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L’amore non chiede perché

di Luisinha

2a parte

1a parte - 3a parte

Capitolo 3 – PENSIERI

 

Casa di Claire, poco dopo

 

“ Incredibile, quella donna….so di conoscerla, so di averla già vista eppure so anche di non averla mai incontrata!” Questi pensieri affollavano la mente di Claire quando arrivò a casa,dopo quella giornata estenuante che alla fine le aveva regalato l’incontro tanto inatteso. “ Dio mio Claire, devi riprenderti, sai che è molto probabile che non la rivedrai più, con tutta la gente che c’è a New York …figuriamoci è impossibile. Non rifarebbe mai un giro turistico della città e soprattutto credo non lo rifarebbe per rivedermi, anche se mi è sembrato di leggere nei suoi occhi lo stesso desiderio di parlarmi. E se anche lei provasse ciò che sto provando io?” In effetti, anche il cuore di Claire era impegnato come la mente a decifrare quali fossero esattamente i suoi sentimenti verso la giovane dal caschetto biondo. Da un lato c’era la curiosità di conoscerla, l’attrazione verso quella figura così femminile e bella, dall’altra, invece, la paura di dover spalancare le porte del suo animo ad un sentimento più profondo, più intenso. In fondo Claire viveva da circa 3 anni senza esperienze sentimentali, l’amarezza rimasta dall’addio al suo ultimo compagno l’aveva resa più fredda da questo punto di vista e come si sa con il trascorrere del tempo,il ghiaccio se non si scioglie, si compatta. Tuttavia, le sue preferenze sessuali erano generalmente tendenti al sesso maschile ma le era già capitato di aver avuto rapporti anche con donne, non che fossero durati così a lungo da poter essere definite storie ma comunque erano eventi che ormai potevano essere riposti nel bagaglio dell’esperienze. In fondo, la vita dura che aveva imparato a conoscere le aveva mostrato così tante cose da non sorprendersi più di molto. Questo fatto, però, era diverso,era come se all’improvviso nella monotonia del suo cuore si fosse accesa una scintilla che dall’interno provava a riscaldarlo. Se lei avesse voluto,avrebbe potuto spengere immediatamente quella fiammella ancora troppo piccola per arderla tutta. “Dai su Claire adesso esci e vai in palestra, ti aiuterà a distrarti, così dimenticherai tutta questa storia!” Con questi propositi la mora dai capelli corvini prese il borsone che aveva lasciato già pronto dalla mattina e si diresse verso il luogo che avrebbe dovuto aiutarla a eliminare quei pensieri, con il sospetto piccolo ma presente che forse non ci sarebbe riuscita.

 

 

Camera d’albergo di Kate, stesso momento

 

“Ok Kate adesso basta smettila di girare a casaccio per questa dannata stanza e soprattutto smettila di pensare a quella donna!” Era da quando era tornata da quella gita che non faceva altro che andare su e giù per la stanza, i piedi stanchi le chiedevano in ogni modo di fermarsi. “Ma come ha fatto a stregarmi? Bè .. la sua bellezza in qualche modo credo che c’entri ma non penso sia solo questo… lei mi sembrava così familiare, non ho mai provato questa sensazione con qualcun altro … eppure guardandola pochi istanti,con lei sola mi sono sentita finalmente….. a casa!” Kate non poteva crederci, se le avessero raccontato questa storia prima che partisse per l’America si sarebbe messa a ridere di brutto. Lei che provava attrazione per una donna? figuriamoci, fin dalle elementari era sempre stata corteggiata dai ragazzi considerati più belli della scuola, quelli che sembravano inavvicinabili per le ragazze normali, erano per lei la consuetudine. Non che Kate facesse qualcosa per attirarsi le loro attenzioni, anzi la maggior parte delle avance che le facevano,venivano rispedite al mittente con tanto di “NO GRAZIE”. Solo agli ultimi anni di scuola si era un po’ arresa e aveva frequentato quel bell’imbusto di Micheal Bell che giocava nella squadra di rugby e aveva un cervello equiparabile a quello di una gallina. In fondo, non era un cattivo ragazzo e a Kate piaceva per l’imbarazzo che lei creava in lui quando lo guardava e per quell’aria un po’ a bambinone che lo rendeva molto tenero. Con le donne, però, non era mai stata e fino a quel momento pensava che questo problema non le si ponesse nemmeno lontanamente nel suo cervello. “Andiamo Kate, non fare la stupida sarà stata l’ansia per tutto questo lavoro, per il libro che deve riuscire, dai vedrai che passerà … devi solo rilassarti…. Adesso un bel bagno caldo e stasera prenderai un taxi fino al prossimo quartiere dove c’è quella gelateria che hai visto tornando oggi” Deciso, quindi,il programma della serata si diresse verso il bagno pronta a cancellare anche lei i traumi di quella lunga giornata.

