episodio n. 14
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A poche centinaia di metri dal villaggio Olimpia e Virgilio vengono fermati da tre amazzoni sentinella. Olimpia si presenta subito quale regina amazzone e viene accolta di buon grado. Appena entrati i due lasciano in custodia i loro cavalli e il bardo si fa annunciare alla regina chiedendole udienza. Virgilio si allontana con un'amazzone e si dirige verso le stalle mentre Olimpia viene condotta nella capanna della regina. Appena entrata la poetessa vede di fronte a se una donna seduta sul suo trono a leggere una pergamena: l’amazzone notandola entrare, distolge la sua attenzione dal suo scritto e rivolgendosi sorridente ad Olimpia dice:
- Benvenuta ... -
Il bardo risponde al cordiale saluto della sorella contraccambiando il sorriso. La regina amazzone si alza e andandole incontro si presenta:
- Mi chiamo Tetide. -
- E' un piacere ... io sono Olimpia. -
- Olimpia?! - domanda con tono sorpreso la regina - Una tra le più sagge regine amazzoni .. è un onore averti tra noi ... per un po' sei stata alla guida di questa tribù .. non è vero? -
- Si, ma si è trattato di diversi anni fa. -
- Si, lo so .. ho avuto modo di leggere alcuni scritti che parlavano di te e di ciò che hai fatto per il nostro popolo. -
Olimpia sorride tra un misto di orgoglio e imbarazzo mentre Tetide continua:
- Anche la principessa guerriera è tra noi? -
- No, lei non è qui. -
- E ' un peccato ..... mi avrebbe fatto piacere conoscerla .... Allora Olimpia, cosa ti conduce qui da noi? -
- Beh, veramente sarei qui per chiedervi un favore ... -
- Certamente ... se possiamo esserti utili ... -
- Vedi, vorrei che mi confezionaste un arco ... -
- Se ti occorrerà per una battaglia penso che tu abbia in mente dei requisiti particolari ... -
- Si, ma non è per una battaglia che mi occorre ... è un regalo per Xena... a breve sarà il suo genetliaco e vorrei donarle qualcosa di particolare e adatto a lei. -
- Ora capisco perchè non è qui con te ... -
- Infatti. -
- Non devi preoccuparti .. darò istruzione a due mie sorelle affinchè soddisfino la tua richiesta .. per qualsiasi modifica o accorgimento rivolgiti a loro senza problemi. -
- Ti ringrazio. -
- Nel frattempo, spero che tu voglia approfittare della nostra ospitalità e ci permetterai l'onore della tua compagnia. -
- Con piacere. -
Olimpia sorride alla cordialissima regina e guardandosi intorno nota che la sorella amazzone stava leggendo una pergamena piuttosto lunga:
- Spero di non aver disturbato la tua lettura ... - esordisce nuovamente il bardo cercando di coinvolgere Tetide in una nuova conversazione.
- Oh no, non preoccuparti. -
- Leggi spesso? -
- Si, credo che per una regina che spera di diventare saggia, leggere sia molto importante. -
- Si, lo credo anch'io. -
- Olimpia, a questo proposito, mi farebbe piacere conversare con te questa notte ... ho letto molto su di te ... io sono giovane e so che potrei imparare molto grazie ai tuoi insegnamenti ... mi auguro che tu voglia unirti a me per la cena ... avrei molte cose da domandarti. -
- Molto volentieri. -

