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"AMORE VERO - Uno studio sul subtext in XENA WARRIOR PRINCESS"

di A. Scaglioni

QUINTA STAGIONE(1999-2000)

(terza parte)

>>sezioni speciali>>Amore Vero

XENA E IL SORTILEGIO DI VENERE

Dopo due episodi ambientati nel Celeste Impero, dove Xena e Olimpia devono affrontare la malvagia figlia di Lao Ma e lo spirito del Dragone Verde e in cui è assente qualunque accenno al sub-text, ma anche pieni di incoerenze a causa di sceneggiature tutt’altro che brillanti, soffermiamoci un attimo su questo. Non perché vi sia qualche elemento significativo per noi (se ci basassimo solo su questo, in tutta la stagione, parleremmo al massimo di cinque episodi), ma per segnalare un fatto che è sempre più evidente e importante in prospettiva futura: il cambiamento fisico e psicologico di Olimpia. Più robusta e decisa, la giovane poetessa, ha fin dall’inizio della stagione, mostrato una nuova immagine di sé (e anche il taglio di capelli, più corto e dinamico non è solo esteticamente funzionale a questa), dimostrando doti atletiche e capacità nell’uso delle armi insospettate che, soprattutto in questo momento, con Xena appesantita dalla gravidanza, tornano terribilmente utili. In questo episodio in particolare, Xena è fuori combattimento col suo spirito confinato nel corpo di una bambina per un sortilegio “frettoloso” di Venere, e su Olimpia pesano quasi esclusivamente le responsabilità di vegliare sull’indifeso corpo della compagna, in attesa che le cose tornino alla normalità. E la ragazza se la cava alla grande, tenendo testa ad un’intera banda di delinquenti, intenzionati ad approfittare della situazione, con una determinazione ed una abilità che renderebbero orgogliosa Xena, come lei stessa sussurra al suo corpo immobile e privo di coscienza, dopo il combattimento.

OLIMPIA: Vorrei che mi avessi vista.

Tenete a mente questa cosa. E’ il primo indizio sulla strada che la serie prenderà nell’avvenire e finirà in parte per giustificarne l’atroce e traumatizzante finale.

 

XENA E IL TRIONFO DELL’AMORE

Intenso e bellissimo episodio, punto nodale della quinta stagione e fine di una saga che si protraeva da tempo, quella di Belur e della via dell’amore da lui predicata, con il chiarimento del mistero sulla gravidanza di Xena e contemporaneamente inizio di un ciclo di storie che avrà conseguenze dirompenti anche sulla vita delle protagoniste. Le due compagne si trovano nel bel mezzo di un conflitto nascente tra i seguaci della dottrina di Belur, sempre più numerosi, e il Dio Marte che teme seriamente che tutto questo finisca per minare il potere dell’Olimpo sul mondo. Un’antica profezia infatti annuncia tempi in cui gli uomini non avranno più bisogno degli Dèi e questi finiranno per perdere i loro poteri. Ma per quanto preoccupato dalla situazione, Marte non perde occasione per lanciare le sue frecciate sulla nuova condizione della Principessa guerriera.

MARTE(a Xena): Tu d’altro canto ti sei tenuta occupata. Avrei preferito sapere che eri alla ricerca di un padre.
XENA: Non lo sto cercando.
MARTE: Oh. Beh, chiaramente qualcuno deve essersene incaricato.
XENA: Sì. Olimpia.
MARTE(sorpreso): Questa avrei proprio pagato per vederla.