CAPITOLO 4- SCONTRI

 

Casa di Claire

 

Tornata dalla palestra non senza aver lasciato per la strada i pensieri che la ossessionavano,la mora raggiunge velocemente il divano prima di stravaccarsi sopra, distrutta da  quella giornata.

-Jim ? sei in casa ?-  Una  voce distratta arriva dalla camera del fratello dopo un attimo di esitazione.

– si, devo copiare dei file al computer – stavolta non era la solita parlata simpatica di Jim, la voce sembrava nascondere un non so che di preoccupato, di serio.

-Tutto bene? Ti sento un po’ giù …- A quelle parole il ragazzo alzatosi dalla sua postazione davanti al pc  raggiunge la sorella in salotto – in realtà sono un po’ preoccupato Claire.. stasera non sarà come le altre volte-

- nel senso che non dovrò toglierti dai guai?- aveva cercato di sdrammatizzare la donna per cambiare il tono a quella conversazione un po’ cupa.

- No, vedi abbiamo scoperto un traffico di droga ….che non sembra niente di così anormale all’apparenza e che invece lo è…è il governo a proteggerlo-

- Quindi avete ben pochi mezzi per impedire che gli intenti di questi trafficanti vadano a buon fine- concluse Claire …In effetti non era una situazione rosea!

- Bè si … stasera ho appuntamento al molo con gli altri … è lì dove si riuniscono i nostri uomini ed è sempre li che presumibilmente incontreranno gli esponenti mandati dal governo per concludere un accordo che frutterà a ciascuna delle due parti un sacco di soldi-

- Praticamente voi vorreste intervenire in quel momento? Quando avranno perfezionato l’accordo?- cercava di capire Claire

- Nono, altrimenti se anche la minima cosa andasse storta saremmo tagliati fuori … noi saremo li nascosti e registreremo tutto… pensiamo che il presidente degli Stati Uniti non c’entri in tutto questo e vorremo arrivare a lui-

Claire sapeva che il fratello non era mai preoccupato, nemmeno per missioni ben più pericolose di quella, forse sentiva dentro di se che probabilmente qualcosa non andava. Non poteva lasciarlo solo, era la prima volta che lo vedeva così.

-Bè Jim io non so se qualcuno in più può farvi comodo ma … -

- Dici davvero? Claire ti offriresti di aiutarci? Non ci posso credere adesso mi sento molto più tranquillo-

- ehi ehi … è solo per questa volta … la tua faccia mi ha spiazzato non ti avevo mai visto così … ma la prossima volta non mi fregherai neanche mettendoti a piangere come una femminuccia-

Ma Jim non l’ascoltava più era già fuggito in camera ad avvisare gli altri della bella notizia e Claire continuava a pensare che non sarebbe mai cambiato.

