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Take me away

di Lady_ghiaccio

-Struttura: Racconto Alt
- Ambientazione: Italia-Nuova Zelanda,giorni nostri.
- Disclaimer: I personaggi di Xena e Gabrielle appartengono alla MCA/Universal Renassiance Pictures; ma sono adattati e visionati per questo mio racconto, con il quale non intendo infrangere alcun copyright. Il racconto è stato scritto per puro divertimento, e senza scopo di lucro.Preciso inoltre che vi è un cross-over con la serie Smallville,non vi è un intreccio di storie,ma solo la presenza del protagonista fra i personaggi del mio racconto.


Il primo capitolo intitolato:La rabbia nel mio cuore è una sorta di elogio a tutti i gay e le lesbiche del mondo.Sono consapevole di non aver adottato un linguaggio abbastanza fruibile,ma questo capitolo non è concomitante con il racconto,quindi se non lo comprendete potete anche saltarlo senza per questo perdere il filo logico della storia.

N.B Nel racconto sono descritti in maniera dettagliata atti sessuali fra persone dello stesso sesso,se la cosa vi offende in qualche modo non proseguite la lettura.

Vi chiedo cortesemente di inviarmi un E-mail a P.antares@virgilio.it dicendomi cosa ne pensate,è la prima volta che scrivo una fan-fiction.Se volete potete darmi anche un voto da 1 a 10. Spero tantissimo che qualcuno mi risponda!

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IL MAGICO INIZIO DELLA FINE DI UN INCUBO

Devo dire che per almeno tre mesi non ebbi piu notizie dei miei zii,e la totale assenza di loro nella mia vita mi aveva fatto rinascere, era come riprendere finalmente fiato dopo esser stati troppo tempo sott’acqua,se non avessi ripreso fiato sarei morta.Certo ero ancora in quel dannato paese,i suoi abitanti li incontravo tutti i giorni:gli sguardi,i bisbigli avvolte gli insulti non erano mai finiti,ma…io avevo la mia Xena e questo cambiava tutto in maniera repentina,con lei anche quell’inferno avvolte sembrava un paradiso.
La nostra convivenza è stupenda:siamo sempre in sintonia,abbiamo gli stessi ritmi,le stesse abitudini,gli stessi gusti.questa concordanza di carattere e personalità non fa altro che avvicinarci rendendoci piu unite e dunque piu forti.
Non vediamo l’ora di finire l’anno scolastico per volar via in Nuova Zelanda. abbiamo gia due biglietti aperti,possiamo cioè partire quando ci pare,ma dobbiamo prima finire l’anno scolastico che ci permetterà di conseguire il diploma,poi niente e nessuno ci fermerà.Il Natale che da poco è volto al termine è stato uno dei piu magici ed unici di tutta la mia vita.il Natale che da bambina sognavo di vivere.Ricordo che sognavo ad occhi aperti un grande albero pieno di palline e lucette colorate contornato di regali che venivano scartati da me e dalla mia famiglia immaginaria.Di solito con la mia sorellina andavamo a pattinare sul ghiaccio e la sera quando tornavamo a casa infreddolite la mamma ci preparava una cioccolata calda e insieme a lei preparavamo gli addobbi per il capodanno.
Era bello cullarmi in queste fantasie, ma non appena il mio mondo utopico si schiantava violentemente con la realtà,tutto ritornava triste e cupo.la sola famiglia che avevo non si degnava nemmeno di farmi trovare un dono sotto l’albero,perché non c’era mai stato un albero. i miei zii odiavano questo genere di cose e se trovavano una ghirlanda appesa alla porta della mia camera la buttavano via nella spazzatura.Era categoricamente vietato festeggiare il Natale se non andando in chiesa.Potete capire dunque che il Natale appena trascorso è il primo vero Natale che io abbia mai festeggiato,e dunque quando vi dico che Xena mi ha donato la vita non lo faccio solo per modulare il mio fiato.

1.1 Si avvicina il Natale


è venerdì 2 dicembre una fredda giornata invernale.mi trovo in macchina con la mia bella che mi ha accompagnata a scuola.oggi lei non segue le lezioni, deve sbrigarsi delle misteriose faccende inerenti a una sorpresa per me,cavolo non sono riuscita ad estorcerle niente!
La bacio dolcemente sulla bocca e poi scappo via in classe.
A: allora ci vediamo piu tardi?
X: certo ti vengo a prendere io a ricreazione,vediamoci in terrazzo e scappiamo via dal retro,dall’ingresso è impossibile il portinaio ci spedirebbe subito in presidenza se ci vedesse uscire!
A: ok sarò li ad aspettarti,ti amo
X: anch’io. Fa freddo,copriti bene tesoro!
Era già tardi,fortunatamente il portone era aperto cosi non dovetti suonare.Abilmente sfuggi all’occhio vigile del portinaio e mi fiondai al secondo piano. quando entrai in classe trovai gia iniziata la lezione di italiano