Lo scambio di battute è molto divertente e si articola su un gioco di allusioni che forse in italiano non rende adeguatamente. Marte, in realtà, con la parola “padre”, intende “qualcuno che ti desse un figlio”. Questo spiega meglio la sua reazione alla risposta di Xena, che non può non provocare un brividino lungo la schiena di ogni buon sub-texter. Tuttavia non ci attende molto divertimento in questo episodio.
Mentre Xena è un po’ preoccupata per la crescente propensione di Olimpia a servirsi della violenza per risolvere le situazioni, in aperto contrasto con le sue convinzioni del passato (ma abbiamo già visto come la personalità di questa sia in rapida evoluzione), una grande battaglia sta per esplodere. Una battaglia che ha in realtà un raggio assai più ampio delle scaramucce tra Marte e i seguaci di Belur e che coinvolge entità di gran lunga più potenti e misteriose che sovrintendono ai destini dell’universo. Callisto, ora messaggero celeste, appare alla Principessa guerriera, cercando di convincerla a non intervenire, lasciando Belur al fato che lo attende. Ma Xena, che ancora non riesce a fidarsi della sua ex-nemica, non intende darle ascolto ed affida ad Olimpia la protezione di Belur, mentre lei cercherà di fermare Marte. Belur stesso, che però è cosciente del suo destino e lo accetta serenamente, all’arrivo di Marte, ha per lui solo parole di sfida ed impedisce ad Olimpia di difenderlo, provocando di fatto la propria morte. Stringendo tra le braccia il cadavere di Belur, Olimpia ha una crisi e reagisce violentemente al rimprovero di Xena, che non riesce a credere che lei non abbia mosso un dito per salvarlo, e fugge nel deserto a sfogare rabbia e frustrazione. Qui, Marte la raggiunge e approfittando del suo stato cerca ancora di convincerla a lasciare Xena e a passare dalla sua parte, mostrandole i poteri di cui potrebbe disporre come dea e lasciandola confusa ed indecisa. Xena, intanto, ha chiesto a Callisto di portarla nel luogo dove è custodito il pugnale di Helios, arma che ha il potere di uccidere un Dio. Callisto è restia, ma finisce per acconsentire anche se ammonisce Xena sulle possibili conseguenze. Ma al villaggio, anche Olimpia ha preso la sua decisione ed affronta Marte con le armi in pugno per difendere i seguaci di Belur

MARTE: Come mai questo ripensamento? Credevo che avessi rinunciato a Xena.
OLIMPIA: Ci vuole qualcosa di più di te per indurmi a farlo.

Ma contro il Dio della guerra, Olimpia non può che avere la peggio e solo l’intervento di Xena, armata del pugnale, la salva. Questa si getta contro Marte, ma proprio mentre sta per vibrare il colpo mortale, le appare Belur che le fa comprendere come la sua morte faccia solo parte di un grande disegno che provocherà nel tempo la fine degli Dèi. Xena rinuncia alla vendetta e, dopo la sparizione di un Marte che sente addosso il peso di una sconfitta sempre più vicina, riabbraccia la sua compagna.

OLIMPIA: (…) Mi dispiace.
XENA: Olimpia… Non avrei dovuto incolparti della morte di Belur. Io…
OLIMPIA:Xena, ero io ad incolpare me stessa. Perdonami.
XENA: No, perdonami tu.
BELUR(apparendo in una luce abbagliante accanto a Callisto): La fede infinita che avete l’una nell’altra è il più grande dei miracoli.

Ed ancora una sorpresa attende Xena.

CALLISTO: Xena… E’ arrivato il mio tempo di reincarnarmi nel mondo mortale… e il corpo che conterrà il mio spirito è stato scelto. (Sorridendole.) Non riesco ad immaginare una madre migliore di te.
XENA(sbalordita): Allora sei stata tu? Tu mi hai dato questo figlio.( Ricordate, vero, il “tocco” di Callisto a cui avevo accennato qualche episodio fa?)
CALLISTO: In passato ho distrutto la tua vita, Xena.
XENA(con le lacrime agli occhi): E io ho distrutto la tua. Forse è tempo che entrambe ci restituiamo ciò che una volta ci siamo sottratte l’un l’altra.

