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::: NEANCHE LA MORTE :::

- STORIA E ANALISI DELLA RESURREZIONE DI UN MITO -

(dalla Xena Warrior princess Subtext Virtual Seasons)

di A.Scaglioni

CANDLEMARKS

Il bivacco notturno di Xena e Olimpia è disturbato dall'arrivo imprevisto di quello che nell'antica Grecia avrebbe potuto essere l'edizione dell'epoca di un fattorino di una moderna società di spedizioni (in un completo marrone). Il malcapitato finisce con la lama del chakram puntata alla gola dalla guerriera che non ha affatto gradito la sua irruzione nell'accampamento, soprattutto quando Olimpia è avvolta solo da un leggero asciugamano, a malapena in grado di coprirne le grazie. Con ammirevole professionalità il fattorino riesce comunque a portare a termine il suo compito (una pergamena per la signorina Combattente, Poetessa) e anche a farsi firmare i documenti di avvenuta consegna, prima di svignarsela a tutta velocità inseguito dalle occhiatacce di Guerriera, Principessa. Il plico sembra contenere notizie che mettono di buonumore Olimpia, ma quando Xena cerca di farsi dire di cosa si tratti, questa glissa e evita di rispondere, sollevando i sospetti della compagna che tenta di afferrarla per impadronirsi della pergamena misteriosa, con l'unico risultato di ritrovarsi stretto in pugno solo l'asciugamano della sgusciante fanciulla che nella fuga lascia "incidentalmente" cadere nel fuoco il rotolo. Poco convinta da tutta quella strana storia, Xena deve per il momento forzatamente soprassedere, visto che la sua sibillina sposa non pare intenzionata a confidarle il contenuto della missiva ormai distrutta, ma il mattino dopo all'alba, qualcun altro spunta da dietro una macchia di vegetazione in tempo per spiare una bellissima donna dai lunghi capelli corvini e completamente nuda mentre sta prendendo il suo bagno mattutino, sotto i ritempranti getti della cascatella nel laghetto vicino e quel qualcuno non fa in tempo a vedere molto altro, prima che un solido pugno spenga la luce. Poco dopo, Olimpia ancora addormentata ha un piacevole e sorprendente risveglio, quando vede davanti a sé, Xena nuda e gocciolante che regge per la collottola quello che sembra un altro fattorino (di una compagnia concorrente, però), con un occhio nero che s'intona perfettamente alla sua divisa blu e bianca e inzuppato fino alle ossa, con un nuovo plico per lei. Questa volta, Xena non prova neppure a farsi dire cosa contenga, ma dopo averlo letto Olimpia le suggerisce, visto che non hanno impegni, di trascorrere qualche giorno a Potidea. La città è stata praticamente distrutta (come si è appreso nel finale di "Roots" in questa stessa stagione) ma lei ha saputo che è in via di ricostruzione e i molti orfani, e soprattutto orfane del posto, avrebbero bisogno di qualcuno che insegnasse loro le tecniche di sopravvivenza, accendere un fuoco, costruirsi un riparo, trovare i sentieri nei boschi. Il pretesto è decisamente penoso (da un bardo ci si sarebbe potuto aspettare di meglio) ma Xena non ha mai saputo resistere agli occhioni supplichevoli di Olimpia e così alla guerriera non resta che accettare, se non altro per scoprire a cosa conduca tutta quella ragnatela di bugie evidenti che Olimpia le sta costruendo intorno. Sulla strada per Potidea, le due donne si fermano nella locanda di un piccolo villaggio, ma neanche qui sembra esserci riparo dagli inarrestabili fattorini. Un terzo (questo vestito di uno sgargiante arancione) di un'altra società ancora, entra nella stanza in cui stanno rilassandosi con un bagno caldo, per svenire subito alla vista e dalla sua mano rattrappita, una Xena nuovamente nuda e con il vapore che le emana dalla pelle, strappa una nuova missiva che getta senza neanche guardare a Olimpia, prima di allontanarsi, incurante del suo stato, trascinando via il poveretto. Ma questa pergamena pare contenere invece notizie meno buone e la ragazza, rimasta sola, invoca soprappensiero Venere, che sempre pronta ai richiami della sua favorita appare accanto a lei nella vasca. Sorpresa dall'inattesa intrusione Olimpia trova però subito un modo per sfruttare la dèa per i suoi misteriosi piani e questa sembra entusiasta di collaborare. Quella notte. Olimpia vede Xena che sta preparando una sacca per sé e alla sua richiesta di spiegazioni, la guerriera risponde che mentre lei sarà a Potidea, ha pensato di fare un salto ad Amphipoli per vedere come Leuca e Selina se la cavano nella gestione della vecchia taverna di sua madre (ancora "Roots"). Ma l'idea sembra mettere in agitazione Olimpia che con scuse anche più inverosimili delle precedenti, ma accompagnate da occhioni ancor più suadenti, la