Nel frattempo Xena continua la sua battuta di caccia; la principessa guerriera procede cauta tra gli alberi in cerca di una preda da catturare ... l'aria è fresca e frizzante e tutt'intorno aleggia una calma quasi inquietante. Mai Xena era stata in una foresta tanto tranquilla e silenziosa e la cosa la sorprende non poco. La pace e l'armonia che si respira in quella zona era tanto forte da sembrare quasi percettibile.
All'improvviso si ritrova davanti a sè un cervo: un animale particolarmente grosso e in salute.
"Un bellissimo trofeo di caccia da riportare a casa" pensa Xena.
Senza arco, nè balestra, la principessa guerriera approfitta del momento in cui l'animale si ferma a strappare qualche filo d'erba, per avvicinarsi. Attenta a non fare rumore o a compiere movimenti bruschi, si china lievemente e si avvicina al cervo fino a distanziarlo di pochi passi; dopo aver studiato bene la situazione lo colpisce al collo lanciandogli un pugnale: l'animale ferito si dimena e prova a fuggire ma in breve cade a terra mentre la vita lo abbandona a poco a poco.
Una volta morto, Xena si avvicina all'animale e si china a terra per recuperare il pugnale, ma non appena afferra l'elsa, si sente invasa da un brivido e un profondo senso di vertigine la stordisce. La principessa guerriera si rialza barcollando mentre la vista inizia ad appannarsi e il battito cardiaco le aumenta violentemente. In breve il suo corpo viene invaso da brividi e contrazioni mentre sente le forze abbandonarla. Le gambe le si fanno terribilmente pesanti e la costringono a chinarsi nuovamente a terra appoggiata sulle ginocchia. Xena è spaventata da quello che sta succedendo ma ancor di più lo è qualche istante dopo: le sue unghie si tramutano in artigli e le mani lentamente riducono forma e dimensione fino a diventare zampe. Il corpo si incurva e si copre di una manto peloso a strisce bianche e nere, mentre dal fondo schiena si origina una coda affusolata: in pochi attimi Xena diviene una tigre.