PROF: a quest’ora si arriva? io ai fidanzati ci pensavo solo in estate cosi non facevo tardi a scuola!
Morena: anche lei,solo che in inverno pensa alle fidanzate
A:sempre meglio che farsi cornificare come te!
M:stronza io non mi faccio le donne!
A: resti comunque una puttana da quattro soldi!
PROF: adesso basta!Parker questo è rapporto
A: (fottetevi tutti)
Dopo tre pesanti ore suona l’intervallo. mi precipitai nella terrazza della scuola per non mancare all’appuntamento con la mia principessa.faceva molto freddo. il celo era nero. tutto prealludeva ad una tempesta.pensai che il clima rifletteva proprio il mio stato d’animo:mi sentivo cosi avvilita non sempre era facile sopportare una classe di ochette provinciali e l’insegnante caina e parziale.una lacrima veloce rigò il mio volto quando fui improvvisamente cinta da due braccia calde.Mi lascia stringere concedendomi al suo inconfondibile tocco,poi mi girai e mi persi in due splendidi occhi azzurri e in due labbra morbide.
X: cos’ ha la mia principessa?
A: ti prego stingimi forte
X: piccola stella che c’è?
A: adesso va meglio sai? Tu mi rapisci sempre nel tuo mondo incantato dove dimentico ogni male
X: cos’ hai dimenticato che ti faceva soffrire?
A: figurati! soliti insulti da popolino.
X: Ehi lo so che non è facile sopportare sempre queste circostanze ma… è questo quello che succede quando una stella non può splendere.Ti prometto solo che dedicherò la mia intera esistenza per donarti la libertà!
A: amore mio lo stai gia facendo! la tua sola presenza,il tuo solo amore,le tue parole dolci ,tu mi fai sentire importante!sai che dai un senso alla mia vita, io ti amo.
X: ti amo anch’io stellina. posso raccontarti cos’ ho sognato stanotte?
A: vieni sediamoci.hai le mani fredde tesoro! mettile dentro le mie maniche,va meglio?
X: mmm si,
A: allora?
X: allora ho sognato che eravamo in un posto splendido a ballare l’una vicina all’altra,tu eri cosi bella io…
A: ti prometto che tutti i tuoi sogni diverranno realtà! presto saremo lontane da tutto e da tutti e penseremo solo a noi due e al nostro amore.

Mentre ci baciavamo con dolcezza e passione riscaldandoci l’una con l’altra dal freddo pungente fummo interrotte dal suono della campana
X: forse è meglio che andiamo
A: tu hai qualcosa che devi dirmi vero?
X: cosa dovrei dirti?
A: quello che stai combinando!
X: tu aspetta solo qualche ora,poi capirai dove sono stata questa mattina
A: perché non mi dai almeno un indizio?
X: ok.ti dico solo che passerai un insolito week-end. ora andiamo via prima che ci vedano!
A: sei proprio perfida!

Abilmente scavalcammo il muro di cinta.non era difficile farlo perché era il muro di una scuola non di un penitenziario. arrivammo al parcheggio dove era posteggiata la macchina di Xena e da li ci dirigemmo in città.Xena mi portò in un fast.food che aveva aperto da poco,ormai era diventata esperta della zona.Entrammo e ci sedemmo in un tavolo accanto alla vetrata. il luogo era accogliente,e soprattutto caldo.
A: dopo pranzo dove andiamo?
X: domanda da centomila dollari!
A: appunto per questo te la faccio!
X: diciamo fuori città,e con questo ti ho gia svelato il 30 %dell’arcano.
A: mm,spero solo che nel tuo arcano hai calcolato anche la notte!
X: la notte?io dico che sarai un po’ impegnata sta notte!
A: ah si?speriamo avrò buona compagnia!
X: credo proprio di si


1.2 il fascino dalla montagna

Xena aveva prenotato una stanza in uno chalet di montagna.Sapeva che amavo la neve e che l’amavo soprattutto in quel periodo,cosi penso bene di farmi una sorpresa.La mattina non aveva fatto altro che prenotare e raccogliere informazioni su come arrivare allo chalet.Quando nel tardo pomeriggio arrivammo a destinazione lasciandoci dietro tre ore d’auto non sapevo come ringraziarla per aver compiuto un gesto cosi dolce e romantico. Com’era bello essere amati e coccolati da qualcuno!
Appena scese dalla macchina l’aria frizzante e gelida della montagna sfiorò i miei capelli facendoli ondeggiare,la neve calpestata dai miei passi donava un suono quasi melodico.La mia dolce metà scaricò le valigie dal portabagagli aveva preparato anche la mia visto che io non potevo farlo-incredibile!mi conosceva cosi bene da non aver dimenticato niente,tutto quello di cui avrei avuto bisogno Xena lo aveva inserito in valigia -Un fattorino ci accompagnò in camera.Che dire era una favola!Una splendida moquette azzurra copriva l’intero perimetro del pavimento e le pareti in legno di ciliegio regalavano un atmosfera impagabile!per non parlare dei riflessi d’acqua sul tetto provenienti da una grande vasca idromassaggio contornata da candeline profumate.Un comodissimo letto matrimoniale pieno di cuscini colorati rendeva l’ambiente piu intimo che mai!
Totalmente affascinate da quell’angolo di paradiso vi restammo indisturbate sino all’indomani mattina.
A: che meraviglia! Xena amore mio grazie!grazie davvero!
X: ehi!non devi ringraziarmi.soltanto rilassarti e non pensare a niente!
A: penseremo solo a noi due.Ma come posso sdebitarmi?
X: beh a pensarci bene…un modo ci sarebbe!
A: ah si?
Iniziammo a baciarci dolcemente.mi tolsi il capotto e poi lo tolsi a Xena.Via i jeans e le maglie,le scarpe e l’intimo.Avvolte dal nostro amore ci tuffammo, non solo in acqua ma in una danza di passione!
Dopo circa due ore “bollenti” mi trovavo ancora fra le bollicine di sapone e le braccia della mia dea.
X: sai una cosa?
A: cosa?
X: ogni volta con te,è come se fosse la prima volta!
A: anche per me è lo stesso!il solo pensiero di poter essere totalmente tua mentre tu sei totalmente mi fa tremare di passione!