Callisto tende una mano e, mentre sparisce, una scia luminosa penetra nel ventre di Xena, trasferendone l’anima nel grembo della Principessa guerriera. Che ne dite? Già la scelta di “far mettere Xena incinta” da una donna, sia pur spirito celeste, in una versione tutta particolare dell’ “immacolata concezione”, è straordinaria (oltre che il modo migliore di utilizzare in chiave sub-text la molto più terrena gravidanza della sua interprete), ma fare sostanzialmente di Callisto, il “padre” del bimbo di Xena e, contemporaneamente, suo “figlio”, dato che si reincarna in esso, è enorme. Verrebbe da dire che le vie dell’amore sono davvero infinite, ma a quanto pare, questa incredibile serie ha intenzione di percorrerle tutte.


XENA E LA LIRA DI TERSICORE

Un nuovo musical per il centesimo episodio trasmesso (anche se in realtà realizzato prima dell’episodio precedente), ma a differenza del mitico “XENA E LA RUOTA DEL FATO” nella terza stagione, qui la situazione è molto diversa. Allora l’atmosfera musicale e le canzoni (appositamente composte) si inserivano perfettamente nell’evoluzione della storia e concludevano alla grande l’indimenticabile “saga del tradimento”, mentre invece ora ci troviamo di fronte ad una trama che è poco più che un pretesto per mettere in fila una serie di canzoni di varia estrazione (discodance, heavy metal, hard rock) tutte preesistenti e riadattate per l’occasione. (Per la verità, l’episodio dà l’impressione di essere stato messo insieme in fretta, al posto di un altro, anche questo musicale, che avrebbe dovuto intitolarsi “THE LAST CHANCE” e che previsto per questa stagione, era prima stato posticipato alla successiva, e poi definitivamente cancellato, presumo per i contenuti decisamente “forti” in chiave sub-text, anche se ufficialmente i motivi non sono mai stati chiariti, a quanto ne so. Comunque sia, è davvero un peccato, e chi ha avuto l’opportunità di leggerne il copione sa di cosa parlo.) Per tornare alla storia, inutile quindi parlare della gara canora organizzata da Xena per mettere in palio la magica lira di Tersicore e poco produttivo anche soffermarsi sui problemi di Olimpia per calmare i bollori di Draco, il signore della guerra, ancora sotto il sortilegio che l’aveva fatto innamorare di lei addirittura nel finale della seconda stagione. Più interessante è invece il tentativo di Irene, la madre di Xena, che saputo della sua gravidanza, cerca di procurarle un marito. Inutilmente Xena prova a farle capire che lei, una famiglia ce l’ha già: Olimpia. Comunque pure dopo averla convinta di non aver bisogno di uomini, anche sulle note di “Sisters Are Doing It For Themselves” (Le donne se la cavano da sole), Xena si trova in una posizione imbarazzante.

IRENE: Tu hai sempre fatto di testa tua, Xena. Suppongo che sarebbe stupido da parte mia fermarti ora.
XENA: Grazie, madre.
IRENE: Ma chi hai detto che è il padre?

Pensate che faccia farebbe Irene se sapesse la verità. Per fortuna di Xena, la scena s’interrompe prima che sia costretta a dare una risposta. Un altro elemento curioso è lo strano atteggiamento di Olimpia verso Corilo. Questi appare, infatti, attratto da una amazzone, Amoria, sul posto per partecipare alla gara, e Olimpia sembra quasi gelosa del fatto. Questo risvolto, abbastanza gratuito, della trama ha allargato i cuori a coloro che facevano il tifo per il guerriero mancato ed irritato i sub-texters, ma secondo me, il comportamento di Olimpia è spiegabilissimo: si tratta in effetti solo di una umanissima reazione. A Olimpia, anche se probabilmente non l’ammetterebbe mai, non dispiace affatto l’idea di sentirsi idolatrata ed evidentemente il cambiamento di Corilo nei suoi confronti le secca un po’, ma niente di più di questo. Tuttavia, si tratta di una stonatura nella coerenza delle caratteristiche caratteriali del personaggio che denota come, perdurando l’assenza dei due autori principali, che per fortuna torneranno proprio dopo la realizzazione di questo episodio, la confusione regni ancora tra coloro che li hanno inadeguatamente sostituiti. E chiudiamo con un’altra notazione interessante. Dalla versione definitiva dell’episodio, è stata tagliata la sequenza del duetto tra Xena e Olimpia che cantavano “We Can Work It Out” (Possiamo farcela) dei Beatles. Un altro brutto colpo per i sub-texters, dato i versi della canzone, sicuramente intriganti sulle loro labbra. Ma la performance è fortunatamente sopravvissuta sul CD della colonna sonora, per cui ecco qua una traduzione dei passaggi più interessanti, anche se devo ammettere che non ho capito in quale punto della trama andrebbe collocata (La versione originale potete trovarla comunque su questo sito.)