convince che ha bisogno assolutamente della sua presenza e le promette che dopo potranno andare ad Amphipoli e restare tutto il tempo che vorrà. Il giorno dopo, mentre le due compagne hanno ripreso il loro viaggio, Venere appare improvvisamente e prima che capiscano cosa sta succedendo le porta via con sé, dicendo che ha bisogno del loro aiuto. Le tre si ritrovano in un attimo davanti ad un tempio della dèa che pare un incubo psichedelico colorato di rosa, ma Venere non riesce a trovare un pretesto convincente per trattenere Xena, anche se davanti all'atteggiamento disperato di Olimpia che contava su di lei, alla fine ottiene lo scopo inventandosi una crisi di solitudine cui solo Olimpia può porre rimedio con la sua grazia e gentilezza. Intanto Xena potrebbe ingannare l'attesa con il suo passatempo preferito dopo Olimpia, e cioè la pesca. E proprio mentre Xena si sta dedicando alla svuotatura del vicino ruscello di ogni forma di vita acquatica, ecco una nuova pergamena per Olimpia, portata questa volta dal più strano dei fattorini immaginabile, un tipo coperto solo da una pelle di leopardo intorno alla vita, che getta urla belluine, lanciandosi di liana in liana, e con un vocabolario decisamente limitato, che a sentir lui si chiamerebbe Tarxan (sic). Quando però si rende conto che Xena non è la destinataria cerca di riprendersi il plico e di intimidirla con il suo urlo di battaglia, che lascia assolutamente indifferente la guerriera, la quale subito dopo però risponde con il proprio, terrorizzando il singolare individuo che sparisce rapidamente tra la vegetazione. Tornata al tempio con il pesce pescato, Xena consegna ad Olimpia (morbidamente in panciolle accanto a Venere, entrambe sventolate da nerboruti giovanotti) la pergamena, che rallegra istantaneamente la fanciulla. Le notizie sono così buone che non ci sarà più bisogno di fermarsi a Potidea dopotutto, dato che le orfane non sono più tanto orfane, e potranno immediatamente dirigersi ad Amphipoli. Sempre più perplessa dallo strano comportamento della compagna, Xena decide comunque di non fare domande, e le due donne salutata Venere muovono verso la sua città natale. Ma ad accoglierle, c'è un luogo deserto ed inquietantemente silenzioso, che ricorda molto il loro arrivo in quello stesso posto, anni prima all'epoca della porta dell'Inferno ( "The Haunting of Amphipolis", sesta stagione). Giunte di fronte alla locanda, con i sensi tutti all'erta e sentendosi osservata, Xena estre la spada pronta alla lotta, mentre Olimpia vedendola avvicinarsi alla porta con sguardo bellicoso, cerca di calmarla, ma è troppo tardi e con un calcio, la guerriera la spalanca, quasi schiacciando chi vi si nascondeva dietro, si getta all'interno, e la sua lama fende con un colpo l'aria, tagliando esattamente in due... una torta decorata di candeline. Una metà del dolce è rimasta in piedi accanto a Leuca che la fissa con occhi sorpresi, mentre l'altra è crollata miseramente al suolo insieme a Selina, svenuta per lo spavento. La povera Leuca riesce appena a balbettare "Sorpresa", nel silenzio generale della stanza affollata di persone. Poco dopo, superato l'imbarazzo del momento, Olimpia spiega a Xena tutto il piano elaborato insieme alla sorella e alla nipote per condurla fino a lì, "vendicandosi" delle tante feste di compleanno a sorpresa che nel corso di quegli anni le aveva riservato la compagna, e la deviazione per Potidea sarebbe servita solo ad organizzare meglio il tutto, in attesa del loro arrivo, se la festa di compleanno avesse subito dei ritardi. Ed anche l'imprevisto incidente alla torta, è facilmente rimediabile con una dèa di riserva. Infatti, Venere appare portando con sé una nuova torta tutta rosa ed una candelina accesa a forma di Principessa Guerriera, esortandola ad esprimere un desiderio spegnendola, cosa che Xena compie rifiutandosi però di rivelarle cosa ha desiderato. Ma le sorprese non finiscono qui. Ripulendo la locanda, Leuca e Selina hanno ritrovato tante sue cose dell'infanzia che sua madre conservava e le hanno messe da parte per lei. Con emozione, Xena rivede le spade di legno che usava per giocare insieme a suo fratello Linceo con i loro nomi incisi sopra e appena leggibili, un vecchio drago di stoffa a cui aveva dato il nome di Palla di Fuoco ed un oggetto che la costringe ad uscire dal locale senza una parola, sotto gli occhi meravigliati degli invitati. E Olimpia che l'ha seguita all'aperto, la trova a piangere, appoggiata ad uno dei pali del portico. L'oggetto che tiene tra le mani è un consunto, spiegazzato pezzo di stoffa con il nome "Mamma" ricamato sopra da mani infantili, ma di indubbio talento.