Alle undici e trenta circa uscimmo dall’acqua per andare a prendere una cioccolata calda giù al bar.Mentre mi rivestivo mi accorsi guardando attraverso la finestra che il mondo si stava preparando al Natale!
A: Xena vieni a vedere!giù all’ingresso stanno addobbando l’albero!
X: fammi vedere.ormai il Natale è alle porte!
A: è tutto cosi magico! la neve,questo posto,ma lo è solo perché ci sei tu qui con me.
X: anch’io provo le stesse cose mia piccola stellina.
A:mi dispiace che sei lontana dalla tua famiglia quest’anno!
X:non è mica colpa tua!ho scelto io di venire qui. prima di partire pensavo di passarlo da sola il Natale,oppure con qualche compagno di scuola.Certo che tutto potevo immaginare ma non di stare qui con la mia anima gemella fra le braccia!
A: neanche io l’avrei mai immaginato!non dopo aver visto il lato peggiore della vita.eppure…il destino è imperscrutabile: un incubo terribile d’improvviso può diventare un sogno!
X: che dici scendiamo?
A: si andiamo.
Ci dirigemmo al piano di sotto.Vicino la hall vi era un piccolo bar con i tavoli in legno e qualche boccale di birra in esposizione sulle mensole,le finestre appannate riflettevano le luminarie appena montate. io e Xena ordinammo la cioccolata e poi ci sedemmo a consumarla. il bar era vuoto dato l’orario e cio rendeva tutto piu intimo!

Erano le sette e trenta del mattino seguente.Mi trovavo stretta a Xena con il viso appoggiato sul suo seno,quanto amavo addormentarmi in quella posizione!Con un bacio sulle labbra la svegliai dolcemente
A: ciao cristallo di ghiaccio svegliati e concedimi il privilegio di guardare i tuoi occhi!
X: mm…E tu da quale favola sei spuntata?
A: forse questa notte mi hai sognata ed ora io sono diventata reale!
X: si è probabile,ma sei ancora piu bella di come ti ho sognata!

Dovevamo restare in quello splendido chalet solo un week-end,ma ci concedemmo una romantica proroga che durò fino al 7 gennaio trascorrendo li praticamente tutte le festività natalizie.Ci eravamo iscritte ad un corso di scii anche se per quanto mi riguarda non ero proprio un asso in materia,me la cavavo molto meglio con i pattini!Accanto allo chalet c’era un maneggio e spesso ci concedevamo splendide galoppate sulla neve,per non parlare di tutte le volte che scivolando con lo slittino finivamo per rotolare abbracciate.quanti bei negozietti in quel piccolo paesino di montagna!non ve n’era uno dove io e Xena non eravamo entrate. quanti regali ci eravamo fatte in quel periodo!Vestiti,collane,borse,trucchi,profumi e tanto altro ancora!Poi tornavamo in camera incartavamo tutto ciò che avevamo acquistato e lo riponevamo sotto l’albero che insieme avevamo addobbato.La vigilia di Natale li scartammo uno ad uno comodamente sedute sulla moquette azzurra quando avevamo appena fatto ritorno da uno spettacolo sulla neve eseguito da artisti locali interamente dedicato al Natale:con tanto di scintillanti giochi pirotecnici e sculture di ghiaccio scolpite e curate in ogni minima fattezza.
Il capodanno fu invece un non stop di musica e balli.
Quando le vacanze passarono ritornammo alla nostra vita normale:scuola studio e soliti problemi.Con tutte le buone intenzioni mi preparai ad affrontare la routine. non avrei trovato stressante ed angustiante la routine se non fosse stato per il fatto che tornare in quel paese mi metteva l’angoscia!
I miei zii non avevano mie notizie ormai da tre mesi.Non avvertivano minimamente la mia mancanza, cio che gli rodeva era il vociferare incessante della gente.Non potevano sopportare di aver dato vitto e alloggio per tutto questo tempo ad una lesbica senza ricavarne nemmeno la somma di denaro ambita!non riuscivano piu a reggere il peso di una simile disgrazia!I vicini gli tolsero il saluto,le amiche di mia zia non andavano piu a trovarla e mia cugina si rifiutava di andare a scuola e di rispondere al telefono.Avevo ucciso un uomo?no amavo soltanto una donna!

1.3 I fantasmi del passato

Ricordo che da bambina ero molto attratta dai gioielli che mia zia custodiva nel portagioie,era semplice bigiotteria,ma lei se ne vantava come se fossero i gioielli della regina Elisabetta.Una sera d’inverno lei si trovava in camera sua intenta ad ornamentarsi come una dea.aveva un appuntamento in chiesa con le sue amiche e non poteva affatto presentarsi in maniera sciatta!Quella sera c’era un brutto temporale ed io avevo paura di restare sola in casa, cosi entrai nella sua camera pregandola di non andare…

A: zia ti prego ho paura non uscire sta sera!
ZIA: non sei piu una lattante non penserai che rinuncerò al mio appuntamento con dio!
A: allora portami con te, sarò buona lo prometto!
ZIA: non se ne parla nemmeno! tu sei la figlia di una baldracca non puoi mettere piede in chiesa!Io vado a pregare per salvarti dall’inferno e tu mi intralci pure!vattene a letto e stasera niente cena!