CAPITOLO IV

In tarda mattina Fillade raggiunge il villaggio amazzone. La verdura che ha sul carretto è destinata a loro ed è una consegna abituale che il ragazzo compie, sin dall'adolescenza, da quando aiuta l'uomo che lo ha allevato nel lavoro tra campi e nella vendita degli ortaggi.
Le amazzoni sono abituate alla sua presenza e lo lasciano entrare nel loro territorio senza problemi.
Fillide trascina il carretto davanti a una tenda che funge da cucina e lo affida alle cure dell'amazzone addetta alle provviste alimentari:
- Ecco qua! Non manca niente...anzi no! Non sono riuscito a portarti le susine, ne eravamo sforniti oggi. -
- Strano, avevi detto che ce n'erano in abbondanza. Cmq non sono indispensabili. Grazie lo stesso. Dammi un attimo per scaricare tutto e prepararti la selvaggina che ti spetta. -
- Mia madre è nella sua tenda?-
- Non lo so. Comunque non mi pare che sia uscita. -
- Vado a salutarla nel frattempo. -
Il ragazzo si allontana in cerca di Rodia e non vedendola nei dintorni entra nella sua tenda dove la trova intenta a confezionare una casacca di pelle di daino.
- Madre! Sei sempre indaffarata, eh?-
- Fillide! Che gioia vederti! Ti aspettavo per domani! -
- No, Atos aveva già tutto pronto e le consegne vanno fatte quanto prima con questo caldo. -
- Come sta Atos? -
- Un pò meglio. Il mal di schiena lo ha tenuto a letto per qualche giorno ma è di nuovo nei campi al lavoro. -
- Mi raccomando figlio mio, stagli vicino e aiutalo nel lavoro. Dobbiamo essergli grati per averti allevato. E’ un uomo generoso e solo così potrai ripagarlo. -
- Si madre, non preoccuparti. Sto lavorando come un ciuco al posto suo per non farlo affaticare troppo ma vorrei avere anche più tempo per me e seguire il mio istinto guerriero. -
- Ancora con questa storia?! Fillide non è quella la tua strada. Sei un giovane ingenuo e buono non saresti in grado di uccidere una mosca! Togliti queste idee dalla testa! -
- Possibile che tu non mi capisca?! Io sono figlio di un’ amazzone e di un valoroso guerriero e ho la battaglia nel sangue! Sono stanco di stare tra cavoli e carote voglio unirmi ad un’armata come ha fatto mio padre! -
- E’ inutile continuare a discutere, hai la testa più dura della pietra! … Piuttosto … ti devo parlare. -
- Di cosa? -
- La regine Tetide vuole che tu partecipi a una sua cerimonia tra due giorni. -
- Strano, mi tenete sempre lontano dalle vostre cose e adesso m’invita? Di che si tratta? -
- Beh, ecco…-
L’argomento è piuttosto imbarazzante e Rodia fatica a trovare le parole giuste anche perché Fillide cerca la sua indipendenza e l’ordine di Tetide non gli piacerà affatto.
- … Dovrai giacere con la regina e darle un figlio. La cerimonia è una sorta di sposalizio che avrà fine quando lei rimarrà incinta. Quando avrai assolto il tuo compito sarai libero di andartene. -
- Cosa?! …Vuoi dire che … io e la regina … -
Fillide balbetta nervosamente cercando di convincersi che ciò che ha sentito è la verità:
- Non ci penso nemmeno! Se lo scordi! … Madre come posso fare questo?! Io…voglio sposarmi in futuro ma quando sarò innamorato!! Non posso fare una cosa del genere! …Mi sento un oggetto da usare e gettare via! -
- La regina purtroppo non ti ha messo di fronte una scelta, ma a un ordine. Mi dispiace figliolo…per favore fa come ti ha chiesto! -
- Sono stanco di dover sempre piegare la testa per un errore che non ho commesso io! -
Il tono di Filliede è duro ed è sua madre a doverne fare le spese. Tutti gli anni di sopportazione e di sacrifici vissuti in silenzio esplodono di colpo con questa nuova richiesta.
- Tu hai ancora paura che ti caccino dal villaggio per avermi messo al mondo e lasci che loro sfruttino la situazione e continuino ad averci in pugno! Se fossi nato donna probabilmente le cose sarebbero andate diversamente per entrambi, ma se mi hanno voluto fuori dai piedi quando sono nato adesso non ho più intenzione di fargli da schiavo! Dì pure alla regina di arrangiarsi da sola se può stavolta! -
Rodia scoppia in lacrime. La paura e il rimorso s’impadroniscono della sua mente:
- Mi dispiace tanto Fillide! So quanto hai sofferto a dovermi crescere lontano. Sono stata una vigliacca ma non avevo scelta e non ne ho ora! Ti prego, ti supplico, fa come ti è stato ordinato. -
La scena della madre in lacrime è uno spettacolo che il debole Fillide non sa reggere:
-…Scusami madre. Non volevo essere duro con te. Dì alla regina che obbedirò ai suoi ordini. -
Il giovane esce dalla tenda senza aggiungere altro e cammina a testa bassa diretto verso il suo carretto immerso nei suoi pensieri. Incrocia Virgilio che in tenuta da fabbro si dirige nella direzione opposta alla sua con un martello in mano. Fillide non lo vede e finisce con l’urtare spalla a spalla con lui. Il martello gli scivola di mano e finisce sul piede destro del povero contadino che urla di dolore accasciandosi al suolo:
- Accidenti! Ti sei fatto male? -
- Ahi! No sto benissimo non si vede?! -
- Non è stata colpa mia! Dovresti fare più attenzione quando cammini!-
Virgilio si china per capire cosa il ragazzo si sia fatto al piede ma appena cerca di togliergli il calzare Fillide urla e si ritrae:
- Deve essersi rotto qualcosa, dovrò tagliare. -
- Cosa?! -
- Mi riferisco al calzare! Cerca di sederti vado a prendere un pugnale. -
Proprio in quel momento la regina delle amazzoni torna dalla battuta di caccia e nota Fillide disteso per terra. Scende da cavallo e si avvicina al giovane, che steso sul lato cerca di mantenersi la caviglia con le mani.
- Che ci fai lì per terra?! -
- Prendo il sole mia regina! -
- …Uomini! - commenta Tetide allontanandosi lasciando Fillide alle imprecazioni in greco antico a bassa voce.
Virgilio torna indietro con l’occorrente per la medicazione e inizia lentamente a tagliare il calzare per poi scoprire l’arto che sta diventando gonfio e livido.
- Sei stato fortunato amico. Non è rotto. Ora ci metto delle stecche per bloccarlo. Mi dispiace per l’accaduto … -
- Oh non preoccuparti; non mi stupisco più di niente ormai! La mia stella non vuole proprio saperne di essermi favorevole. Di questo passo i miei giorni finiranno presto. -
- Non abbatterti, ci sono periodi brutti per tutti. Devi solo trovare la forza per superarli. -
- Magari fosse così facile. -
Virgilio durante il discorso non ha fatto che fissare il piede di Fillide e solo ora trova il tempo per guardarlo per un attimo. Il viso del giovane ha qualcosa di familiare ma Virgilio non riesce a capire cos’è:
- Ci conosciamo? -
- Eh?…Oh scusa se non mi sono ancora presentato ma avevo un piede a cui pensare. Mi chiamo Fillide. -
- No, intendevo dire se ci siamo già visti da qualche parte. -
- Non mi pare … -
- Il tuo viso mi è familiare…comunque il mio nome è Virgilio e mi dispiace averti conosciuto in una simile circostanza. -
- Avrei preferito una festa al villaggio in effetti. -
I due sorridono poi Virgilio riprende la medicazione.


