzando la voce, mentre il suo cuore batte forte e sembra quasi scoppiare.
Alex si volta verso Michelle e la guarda negli occhi, con uno sguardo glaciale. “I fatti parlano per se.” Risponde, con tono altrettanto passivo e freddo.
Michelle sgrana gli occhi, ha la sensazione che il suo cuore si sia fermato, lo stomaco si attorciglia su se stesso come un serpente ed un caldo soffocante le sale alla testa.
“Vuoi dire che qualcun'altra ti ha fatto quei... - la sua voce si interrompe, le lacrime cominciano a cadere lungo le guance di Michelle. - Vuoi dire che sei stata con un'altra donna? - La giovane si porta una mano alla bocca e scuote la testa. - No, dimmi di no, ti prego.”
“No.” Si limita a rispondere, Alex.
“Neghi anche di fronte all'evidenza! Con chi sei stata è? - Michelle diventa rossa in volto. - No, non dirmelo! - urla tra le lacrime ponendo le mani avanti. - Che sciocca sono stata a fidarmi di te, dovevo immaginarmelo che tu mi usavi soltanto...” quindi tenta di asciugarsi gli occhi.
Alex: “Mi hai chiesto tu di dirti no. Non abbiamo mai stipulato un contratto di fedeltà, se non sbaglio.”
“Perchè.. - Sussurra. - Perchè dici queste cose, perchè mi tratti così? Credevo che tu mi volessi bene, che tu mi amassi, perchè mi ferisci così? Non hai capito che io ti amo? Io ti ho aperto il mio cuore! - La vista di Michelle si annebbia a causa delle lacrime. - Ti ho dato tutta me stessa.”
Alex scuote la testa e si rimette la maglietta, poi guarda Michelle e la trova così bella e disperata. *Sembra un angelo caduto, ha scoperto cosa sono gl'inferi.* Pensa.
“Ti ho messa in guardia sin dall'inizio, non sono la donna che credevi che sia. Non ti amo, io non amo nessuno.”
Le risponde con un tono della voce quasi totalmente privo di sentimento.
Quelle ultime parole echeggiano nella mente di Michelle come un tuono, la ragazza cerca di asciugarsi gli occhi. “Tu non mi ami? - sussurra - Tu non ami nessuno? Sei una menefreghista! - Urla, mentre la testa le comincia a martellare. - Sei una egoista! Come cavolo ho potuto pensare che saresti stata diversa? Sei una... io ti odio!”
A quelle parole Michelle sgrana gli occhi, rendendosi conto di dire una cosa che non avrebbe mai pensato di dire ad Alex.
“Hai finito?” Si limita a dire, fredda ed indifferente, Alex.
Michelle si sente spossata, come se tutte le sue forze fossero svanite dentro di lei.
“Come fai a restare così fredda? Non t’importa proprio di niente? - poi i suoi occhi cadono sul monile, il regalo che aveva tanto a lungo cercato. - Mentre tu stavi a scoparti chissà chi io ero in giro con Alison a cercarti quel regalo, mentre tu stavi a scoparti chissà chi, io preparavo questo per te - e indica la tavola imbandita. - La tua vita è uno schifo, ma è solo colpa tua! Hai ragione, non mi meriti, tu non ti meriti nessuno!” Urla.
“Dovrei forse mettermi a piangere? La vita è tutta uno schifo, Michelle. Le persone sono marce, senza valori, corrotte. Non c'è nulla di bello, nulla per il quale valga la pena vivere. Svegliati, Michelle, siamo circondati dal nulla.”
Le dice Alex, questa volta, con tono sentito e provato. Poi prende la sua giacca e si dirige verso la porta.
“Io non credo, non è vero che tutto è marcio, tu non sei marcia, tu sei una persona stupenda, se solo volessi potresti ricevere tanto amore, se solo ti fidassi e ti aprissi, ma tu sei testarda e credi di riuscire a fare tutto da sola. Io so che al mondo ci sono anche persone buone pronte ad aiutarti, persone che credono nei valori dell'amicizia e che sarebbero disposte a morire per amore. Forse sei tu che dovresti svegliarti e smetterla di pensare che il mondo è solo cattiveria ed egoismo... Sai cosa ti dico Alex? Mi riprendo la mia anima, quella che ti avevo donato.. - Michelle si porta la mano alla bocca e le lacrime tornano a scendere copiose, poi tra i singhiozzi urla. - Esci da qui! Non voglio più vederti!”.
Alex fa un inchino, davanti a Michelle, come volendo "dare le dimissioni".
“Il mondo fa schifo.” Ripete, chiudendosi la porta alle spalle.
Michelle tra i singhiozzi afferra, con un gesto di rabbia, un bicchiere e lo getta a terra, poi s’inginocchia e abbracciando le proprie gambe abbassa la testa e piange senza freni.

“Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris.
Nescio, sed fieri sentio ed excrucior”
Catullo.

(Io odio e amo. Perché, forse mi chiedi, fai così?
Non so, ma sento che ciò avviene e mi tormento)


La chiave scatta nella serratura e un istante dopo Alison fa il suo ingresso nella casa, canticchiando. Sono circa le quattro di mattina.
*Mmmm che profumino* pensa tra sé. *Mich ha fatto proprio un bel lavoro, chissà cosa hanno combinato quelle due*.
Le scarpe di Alison calpestano i vetri del bicchiere. “Ma che cavolo…”
La ragazza si guarda intorno e scorge sul divano, rannicchiata, Michelle con addosso solo la coperta.
Alison presa da un’angoscia profonda accende la luce e davanti ai suoi occhi si presenta una scena inquietante, la ragazza corre al divano.
“Mich, Dio Mio, stella cosa ti è successo!”
La prima cosa che balena nella mente di Alison è che qualcuno abbia cercato di abusare dall’amica.
Michelle impaurita si sveglia e aggrotta le ciglia guardando Alison, poi ricordandosi dell’accaduto si fa cupa in volto.
“Michelle cosa è successo?”.
La giovane abbraccia forte l’amica e comincia a singhiozzare.
“Dio Mio… cosa ti hanno fatto? È stata Alex?” dice con volto schifato.
Michelle lascia l’amica ed annuisce, cercando di ricomporsi sussurra “Non una cosa bella!”
Alison: “Questo lo avevo intuito, tesoro, ma cosa?”.
Alison estrae un pacchetto di fazzoletti di carta dalla borsa e ne dà uno alla giovane.
Alison: “Asciugati il volto e soffiati il naso, poi mi racconti tutto”.
Michelle annuisce e dopo qualche istante si decide a parlare e racconta la terribile vicenda, mentre grosse lacrime cadono lungo il suo volto sconvolto
Appena Michelle conclude la storia, Alison la abbraccia forte.
“Che bastarda!” dice con disprezzo.
Michelle: “Io mi fidavo di lei, l’ho dato il mio cuore, la mia anima, ho messo a nudo tutta me stessa per lei”
Alison solleva le ciglia ammiccando per la frase ambigua dell’amica, ma si rende conto che quello non è il momento di scherzare.
Michelle: “Le ho persino detto Ti amo!”.
Alison: “E sei pentita di questo?”
Michelle: “No, era la verità, perché io la amo ancora, ho la sensazione che qualcosa di antico mi leghi a lei, è come se fosse la mia anima gemella - poi solleva il volto verso Alison. - Come posso amare una persona che mi ha tradito?”
Alison: “Perché quello che provi è vero amore e il vero amore non si cancella così, all’improvviso, ci vuole del tempo, tanto tempo”
Michelle: “Ho cercato mille soluzioni, ho pensato che è colpa mia perché non c’ero, perché ero impegnata con gli esami…ho persino provato ad odiarla, ma non ci riesco.”.
Alison scuote la testa “Non è colpa tua, Mich, non dire sciocchezze - L’amica prende una mano della biondina e la tiene stretta. - Cerca di ragionare…dal quel poco che mi hai detto tu Alex è una persona istintiva e ha un carattere difficile, inoltre lo sapevi fin dall’inizio che non era proprio uno stinco di santo e poi è da così poco che state insieme”.
Michelle: “Alex non mi ama, mi ha solo usato”.
Alison: “Non credo, sono convinta che adesso lei sta male e che ti ama, cavoli Mich di persone come te al mondo ce ne saranno due o tre, sarebbe una stupida se ti lasciasse andare! Secondo me è solo confusa, non ha mai amato, non sa come ci si comporta, credo che tornerà da te e ti chiederà scusa, perché è così che andrà, perché tu le hai insegnato più di quanto immagini. Ma non dovrai perdonarla, perché lei non ti merita.”
Una lacrima cade lungo il volto di Alison.
“Che fai piangi anche tu adesso?” chiede Michelle un po’ sorpresa.
Alison: “Sì, mi sono commossa per le belle parole che ho detto”.
La giovane a quella frase sorride e dopo poco scoppia in una risata.
“Sei senza rimedio Alison”, l’amica a sua volta annuisce sorridendo.
Michelle: “Grazie Alison”.
La ragazza sorride.
“Dormi con me stanotte?” dice alzandosi, ma poi si ferma e osserva Michelle che ha stampata sul volto un’espressione interrogativa.
“Cioè intendevo se non ti andava di dormire da sola… potevi dormire nel mio letto, tanto non ti salto addosso!”.
Michelle si alza dal divano stringendosi la coperta addosso
“Io speravo di sì” e strizza l’occhio all’amica.
Alison osserva la figura aggraziata della ragazza e scuote la testa.
*Povera piccola, ma guarda di chi doveva innamorarsi*.





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