Ritornai sconfitta in camera mia,avevo molta paura del temporale e quando vidi dalla finestra mia zia accingersi fuori dal giardino scoppiai in lacrime.Come sempre in quelle occasioni veniva in mio soccorso il mondo interiore e cosi iniziavo ad immaginare una fata buona che con un tocco di bacchetta magica trasformava il rumore dei tuoni in un armonica melodia.Cullata da quelle fantasie riuscii a calmarmi e per ingannare il tempo mi venne la felice idea di andare a curiosar nella camera di mia zia.Era una stanza off limits per me,ma non per mia cugina: lei poteva entrare sempre e comunque, io solo con un permesso speciale.Non era la prima volta che approfittavo dell’assenza di mia zia per curiosare fra i suoi averi,ma lei non si era mai accorta di niente,io ero troppo brava a riporre tutto nello stesso modo in cui lo trovavo.Il mio gioco preferito era quello della “signora”indossavo tacchi alti ,uno scialle di seta ,e tanto rossetto che spalmavo sulle mie labbra senza criterio estetico,ma era proprio quello che mi faceva sentire grande. Andando in lungo e in largo per la stanza scimmiottavo gli atteggiamenti ipocriti di mia zia,anche se avevo 9 anni ne carpivo la falsità.
Quante volte avevo giocato a quel gioco!Altre volte invece usavo i suoi abiti da sera per giocare alla principessa e quella vecchia sedia da anni dimenticata nell’angolo accanto alla finestra diventava il mio trono.Poi mi stancavo e rimettevo tutto a posto prima che mia zia tornasse e si accorgesse della “profanazione”non esagero lei teneva agli oggetti in maniera morbosa!Una volta addirittura,io caddi con la bicicletta e lei mi corse in contro per accertarsi che le scarpe nuove di mia cugina che io in quell’occasione indossavo non si fossero graffiate senza curarsi minimamente del mio ginocchio sanguinante. Nonostante quella sera di temporale io riuscì a mettere tutto perfettamente in ordine,qualcosa non andò per il verso giusto infatti tutto d’un tratto la porta della stanza da letto fu spalancata con violenza!io davo le spalle ad essa e per alcuni secondi non ebbi il coraggio di voltarmi ero certa che mia zia appena rincasata non me l’avrebbe perdonata!Faticosamente trovai il coraggio di girarmi e con molta sorpresa vidi che si trattava di mio zio che non era solo ma accompagnato da un avvenente trentenne con calze a rete e gonna in pelle.Mio zio aveva un espressione in volto disgustata!

ZIO: ma guardala tutta sua madre!giochi gia a fare la sgualdrina?
A: no!io giocavo a fare la signora!volevo solo mettermi il rossetto
ZIO: sei proprio una mocciosetta!usi gli oggetti che non sono tuoi per imitare tua madre, ne avrai tempo per fare il suo mestiere!
A: io stavo solo giocando!tu invece che ci fai qui con quella?

Detto questo lui divenne furioso e mi colpi con forza sulla schiena. senti un dolore secco e netto.poi mi svegliai nel mio letto quando era gia mattina,non so cosa avvenne in quel frangente in cui io persi i sensi

A: questo è il motivo per cui ho questa cicatrice sulla schiena
X: che bastardo!ti ha pure picchiata!è un verme un verme schifoso!
A: ormai non posso farci niente!
X: picchiava solo te?
A: quando era sobrio si,quando invece era ubriaco se la prendeva col primo che gli capita davanti
X: che schifo!
A: su adesso andiamo a letto è tardi domani si torna a scuola!
X: dici che resisterò qui fino a maggio?
A: certo amore ci faremo coraggio assieme!
X: ti amo tanto fatina mia!
A: e io amo te!

1.4 sai essere sfacciata?

Che giornata triste!non bastava la neve ora anche la nebbia!sono sempre stata un tipo metereopatica.Erano le sette del mattino seguente e giù in cucina scaldavo la colazione nel micronde.La mia Xena si era appena svegliata ed era scesa giù da me

X: ciao amore,potevo pensarci io alla colazione!
A: si ma io ti ho anticipata!ti sto scaldando i cornetti al cacao!
X: mm… non dovrei farmi tentare da te,ma con questo freddo mi si apre la fame!
Ci sedemmo a tavola e io le porsi una tazza di latte caldo
X: che tempaccio oggi!
A: si, non possiamo neanche scendere a piedi forse è meglio pendere la macchina
X: infatti.Cacao?
A: si grazie.
Finita la colazione ci accingemmo al piano di sopra
A: doccia calda con me?
X: solo con te!
A: mi insaponi come sai fare tu?
X: non c’è bisogno che me lo chiedi!
Come sempre mi concedetti alle sue mani.Xena aveva un tocco unico!intensissimo,ma leggero e delicato allo stesso tempo.le sue mani mi donavano sempre emozioni magiche!mi facevano sentir protetta e coccolata quando mi abbracciavano,mi rilassavano ogni qual volta Xena praticava massaggi su di me e mi avvolgevano di passione ogni qual volta viaggiavano nelle zone piu recondite del mio corpo!
A: adesso tocca a me prendermi cura di te!
X: mm..con piacere!