 

 

 

 

Al molo, quella sera

 

Nascosti dietro dei container Jim Claire e Jake stavano aspettando il segnale che Tom, Alex e Vicky avrebbero dovuto farli, dalla loro postazione poco distante, dove si poteva vedere meglio l’arrivo dei trafficanti. I soggetti inviati dal governo erano probabilmente già sul molo perché delle figure sospette si muovevano in quei pressi. Per l’occasione tutti i componenti del gruppo di Jim indossavano una maschera nera per non essere riconosciuti durante possibili combattimenti. Al ritorno momentaneo di Claire nel gruppo nessuno aveva fatto obiezioni, anche se, la ragazza stessa ci avrebbe giurato, forse non erano troppo contenti, pace tanto non sarebbe durata a lungo.  

-Jim ecco il segnale- Jake aveva riconosciuto il lampo istantaneo della pila di Alex

- Bene accendo il registratore…-

Ma non fece in tempo a finire la frase che tutti e tre si sentirono delle pistole puntate sulla nuca

-Alzatevi e non muovetevi- disse una voce dietro di loro

-Bene bene bene … cosa credevate, che fosse tutto così facile? Pensavate che non sapessimo di voi? Una banda di piccoli eroi che vuole sostituirsi alle forze dell’ordine per rendere questa città giusta…- l’uomo continuava a premere la pistola sulla testa di Jim. Per fortuna, però, Tom che si era accorto che qualcosa non andava, si era spostato vicino alla loro postazione da lì poteva  vedere cosa succedeva effettivamente. Chiamati anche gli altri, a questo punto i 3 si spostano dietro gli uomini armati.

- lasciateli stare anche noi siamo armati- Meno male … grazie ragazzi! Così, con mosse fulminee e imprevedibili inizia una lotta accanita fra le due parti contendenti.

- Mandate rinforzi presto …siamo qui al molo!- era l’urlo nel radio trasmittente di uno degli uomini armati.

- ragazzi andiamo via prima che arrivino…- Claire aveva paura che non ce l’avrebbero fatta se gli aiuti in loro soccorso fossero stati troppi. Allontanandosi più presto che potevano alle loro due macchine lasciate nascoste poco lontano, sentirono giungere altri mezzi con qualcuno che dal finestrino sparava a raffica colpi di fucile.

-Saliamo presto….- Jim si era velocemente messo al volante e attendeva che anche gli altri entrassero

- Vai Jim vai…. – Claire aveva chiuso per ultima lo sportello. Partiti a tutta birra le tre macchine si spostarono verso il centro della città muovendosi ad una velocità così sostenuta che riuscivano a malapena a scansare gli ostacoli.

 

Alla gelateria

 

“Questo gelato è maledettamente buono” pensava Kate mentre seduta davanti alla gelateria stava finendo di mangiare. “oh mio dio nemmeno il bagno rilassante è riuscito a togliermi quella donna dalla testa, sarà meglio che torni a piedi verso l’albergo mi vedrò qualcosa alla tv per evitare questi pensieri” In effetti li seduta senza fare niente il suo cervello non faceva che ritornare a quell’incontro. Così alzandosi si diresse verso un punto in cui facilmente poteva attraversare la strada .

 

 

In corsa

 

Le auto inseguendosi vicendevolmente si erano spinte sempre più verso il centro città e benché Claire che conosceva ogni angolo di New York faceva svoltare Jim nei posti più impensabili, l’altra macchina continuava a stargli alle calcagna.

-Gira qui e poi subito a destra…- ogni tanto guardava indietro per vedere a che punto era Alex che stava guidando l’altra loro auto, ma soprattutto dove erano gli inseguitori. All’improvviso uno sparo colpì lo specchietto di Jim

-Maledizione!- urlò l’uomo che, girandosi, aveva visto andare in frantumi il vetro accanto a lui. Ma quella distrazione gli costò cara…

 

Attraversando

 

Kate stava tranquillamente attraversando la strada quando improvvisamente si vide la morte in faccia. Un’auto sbucata dall’angolo senza rispettare il semaforo stava dirigendosi a tutta velocità su di lei che ebbe solo la forza di lanciarsi per evitare che il bolide la colpisse pienamente. Quando sentì l’impatto con l’asfalto, però, il dolore si manifestò forte anche se fortunatamente non aveva battuto la testa. Tutto le faceva male e ovviamente non ce la faceva ad alzarsi…

 

Claire aveva assistito alla scena e aveva riconosciuto la ragazza che ora stava riversa a terra dietro di loro.