La discussione sulle leggi amazzoni tra Olimpia e la regina Tetide nel frattempo è andata avanti ...
- Cosa pensi che debba fare una regina per cercare di assicurare la vita al proprio villaggio? -
- Non seguo il tuo discorso -
- La mia, come tutte le tribù amazzoni, si stanno rimpicciolendo ogni giorno che passa. Le veterane, le poche rimaste, invecchiano e non ci sono abbastanza giovani per rimpiazzarle. -
- Lo so. Purtroppo sta accadendo davvero. -
- Dobbiamo arrenderci a questo destino o cercare con mezzi estremi di rimanere in vita? -
Quando Olimpia chiede ulteriori spiegazioni Tetide le spiega il suo piano per ripopolare le amazzoni e chiede la sua opinione in merito:
- E’ difficile giudicare. Ammesso che tu riesca a realizzarlo, sarebbe scorretto verso gli uomini. Inoltre devi sempre calcolare che possono nascere dei maschi e a quel punto non so come la metteresti. E’ una cosa che coinvolge e stravolge la vita di troppo persone. Io non lo farei. -
- Comprendo la tua opinione ma non credo che esista altra soluzione. Tra due giorni inizierà la mia cerimonia. Non posso più tirarmi indietro. -
- E con chi? -
- Un giovane figlio di un’amazzone. Ci deve fedeltà e accetterà di buon grado la faccenda. -
- Sei tu la regina qui e spetta a te scegliere cose è più giusto fare ma se puoi ripensaci. Non credo che le amazzoni lo faranno volentieri. -
- Alcune sognano un figlio da anni. -
- Il modo in cui lo avranno; non sarà semplice, potrebbero essere in disaccordo con te. -
In quel momento un’amazzone entra nella tenda annunciando ad Olimpia che Virgilio le vuole parlare. La bionda guerriera si congeda per qualche istante per poi uscire dalla tenda per ascoltare cosa il giovane deve dirle:
- Olimpia devo tornare indietro. Ho avuto uno scontro con un poveretto e si è fatto male a un piede con il mio martello e visto che è a piedi e ha un carretto devo riaccompagnarlo. -
- Cosa?! Ma come hai fatto!!! … Va bene, è il minimo che tu possa fare. Io rimango qui stanotte, l’arco sarà pronto per dopodomani. Avverti Xena che la regina mi ha invitata a restare. -
- Lo farò. Torno a prenderti io? -
- No, non preoccuparti, ora conosco la strada. Ci vediamo alla taverna. -
Olimpia torna dentro la tenda mentre Virgilio va da Fillide per aiutarlo a salire a cavallo mentre lui porterà il carretto:
- Ti ringrazio, sei davvero gentile, non dovevi disturbarti tanto. -
- E’ il mio modo per sdebitarmi…visto che dobbiamo fare un bel pezzo di strada insieme perché non mi parli un po’ di te? -
I due iniziano a chiacchierare mentre si allontanano dal villaggio amazzone.