Dopo esserci vestite e truccate scesimo in garage per prendere la macchina e dirigerci a scuola.

A: almeno oggi rivediamo Patrick e Clarck!
X: si,è l’unica cosa che mi fa piacere,perché il solo pensiero di rivedere le facce dei miei compagni mi da il voltastomaco!
A: come ti capisco!non dimenticare che oggi ho tre ore in compagnia della mia professoressa preferita!
X: chi la Rusciano?
A: proprio lei!
X: stai al suo gioco il tempo giusto per strapparle un dieci e poi mandala a fanculo con gli altri!

A: scuola non accadde nulla di particolare:non appena la prima ora suono la Rusciano entrò in classe con fare scocciato ,ed esordi piu che con un “buon anno” con una predica post vacanza atta a richiamare la nostra attenzione agli esami di giugno.le mie compagne con fare menefreghista erano intente ad aggiornare il loro database di pettegolezzi e a stilare la classifica dei 10 piu discussi della scuola,ch’issa perché io e Xena eravamo sempre al top!
A: seconda ora le chiesi il permesso per andare al bagno e stranamente mi fu accordato.uno squillo silenzio sul mio cellulare mi indico che qualcuno in bagno mi attendeva.Velocemente mi alzai dalla sedia e mi diressi fuori sfrecciando poi nei corridoi -Xena mi fa sempre un certo effetto!-Giunta alla toeletta con molta sorpresa non trovai ancora la mia bella cosi l’aspettai qualche istante.La porta del bagno si apri ed io convinta che fosse Xena mi girai di scatto,ma con mia grande delusione mi accorsi che si trattava di Morena e della sua “ancella fedele”
M: che fai ti incipri il naso per la tua ragazza?
A: si.Qualche problema?
M: no.solo disgusto!come si fa a baciare una donna!oddio che orrore!

Non sapevo come controbattere d'altronde una poverina come lei non poteva capire il sentimento nobile ed antico che mi univa a quella splendida creatura,ma nonostante cio cercavo nervosamente le parole per risponderle,quando mi sento cingere da dietro e voltandomi fui travolta da un passionalissimo bacio

X: cosi si bacia una donna!

Incredula,e un po’ confusa guardai la mia metà con sguardo complice e divertito e accortami della faccia esterrefatta di Morena -ma vi assicuro verde d’invidia-decisi di continuare lo spettacolo.Morena e la sua amichetta si diressero fuori dal “luogo degli orrori”mentre noi continuammo per altri 5 minuti una danza dolce e sensuale di lingue.
X: scusami sono stata troppo impetuosa?ti ho messa in imbarazzo?
A: imbarazzo?e che cos’è?sono solo imbarazzata per vivere sullo stesso pianeta in cui alloggiano i razzisti!
X: mi sono divertita a dar spettacolo!
A: ti confesso,anch’io.Volevi vedermi per dirmi qualcosa in particolare?
X: no, solo per baciarti in particolare!
A: mm.. allora continua!

1.5 La vita è imprevedibile

A: quarta ora mi diressi in biblioteca per consultare un libro e li vi trovai Clarck

C: ciao bella!
A: ciao Clarck!
Ci abbracciammo forte da buoni a mici che non si vedono da circa un mese
C: dov’è Xena?
A: a lezione. sta mattina ti abbiamo cercato in classe ma non ti abbiamo trovato.
C: oggi sono entrato a seconda ora, per questo non mi avete trovato
A: capito.che ci facevi qui?
C: Cercavo materiale su Parmenide,ma a quanto pare non hanno manuali abbastanza approfonditi
A: io ho un bel po’ di materiale su Parmenide ed altri filosofi, oggi pomeriggio faccio un salto da te e ti porto i miei libri.
C: grazie. saresti gentilissima,ma se vuoi posso passare io da te
A: non c’è problema io vado in palestra, quindi il tuo appartamento mi viene di passaggio
C: passate bene le vacanze?
A: si vieni che ti racconto

Fecimo per sederci quando il professore di chimica seduto in fondo alla biblioteca in compagnia delle sue carte ci guardò con fare scocciato, forse per il tono di voce da noi adottato non troppo consono al luogo in cui ci trovavamo.Resici conto della misfatta uscimmo fuori e ci diressimo ognuno nelle proprie aule.

Di pomeriggio come ogni giorno andai in palestra a seguire la mia lezione di aerobica. Erano gia tre mesi che frequentavo quel corso con la mia Xena,ma quel pomeriggio a causa di una leggera influenza la mia piccola rimase a casa.


Le promisi di far presto e di portarle la cena pronta.Mentre stavo uscendo di casa Xena mi corse dietro consegnandomi i libri che dovevo prestare a Clarck che vergognosamente dimenticai di portare con me, nonostante 5 minuti prima li avevo posti sul tavolo della cucina.