-Fermati Jim!!! Io scendo qua voi proseguite …presto prima che sopraggiungano gli altri…- diede al fratello appena il tempo di fermarsi e toltasi la maschera scese velocemente dando il tempo all’uomo di ripartire appena prima di sentire lo stridere delle ruote dietro di loro che testimoniavano l’arrivo degl’altri.

-permesso …permesso…- Claire si stava facendo spazio tra la folla per vedere le condizioni della donna. Era ferita anche se non sembrava grave e  fortunatamente era ancora cosciente anche se traumatizzata.

-Ciao ti ricordi di me?- Claire s’era inginocchiata davanti a lei e si era praticamente abbandonata a quegl’occhi verdi che anche in un momento così tragico sembravano stupendi.

- si …sei la guida dell’autobus…ohi ohi che male la spalla…- Kate non poteva crederci la vita a volte la stupiva, quella donna a cui aveva pensato tutto il giorno era venuta adesso in suo soccorso, era lì davanti a lei, era il suo angelo.

- Vuoi che ti accompagni in ospedale?- Claire avrebbe preferito non accompagnarcela e se la ragazza avesse visto qualcosa? Se avesse poi saputo riconoscere suo fratello? Impossibile erano tutti bendati! E poi non poteva lasciarla lì!

- No preferisco di no, gli ritengo una scocciatura … poi non ho niente …ohi ohi … bè forse qualcosina si ma …preferisco di no grazie..-

- Bè adesso arriverà la polizia, dovrai dire cosa è successo ce la fai? Poi se vuoi ti posso riaccompagnare a casa- A quelle parole non si sa bene per quale motivo ma entrambe le donne arrossirono e Claire voltò il viso colta dall’imbarazzo.

-Si ci posso provare….e ….. grazie dell’aiuto che mi offri… comunque non abito in una casa sto qui all’hotel GRACE .. nel quartiere qui vicino- Così arrivata la polizia, chiamata dalla gente che aveva assistito al fatto e avvenuta la deposizione di Kate entrambe si diressero verso l’albergo della ragazza, grate almeno in parte al destino per quell’incontro.   

 

Poco dopo in camera di Kate

 

-Ohi, ohi …mi fai male …- Grazie all’aiuto di Claire, Kate era adesso seduta nella sua stanza mentre la mora si stava occupando con molta apprensione delle sue ferite.

- smettila di fare la bambina … so che fa male … ma cerca di resistere- Claire aveva notato che fortunatamente era solo una ferita superficiale anche se molto estesa dalla spalla fino all’avambraccio.

- Ehi … io non faccio la bambina …sei tu che mi stai facendo davvero male- In realtà Kate stava mentalmente ringraziando la donna non solo per quello che stava facendo per lei ma anche e soprattutto per il fatto che era lì con lei.

- E’ solo una ferita superficiale guarirai presto, anche se ti brucerà un po’in questi giorni… ne hai altre ?-

- si una sulla gamba anche lì mi fa male … ma non ti devi preoccupare … io ti ringrazio già per quello che hai fatto per me stasera- 