XENA: Cerca di vederla a modo mio,
o devo continuare a discutere fino allo sfinimento?
OLIMPIA: Mentre la vediamo a modo tuo,
corriamo il rischio di scoprire che il nostro amore potrebbe finire presto.
XENA: Possiamo farcela.
Possiamo farcela.
Pensa a ciò che dici,
si può sbagliare e credere ancora che vada tutto bene.
Pensa a ciò che ti dico,
possiamo farcela e chiarirla o dirci addio.
INSIEME: Possiamo farcela.
Possiamo farcela.
La vita è molto breve
e non c’è tempo per azzuffarsi e litigare, amica mia.
Ho sempre pensato che sia un delitto…
XENA: … quindi te lo chiederò ancora una volta.
Cerca di vederla a modo mio,
solo il tempo dirà se ho ragione o torto.
OLIMPIA: Mentre la vediamo a modo tuo,
c’è la possibilità che ci separiamo presto.

XENA E LA FINE DI GIUNONE E GIOVE

Ed eccoci ad un nuovo punto di svolta (in questa stagione mancheranno forse i momenti sub-text, ma non certo i colpi di scena), e non solo per la serie di Xena, ma anche per quella di Hercules, finita pochi mesi prima e che aveva fatto da trampolino di lancio per la Principessa guerriera. Qui, Hercules e Xena s’incontrano dopo anni per combattere Giove, padre di tutti gli Dèi e di Hercules stesso, in una battaglia senza tregua per proteggere il figlio di Xena prossimo ormai alla nascita. Le tre Parche hanno infatti preconizzato che quella nascita, voluta da entità superiori, decreterà la fine dell’Olimpo e di tutte le sue divinità, il “Crepuscolo degli Dei”. Terrorizzato, Giove apre la caccia al nascituro, mentre Xena e Olimpia, ancora ignare, fanno progetti sul loro futuro.

XENA: Olimpia. Vieni qua… Dammi la mano. No, no… Qui.

Prende la mano di Olimpia e se la posa sul ventre. La ragazza ha un sussulto di sorpresa e Xena ride.

OLIMPIA: Quello era un calcio.
XENA: Lo so.
(…)
OLIMPIA: Xena, aspetta. Ho fatto un sogno questa notte. Tu ed io stavamo entrambe dando alla luce il tuo bambino. Era come se nascesse da tutte e due.
XENA: E’ molto bello. Sai, se potessi fare a metà dei dolori del parto con te, lo farei.
OLIMPIA: Beh, purtroppo non è possibile.
XENA: Questo bambino cambierà completamente le nostre vite.
OLIMPIA: Già. Io starò molto più attenta, Xena. Sono preoccupata per la sua sicurezza.
XENA: Sembra proprio che avremo la nostra parte di problemi.