Sulla via Metropolitan non si trovava solo l’appartamento di Xena ma anche quello dei miei zii,piu avanti quello di Clarck e voltando l’angolo la palestra nella quale mi stavo recando.Necessariamente dunque mi trovavo costretta spesso e volentieri a passare davanti a casa dei miei zii per non allungare troppo il giro. avvolte facevo andar avanti Xena per poi farmi confermare il via libera.Ma quel pomeriggio nessuno poteva andar avanti al posto mio per controllare se qualcuno fosse nei paraggi.La situazione mi metteva un po’ in ansia tanto da farmi valutare l’ipotesi di allungare 2km facendo il giro,poi però reputai che allungare cosi tanto fosse una cosa alquanto stupida e mi decisi a passare.
senza guardarmi intorno passai nervosamente davanti la mia ex abitazione,con il viso rivolto verso il lato opposto della strada allungai notevolmente il passo,ma nonostante cio con mia grande sorpresa mi senti chiamare da lontano.La voce mi era tristemente familiare si trattava infatti di mia cugina che con un tono quasi implorativo mi chiedeva a gran voce di fermarmi un istante. istintivamente mi girai e nel rivederla mi ribollì il sangue.Nervosamente le risposi di lasciarmi in pace,ma lei insisteva pregandomi di starla ad ascoltare un istante:

CUGINA: Alisea aspetta!sono tre mesi che non ti vediamo! entra almeno un attimo in casa!
A: non ho niente da fare in “casa”!
Il suo tono si fece supplichevole tanto da lasciarmi spiazzata.era la prima volta che le vidi mettere da parte il sarcasmo e l’acido che nutriva nei miei confronti!
A: si può sapere che cosa vuoi?
CUGINA: vogliamo solo parlarti!
A: che cosa credete di ottenere! Pensate di riuscire a farmi cambiare idea per placare le chiacchiere della gente?andate al diavolo!
CUGINA: no!aspetta!ti supplico!lo so che ti sembra strano da parte mia che ti ho sempre considerata un emarginata sentirmi dire questo,ma ho..abbiamo riflettuto ed ora vogliamo solo dirti una cosa, poi se vuoi puoi tornare alla tua vita!
Non so cosa mi spinse ad abbandonare la mia posizione e ad entrare in casa.Era una situazione cosi anomala,lei non si era mai rivolta a me in questi termini! per un attimo ho creduto che tenesse in qualche modo a me e che in un certo senso al di la dei loro pregiudizi,al di la di tutto,qualcosa:un sentimento, per me c’era nel profondo di un cuore arido.Feci un profondo respiro e mi diressi verso l’uscio. dio quanto avrei voluto che Xena fosse al mio fianco!
Orgogliosamente pensai che anche se si fossero messi in ginocchio o tagliati le vene per me, non li avrei mai al mondo perdonati per avermi rovinato la vita!anche se contraddittoriamente stavo entrando in casa mossa dalla speranza che i miei zii potessero ritrattare la loro posizione.mia cugina mi accompagno in cucina dove si trovava mio zio seduto su una sedia con un espressione illeggibile stampata in volto.
ZIO: ciao sgualdrinella come sta la tua puttana?
Infuriata mi girai verso mia cugina e con voce tremante ed amareggiata le dissi
A: è questo che volevate dirmi?
ZIO: no! non c’è niente da dire! ora tu mi segui in soffitto e ci resti a tempo indeterminato,almeno fino a quando non ti passa la cottarella!
A: cosa!siete impazziti!
Feci per andarmene quando mio zio mi blocco da dietro e con forza mi sollevo portandomi su per le scale
A: lasciami!!verme schifoso lasciami!! Ti rovino per quello che mi stai facendo!!!
Mia cugina dal piano terra se la rideva soddisfatta del suo lavoretto sporco
CUGINA: il pollo ha abboccato!
Violentemente mi sbatte nel pavimento del soffitto e se ne andò chiudendo a chiave la porta

Ero sconvolta!incazzata!impaurita!cercai di recuperare faticosamente il mio Self control e mi ricordai di avere con me il cellulare.La prima persona che mi venne in mente di chiamare ovviamente fu Xena e cosi composi il suo numero

X: pronto
A: Xena, Xena ti prego aiutami!
La voce di Xena si fece profondamente turbata
X: amore che succede? dove sei?
A: in soffitta! quel porco di mio zio mi ha chiusa in soffitta!
X: sei a casa loro?
A: si. Xena ha chiuso la porta a chiave!
X: amore sta tranquilla! vengo subito da te!
A: no!è pericoloso! chiama la polizia

Xena terrorizzata usci di casa velocemente. porto con se solo il cellulare e con quello chiamò la polizia ma prima ancora che il centralino rispondesse si trovava gia di fronte casa dei miei zii e cosi investita da una rabbia e paura pazzesche ripose il cellulare in tasca e si diresse verso l’entrata.Mia cugina adagiata davanti la porta d’ingresso parlava al cellulare come se niente fosse,come se cio che era avvenuto un attimo prima non l’avesse minimamente turbata.
Xena furiosa la prese per le braccia e la strattonò violentemente

X: schifosa!bastarda dov’è Alisea?
CUGINA:lasciami! Lasciami in pace!non so niente!
X: togliti dai piedi!
CUGINA: no!non puoi entrare in casa mia!
Xena spazientita la scansò violentemente dall’ingresso ed entrò.Non conosceva bene la casa ma il fatto che mi trovassi sul soffitto la fece dirigere istintivamente su per le scale.Giunta al primo piano iniziò ad urlare il mio nome,e fu in quel momento che udendola mi misi a sbattere i pugni dietro la porta del soffitto per farmi localizzare facilmente.
Xena allora si diresse verso la porta dalla quale veniva il rumore.

X: amore sei li?
A: Xena.Xena si sono qui!
X: ascoltami bene amore, allontanati dalla porta almeno di 2 metri
A: ok mi sono allontanata.