XENA(con voce roca): Io... ehm...E' il mio primo lavoro di cui sia stata orgogliosa. Glielo regalai per il suo compleanno. (Schiarendosi la gola, volge lo sguardo al cielo stellato.) Non l'avevo più visto, così pensavo...

Alza le spalle, sfogando un vecchio dolore infantile e nuove lacrime le scendono sulle guance. Olimpia le passa un braccio intorno alla vita, e Xena la stringe a sé, poggiandole la guancia sui soffici capelli biondi.

XENA: E' buffo... Avevo sempre pensato che non le importasse, e solo ora scopro quanto ci tenesse. Ora che è troppo tardi.
OLIMPIA: No. Ascoltami. Lei lo sa. E tu sai che è così. Lo ha sempre saputo.

Xena non risponde, abbracciandola solo più forte e fissando le stelle. Più tardi, nella cripta di famiglia, Xena è presso la tomba di suo fratello, e ne accarezza i tratti del viso scolpito nella pietra.

XENA: Nessuno pulisce, vedo. A un sacco di gente non piacciono posti come questo, Linceo, ma a me sì, perché mi fa sentire di nuovo vicino a te. (asciugandosi le lacrime) La mamma aveva conservato le nostre spade. Le aveva tenute per tutti questi anni. Ricordi come ci sgridava quando duellavamo nella taverna? (scuotendo la testa a quei ricordi con un sorriso) Comunque penso di essere passata solo per darti un saluto e dirti che ti voglio sempre bene e sempre te ne vorrò. La mia vita è molto migliorata in questi ultimi anni, Linceo, ed è bello non sentirsi più così sola.
VOCE(f.c.): Tu non sei mai sola.
XENA(voltandosi verso la soglia): Madre?
IRENE(sorridendo gli occhi pieni di lacrime): Buon compleanno, piccola mia.

Xena abbraccia il fantasma di sua madre, sentendolo solido e caldo contro il suo corpo, e immerge il viso nel profumo indimenticato dei suoi capelli, mentre lacrime come diamanti scendono dai suoi occhi.

XENA: Ti voglio bene, madre. Mi manchi.
IRENE: Anch'io ti voglio bene, piccola. Più di quanto saprai mai.
XENA: Non sono mai riuscita a dirti...
IRENE: Shh. Lo so, figlia mia. Lo so. Io sono sempre con te. Non passa un giorno che io non ti guardi, che non veda la splendida donna che sei diventata, e non ne sia raggiante di orgoglio. Tu sei il mio tesoro e la mia gioia e lo sarai sempre.