In quel momento entrambe si guardarono ancora una volta i loro occhi ritrovandosi sembravano aver perso interesse per tutto quello che stava intorno a loro. Se la terra fosse stata colpita da un asteroide, se ci fosse stata un’invasione aliena, se l’oceano avesse inghiottito gran parte della terraferma, loro non se ne sarebbero accorte. Erano ipnotizzate l’una dall’altra, non osavano parlare per paura che il suono delle parole rompesse quell’atmosfera così magica e mentre i loro cuori sembravano così vicini anche i loro volti si avvicinavano lentamente. Claire avrebbe dato qualsiasi cosa per baciarla, le pareva un sogno vederla lì con i suoi occhi verdi che risplendevano anche nella luce un po’ fioca della stanza. Poi, finalmente i loro volti s’incontrarono e le loro labbra si unirono nel più romantico e dolce dei baci. Quando si allontanarono poco dopo, Kate con le guance in fiamme non sapendo cosa fare, disse la cosa che meno avrebbe voluto dire in quel momento per il doppio significato che portava.

-Grazie..- Infatti un attimo dopo aver proferito parola cercò di rimediare

- … per l’aiuto e per avermi curato- Sperava che l’altra non avesse frainteso.

- Niente … l’ho fatto con piacere – anche Claire con queste parole era leggermente arrossita, certo che le aveva fatto piacere!

- Io bè … non so cosa mi sia successo prima … ma se insomma .. tu … mi fai uno strano effetto ecco..- Kate aveva tirato fuori il coraggio, ora era più imbarazzata che mai.

- Ah …ecco… si in effetti anche tu a me… si bè … provo la stessa cosa- Al diavolo !! “sono vissuta a contatto con gente di tutti i tipi … aguzzini, drogati, ladri… e maledizione ora balbetto” pensava Claire.

- Io credo molto nel destino sai.. forse noi un tempo in un’altra vita… ci conoscevamo- azzardò Kate quando però l’unico suo desiderio non era certo parlare.

- Io non lo so … forse hai ragione tu…- anche la mora aveva altro per la testa in quel momento, l’atmosfera di prima si stava già ricreando e questa volta anche un altro sentimento ben più passionale stava prendendo il sopravvento su le due.

DRIIIIIIN! Accidenti

Il cellulare di Claire stava squillando e contemporaneamente stava distruggendo quell’istante.

-Chi è?-

- Oh Claire, sono Jim, dove sei?tutto apposto? Vuoi che ti venga a prendere?-

Giusto, suo fratello!!!

-No Jim non sono molto distante da casa torno da sola …. Sto bene voi?-

- si per fortuna … ci hanno seguito per un bel pezzo ma ce l’abbiamo fatta a seminarli, allora ti aspetto a casa… ciao … sta attenta-

- ok ciao-

Claire riagganciò e si rivolse a Kate che intanto si era ripresa dallo smarrimento e la guardava.

-Mi sa proprio che devo andare …era mio fratello …devo tornare a casa-

- E’ tutto apposto? …hai detto che stai bene … perché?ti era successo qualcosa?-

Già che stupida…. Doveva stare più attenta..

-nono, è che ero uscita da un pub con un po’ di sbronza ..e mio fratello è molto protettivo …sai ci sono tipi così- disse guardandola ancora più attentamente… come a voler sottolineare le ultime parole.

- Bè se allora devi andare ….ehm non so il tuo nome ..-

- Claire…-

- Claire ok, io sono Kate… mi farebbe piacere … bè si insomma se ci potessimo rivedere non so anche per un caffè o un panino …io abito qui per 5 mesi sono una scrittrice …e poi devo ancora ripagare per l’aiuto che mi hai dato- Quanti doppi sensi …era quasi impossibile parlare.

- Per me va bene …se vuoi domani alle 8 vengo a prenderti e andiamo a mangiare qualcosa …poi mi racconterai tutto del tuo lavoro ..sono curiosa… allora a domani Kate-

Così dicendo la mora si stava già allontanando verso la porta quando ancora la bionda la fermò

-Claire ….?-

- si?-

- grazie … di tutto-

Le due si sorrisero mentre Claire stava per uscire dalla porta, domani fortunatamente si sarebbero riviste. 

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