Xena provò sfondare la porta e al secondo tentativo la porta si apri, non so nemmeno come ci riuscì a sfondare una porta in legno massiccio!La vidi correre verso di me rincuorata e preoccupata al tempo stesso. mi abbracciò forte e mi disse
X: stai bene?tesoro mio!
A: si, si sto bene,ma dov’è mio zio?Come hai fatto ad entrare?
X: non ho idea di dove sia tuo zio, ma tua cugina era davanti l’ingresso,ha tentato di impedirmi d’entrare ma l’ ho strattonata via.
A: è meglio se ce ne andiamo.
X: ok andiamo via

Corremmo mano nella mano fino al piano di sotto e non appena uscimmo fuori di casa mi trovai davanti la scena piu agghiacciante e sconvolgente della mia vita!
Mio zio fisso immobile davanti a noi con una pistola in mano puntata verso Xena
Io e Xena istintivamente ci stingemmo l’una all’altra incapaci di muoverci ulteriormente o di proferire parola

ZIO: allora signorina se non lo vuoi capire con le buone lo capirai con le cattive!o lasci stare subito la tua fiamma e torni a vivere qua mettendo fine a questa vergogna,oppure io la faccio fuori con un colpo solo!cosa scegli di fare?non ti conviene che la tua amichetta muoia!

A: abbassa quella pistola la polizia a momenti sarà qua!passerai il resto della tua vita in galera se lo fai,abbassa quella pistola!
Istintivamente mi diressi verso di lui quasi a volergli sottrarre quella terribile arma,ma in un infinitesimale frammento di secondo capi che il suo indice stava premendo il grilletto e che a secondi quel proiettile gia partito avrebbe colpito la mia Xena.Non potevo permetterlo!No!non potevo farlo! cosi spinta quasi da una forza superiore mi parai dinnanzi a lei e riuscì a farle da scudo,il proiettile mi colpi in pieno!
In fin di vita caddi tra le braccia di Xena che non poté far altro che stringermi a se

X: nooooooooo!Alisea nooo!Ahaaaaaaaaa non te en andare! Alisea non te ne andare!

Mi trovavo per terra avvolta fra le braccia di Xena non avevo molta forza e parlare era cosi difficile!ma non potevo abbandonarla senza dirle ti amo, senza dirglielo ancora un'altra volta!

A: Xe..Xena, ti..amo ti amo tanto.ti prego,non soffrire per me. torna a casa tua, dalla tua famiglia io e te ci incontreremo ancora.Niente e nessuno potrà mai dividerci.
X: Alia ti prego non dire cosi! tu non morirai!non puoi lasciarmi!
A: Xena ti amo
X: ti amo anch’io! Alia?Alia ti prego rispondimi!Amore?no..no noooooooooo non puoi lasciarmiiii noooooo!!!!


Xena in preda al delirio adagio Alisea sul pavimento e si diresse come una furia verso quel bastardo che visibilmente sconvolto teneva ancora la pistola fra le mani.Un gesto veloce ed abile di Xena riuscì a sottrargliela e a pochi istanti quel lurido verme si ritrovo con una 9mm puntatagli a dosso.

X: allora sei contento ora?finalmente ci sei riuscito a rovinarle la vita!bravo!l’ hai uccisa!
ZIO: calmati ragioniamo!non vorrai…non vorrai mica uccidermi?che cosa ci guadagneresti?per favore calmati!
X: schifoso porco! non so cosa ti farei verme bastardo!d'altronde che cos’ ho da perdere ormai.ho gia perso tutto.non mi resta che morire.moriremo tutti!

Xena barcollante si sedette per terra accanto ad Alisea e si punto la pistola contro. Era decisa a far la finita,non poteva vivere senza di lei.Mille volte gli e lo aveva detto-senza di te non sono niente-E ora piu che mai si rese conto che quelle non erano solo parole,la vita senza la sua Alisea non era piu vita.Decisa a premere il grilletto volse un ultimo sguardo alla sua donna che esanime giaceva per terra e con disperazione stava per compiere un gesto definitivo ed irrimediabile quando…

C: nooo!

La pistola le sfuggi di mano quasi come se avesse preso vita.

X: Clark,ti prego!ormai è finita!
C: no! non è finita!io posso fare ancora qual cosa per lei
X: Clarck! È morta!non possiamo fare piu niente…
C: Xena lo so che tutto cio ti sembrerà assurdo ma io posso salvarla
X: come?

Clarck estrasse dalla tasca dei jeans uno strano cofanetto nero non molto grande.poi con fatica lo apri e al suo interno vi si trovava una piccola pietra verde di forma appuntita, sembrava la lama di un coltello rudimentale.Quella pietra emanava una strana energia che Xena avverti all’istante,ma che non le provò fastidio.Clarck invece sembrava star visibilmente male, ma nonostante cio, riuscì ad incidersi con essa un taglio sul polso. il sangue iniziò ad uscire lentamente e con calma Clark fece gocciolare il suo sangue sulla ferita che Alisea aveva all’addome.In quel preciso momento la ferita si rimargino e il sangue che aveva imbrattato la maglia bianca di Alisea svanì come d’incanto.
Xena incredula e stupita restò immobile ad osservare la scena chiedendosi se si trattasse di un sogno.Clarck ripose la pietra nel cofanetto e dopo quel gesto lo spasmo che lo smuoveva passò.
Alisea riprese colorito il suo cuore batteva di nuovo.