Nel villaggio intanto fervono i preparativi per la cerimonia: le amazzoni provano le danze di rito, confezionano i costumi e preparano le provviste in vista di un banchetto. Rodia osserva con aria triste il tutto seduta su un ceppo che fa da sedia. Tayla esce dalla sua tenda e vedendola assorta le si avvicina.
Anche Olimpia esce in quel momento dalla tenda della Regina e s’incammina nella direzione di Rodia diretta alla tenda dove sono custodite le leggi. Inavvertitamente ascolta il loro discorso intuendo che si tratta del ragazzo cui Virgilio ha tirato il martello sul piede.
- Ho sentito dire dalle ragazze che Fillide si è fatto male a un piede, è vero?-
Rodia annuisce quasi infastidita dalla domanda senza distogliere lo sguardo dalle amazzoni al lavoro:
- Glielo hai detto non è vero? …Come l’ha presa?-
- … Male… mi sento la causa di ogni suo guaio e le sue parole oggi mi hanno dato la conferma che inizia ad odiarmi. -
Olimpia si ferma ad ascoltare in disparte:
- Non dire sciocchezze! Tuo figlio ti adora e sa che anche tu sei solo una vittima di tutta questa storia. -
- Non è solo questo Tayla! E’ una vita intera… preferirei che fuggisse e non tornasse mai più. Sarebbe un bene per lui dimenticarsi di me e di questo villaggio. -
- Fillide non ha abbastanza coraggio per farlo. -
Rodia interrompe il discorso dell’amica:
- Beh, spero che lo trovi! So cosa vuol dire vivere lontano da un figlio e non avere alcun diritto su di lui e non voglio che per colpa delle amazzoni lui sopporti il mio stesso destino! -
- Coraggio sorella… adesso calmati. -
Tayla le si avvicina e le poggia una mano sulla spalla in segno di comprensione. Olimpia intanto per non dare nell’ occhio riprende il suo percorso dopo avere ascoltato ciò che le è sufficiente per intuire che la scelta della regina Tetide è sbagliata e contraria alla volontà delle amazzoni.


Virgilio con la fronte imperlata di sudore spinge con forza il carretto sotto il sole ancora cocente del tardo pomeriggio estivo. Fillide intanto, se ne sta a cavallo lamentandosi continuamente del piede dolorante e immobilizzato dalle stecche.
- Ahi, ahi, ahi!… credi che potrò camminare di nuovo un giorno? -
Virgilio è esasperato dal sentirlo parlare:
- Certo, ma ti consiglio di non lamentarti così tanto se vuoi arrivare vivo a quel giorno! -
Fillide commenta con una smorfia di disappunto alla minaccia poi continua:
- Se avessi passato quello che ho passato io, tu non solo ti lamenteresti, ma piangeresti mio caro! -
Virgilio non riesce a trattenere una risata:
- E sentiamo allora …quali sono questi guai? -
- Non ho mai conosciuto mio padre, sono stato allontanato da mia madre alla nascita perché sono nato maschio, faccio il contadino mentre invece vorrei essere un guerriero e per finire la regina delle amazzoni vuole un figlio da me! -
Il racconto di Fillide è per Virgilio sempre più strano ed esilarante:
- Che cosa? Ho paura che la ferita abbia avuto ripercussioni sul tuo cervello amico… la regina Tetide vuole un figlio e per di più è lei a chiedertelo e tu ti lamenti?! -
- Se fossi al mio posto la cosa non ti divertirebbe. Mi sento un oggetto …e poi giacere con lei con l’ansia addosso di doverle dare per forza una femmina se no non le starà bene non mi metterà molto a mio agio dopodomani. -
- … Ma stai parlando sul serio?! -
Virgilio lascia il carretto per un attimo fermandosi lungo il sentiero e costringendo Fillide a tirare le briglie del cavallo facendo lo stesso:
- Certo che dico sul serio! Se vuoi ti racconto tutto … devi sapere che … -