Questa scena dà una calda sensazione famigliare. Xena e Olimpia hanno spesso detto di sentirsi una famiglia, ma qui ne abbiamo una prova tangibile: si tratta a tutti gli effetti di una coppia che parla, tra speranze e preoccupazioni, della nascita del loro bambino. L’arrivo di Hercules giunto a congratularsi con Xena, spezza questo momento di intimità, ma a distruggerlo completamente arrivano gli sgherri di Giove. E’ così che Xena apprende che l’Olimpo ha condannato a morte suo figlio e decide di ribattere colpo su colpo. L’idea è quella di sfuggire alle ricerche indossando l’elmo dell’invisibilità di Plutone. Questo elmo, in possesso del re degli Inferi, conferisce a chi l’indossa il potere di rendersi invisibile a uomini e Dèi, ma per prenderlo, Xena e Olimpia dovranno scendere ancora una volta nell’Oltretomba, mentre Hercules s’incarica di parlare a suo padre per capire le sue motivazioni, ma lo trova fermo sulla sua posizione e pronto anche a combattere suo figlio se l’osteggerà. Ed a questo scopo, Giove affida l’incarico a Marte. Il Dio della guerra, che ha sempre odiato il fratellastro, non se lo fa ripetere (anche se sembra molto meno convinto di uccidere anche Xena), ma l’inatteso aiuto di Giunone, sposa di Giove, lo mette fuori combattimento. La matrigna di Hercules, che per tutta la vita lo ha perseguitato, considerandolo solo come il frutto del tradimento del marito con una mortale, sembra questa volta stare dalla sua parte. Non intende più nuocere al genere umano e rivela ad Hercules il nascondiglio della tomba di Crono, il titano le cui ossa possono uccidere gli Dèi. Intanto Xena e Olimpia negli Inferi stanno attraversando un luogo in cui le anime sono condannate ad assistere alle loro vite chiuse in bozzoli che le imprigionano. Con orrore, Xena riconosce in una di loro Seleuco, suo figlio morto. Il ragazzo ha rifiutato di andare nei Campi Elisi a cui era destinato, quando ha saputo che non avrebbe più rivisto sua madre, preferendo restare dove pur soffrendo avrebbe potuto continuare ad avere la sua immagine presente. Commossa, Xena lo libera e con l’aiuto di Olimpia e dell’elmo lo conduce fino alla soglia del regno dei giusti, promettendogli che non lo scorderà mai. La battaglia prosegue su più fronti, con Hercules e Giunone da una parte, inseguiti da Giove che tenta d’impedire loro d’impadronirsi delle ossa di Crono, ed uccide la sua sposa per il suo tradimento, e Xena e Olimpia dall’altra, che cercano di uscire dagli Inferi, sfuggendo alle grinfie di Plutone, mentre Marte, combattuto dai suoi sentimenti verso Xena, cerca vanamente di convincerla ad accettarlo come alleato. Dopo essere fuggite dall’Oltretomba, e con Hercules occupato a tenere a bada Giove, Xena è in preda alle doglie e tuttavia la sua prima preoccupazione è Olimpia.

XENA: Olimpia, ascoltami. Voglio che tu te ne vada di qui. Va’ via. Se Giove sconfigge Hercules, non voglio che tu ti trovi nel mezzo.
OLIMPIA: Xena, io non vado da nessuna parte, d’accordo?

Così, aggrappata con tutte le sue forze alla compagna, Xena inizia il travaglio e dà alla luce una bambina, proprio mentre Hercules trafigge suo padre con una costola di Crono uccidendolo. La contemporanea morte del padre degli Dèi e la nascita della bambina destinata a causare la fine dell’Olimpo, scuotono nelle fondamenta l’universo stesso generando un brivido nelle divinità. Mentre Xena può abbracciare la sua piccola Evi (il nome le è stato suggerito da Seleuco) e rivolge un pensiero a suo figlio.

XENA(guardando verso il cielo): Staremo per sempre insieme, Evi… Tu ed io… e tuo fratello, per sempre. Mi senti, Seleuco? Per sempre. Per sempre.

E’ un momento molto commovente, ma purtroppo, gli eventi futuri dimostreranno quanto Xena si sbagli.

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