X: Clarck?cosa vuol dire tutto questo?
C: Xena lo so che ti sembra impossibile,ma vedi io ho un potere particolare: il mio sangue può guarire.Non è magia o roba del genere:i miei globuli rossi contengono delle particelle speculari che venendo a contatto col metallo di questa pietra riescono a guarire un corpo umano. e come se il tempo fosse ritornato indietro e quella pallottola non l’avesse mai colpita.

X: tu puoi guarire la gente?
C: si, e non è la prima volta che capita.il peso di questo segreto non è facile da sopportare,io non so spiegare la natura di tale fenomeno,so solo che è parte di me da sempre.Ovviamente e un dono unico e meraviglioso,ma se qualcuno lo venisse a sapere sarei seriamente nei guai,potrebbero anche uccidermi per avere il mio sangue!Il motivo per cui non vi ho mai detto nulla,non è perché mancassi di fiducia, bensi perché è molto pericoloso essere a conoscenza di una cosa simile.
X: Clark io non dirò mai niente a nessuno. resterà un segreto fra me te ed Alia.ti devo la vita per quello che hai fatto!
C: no, non mi devi niente.occupati solo della tua anima gemella il suo corpo è perfettamente guarito ora!
X: grazie!
C: non ce ne bisogno,adesso io vado. spiegherai tu cio che è accaduto ad Alisea
X: certo.ma dov’è quel pazzo schifoso?
C: non ne ho la piu minima idea si è dileguato non appena mi ha visto arrivare.


A: Xena
X: amore, amore mio come stai?
A: è una strana sensazione,io non mi sono mai sentita cosi bene in vita mia,ma so che mi è accaduto qualcosa di orrendo un attimo fa.Io però ricordo solo ciò che ho sognato.
X: hai sognato?e cosa?
A: ho sognato noi due: eravamo in un altro tempo e in un altro luogo,un posto freddo e pieno di neve,stavamo appese ad una croce.
X: Alia com’è possibile che hai sognato?tu,tu non stavi dormendo tu eri…
A: lo so che sono morta , e so anche che Clark mi ha salvata,ch’issa come faccio a sapere una cosa che non ho mai potuto vedere,ma in realtà io non ho mai lasciato questo luogo o forse non lo ha mai lasciato la metà di me che risiede in te.Xena credimi niente e nessuno ci separerà mai!Ognuna di noi vive dentro l’altra.
Xena in lacrime mi strinse forte, forte a se, ed io sentendo il profumo dei suoi capelli mi rilassai,consapevole e felice di aver avuto un'altra occasione.

X: coraggio torniamo a casa.Puoi alzarti?
A: si tesoro,sto bene!
X: non avrei mai immaginato di sentirtelo dire ancora!Alia?
A: si
X: tu mi hai salvato la vita!ti sei messa davanti al mio corpo.Quel proiettile avrebbe dovuto colpire me.
A: mai! Xena tu sei tutto ciò che ho! non potevo permettere che tu morissi senza tentare il possibile e anche l’impossibile per salvarti no!Tu sei piu importante della mia vita e sappi che lo rifarei altre mille e mille volte.

Xena si buttò fra le mie braccia in lacrime,sentivo benissimo cosa provava: era felice,innamorata,ancora sconvolta per l’accaduto,ma voleva solo me in quel momento.Non avrebbe voluto staccarsi mai piu da quell’abbraccio,ed era quello che volevo anch’io.Sapevamo bene in cuore nostro che il nostro posto sarebbe stato per sempre assieme.Ci sentivamo una cosa sola come non mai!

X: Alia sappi sempre che la mia vita è tua e soltanto tua!anch’io mi butterei tra le fiamme per te!Credo sempre di non riuscire a darti tutto l’amore che merita una creatura come te.
A: Xena tu non immagini nemmeno quello che mi doni costantemente!mi hai preso la mano tirandomi fuori da quella fossa profonda e non contenta continui a portarmi su con te.

Segui ’ un momento di silenzio e dopo esserci dolcemente guardate negli occhi come solo due innamorate sanno fare ci concedemmo ad un romanticissimo bacio.

X: io ne ho abbastanza di questo posto!di questa gente! voglio tornare a casa.te la senti di partire adesso?
A: amore,per me va bene qualsiasi momento,ma i tuoi esami?io posso prendermi il diploma in nuova Zelanda senza problemi,ma se tu non ti diplomi qui, non avrai il punteggio che ti meriteresti d’avere.
X: al diavolo quattro numeri!io ho miracolosamente ritrovato la cosa piu cara al mondo che violentemente mi era stata strappata via,cosa me ne può importare di quel punteggio.Ci diplomeremo assieme in Nuova Zelanda e li ci costruiremo un avvenire se non otterrò il massimo con il diploma mi rifarò con la laurea!non voglio passare un solo istante in più in un posto dove si aggira un pazzo furioso capace di tutto.

A: Xena?Che ore sono? Le cinque in punto,con il nostro biglietto aperto possiamo partire sta sera?
X: c’è un volo per le nove se non è pieno noi abbiamo diritto a due posti.Facciamo cosi: torniamo a casa telefoniamo in agenzia e se i posti sono disponibili facciamo le valigie e andiamo via!
A: un po’ avventata come idea,ma… va bene!





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