CAPITOLO V

Ancora cosciente della sua identità, la principessa guerriera si osserva per un attimo notando anche che la sua armatura è a terra. Dopo averla raccolta con la bocca, corre verso il suo accampamento con il cuore in gola .. che le è successo?!
Non appena raggiunge il punto cui aveva deciso di passare la notte si affaccia al fiume di fronte a sè e non appena riesce a riflettere la sua immagine sulla superficie dell’acqua prende coscienza di ciò che è diventata: una tigre! Una tigre bianca!
In uno stato misto tra paura e confusione, Xena si siede sulle zampe posteriori e rimanendo con lo sguardo fisso sulla superficie dell’acqua inizia a pensare come sia stato possibile per lei ritrovarsi intrappolata nel corpo di una tigre e cosa può fare ora. Dopo qualche minuto di sconforto e indecisione, la principessa guerriera afferra il chakram tra le fauci e si lancia in una corsa sfrenata nella boscaglia: il suo corpo ora è agile, scattante e reattivo e in breve riesce a capire come potersi muovere agilmente. Ora molto è cambiato: la prospettiva visiva, la coordinazione, il tatto, il senso dell’olfatto.
In breve raggiunge il punto in cui a fine mattinata si era separata da Olimpia e Virgilio. Dopo essersi guardata per un attimo intorno avvicina il muso al terreno nel tentativo di poterne annusare gli odori e dopo aver girovagato per un poco sul posto percepisce l’odore di Argo.
Segue la direzione dell’odore per un po’ fino ad orientarsi sulla direzione da seguire e non appena inquadrata si lancia alla volta del villaggio amazzone.

Virgilio e Fillide giungono finalmente davanti alla taverna di Melania; è ormai sera e i due sono piuttosto provati dal viaggio:
- Amico la tua storia è davvero … speciale! Cosa intendi fare ora? -
- … Non credo di avere molta scelta … devo farlo. Anche se vorrei tanto scappare lontano.
- Dovresti pensarci bene. Non è una cosa da accettare con un’imposizione, devi esserne convinto davvero. Senti, perché non ti fermi a dormire qui da me? Ho una taverna, le camere non mancano. E’ tardi e con quel piede arriveresti all’alba a casa. -
- Accetto volentieri! Qui sarò più libero di decidere cosa fare. -
Virgilio entra nella taverna dove alcuni clienti consumano il pasto serale serviti da Melania:
- Madre, dammi la chiave di una camera per favore. -
- Cosa ci fai?! Non ti sarai portato dietro una donna spero?! -
- Ma no! E’ un mio amico. Non sa dove andare ed è ferito. -
- Un uomo,eh? … Tu mi preoccupi Virgilio…-
- Ma mamma!! Smettila! -
Melania gli porge una chiave con sguardo indagatore. Virgilio la afferra e senza aggiungere altro torna all’esterno da Fillide:
- Ecco a te. Se sali questa scala esterna troverai la tua camera, è la seconda porta. -
- Ti ringrazio Virgilio. Nessuno era mai stato così gentile con me prima d’ora. -
- Figurati, era il minimo che potessi fare dopo aver aggiunto una ferita ai tanti problemi che hai già. -

di Darkamy e Xandrella

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