Restano a lungo abbracciate, separandosi solo quando vedono Olimpia che le osserva in piedi sull'ingresso della cripta, con lacrime che scendono senza vergogna anche sul suo viso. Irene le sorride e le tende la mano.

IRENE: Vieni, figlia mia.

Olimpia spalanca gli occhi sentendosi chiamare così. (...) Lentamente, Olimpia si avvicina e viene avviluppata nelle loro braccia.

IRENE: Grazie, Olimpia, per la felicità che dai alla mia piccola. Il suo amore per te risplende dalla sua anima, e per una madre, questa è la più bella visione del mondo.

Olimpia arrossisce, ma sorridendo stringe le due donne a sé più forte che mai, godendo appieno di quel fin troppo insolito senso di soddisfazione, pace e gioia.

PS: Una storiellina leggera leggera che tale si mantiene per i tre quarti (sullo stile di "Many Happy Returns", sesta stagione), deviando all'improvviso nel finale per questa svolta di imprevedibile commozione, è quella che ci sforna Susanne Beck in questo episodio, eppure i due diversi gusti non stonano affatto tra loro e i sorrisi riescono a trasformarsi in soffiate di naso senza difficoltà, dimostrando ancora una volta se ce ne fosse bisogno, quanto abili siano diventate le autrici della SVS nel gestire i molteplici aspetti di questa saga. I momenti finali nella loro semplicità raggiungono un'intensità notevole (e non per caso quindi li ho riportati integralmente) e la riunione conclusiva tra il fantasma di Irene e le sue ormai due figlie, ricorda una scena simile nel finale di "Path of Vengeance", sesta stagione, in cui è Evi che salutando, in questo caso le sue due madri, diceva ad Olimpia una frase molto simile ("Grazie per proteggere mia madre e per tutta la felicità che le dài.") legittimando implicitamente il loro stato di coppia. Ora che questo stato non ha più bisogno di legittimazioni, implicite o esplicite che siano, Sue Beck utilizza magistralmente la stessa atmosfera per riportarci verso un clima famigliare, simile a quello riscontrabile nella grande saga di fanfiction di Melissa Good, pur tenendo conto dei limiti stabiliti dalla serie tv (nei romanzi di Missy, Irene è tutt'ora viva). Ricordiamo che a parte il già citato "Many Happy Returns", un altro episodio incentrato su una festa di compleanno a sorpresa per Olimpia è "Takes One to Know One " ("Xena contro la dèa Discordia"), quarta stagione. Un paio di notazioni vanno fatte per i vari fattorini che appaiono per recare ad Olimpia i misteriosi plichi. Qui evidentemente ci sono delle strizzate d'occhio alla realtà moderna (cosa che faceva spesso anche la serie tv), e alle varie compagnie di spedizioni internazionali popolarissime in America, tanto che basta citare i colori delle loro divise per individuarle. Da noi, un po' meno e quindi, se proprio ci tenete a capire di quali società si tratta, ho diligentemente riportato le descrizioni. Io vi confesso che non sono molto interessato. E Tarxan (ma c'è bisogno che lo dica?) è chiaramente una parodia del re della giungla. E concludiamo con una spiegazione sul titolo, "Candlemarks", letteralmente "tacche di candela". Vale la pena di soffermarsi su questa definizione, perché è normalmente utilizzata nelle varie fanfictions e chi le legge vi si sarà imbattuto molte volte (non ricordo invece di averla mai sentita usare nella serie tv), ed è la misura con cui si segnala il passare del tempo nel breve termine. In pratica si tratta di marcare con delle tacche a distanza regolare una candela in modo da valutare con sufficiente esattezza il passaggio delle ore. In questo particolare contesto, andava interpretata come un indizio per arrivare a capire anzitempo lo scioglimento conclusivo della storia, incentrata appunto su un compleanno e quindi sul tempo che passa. Un'ultima cosa: il drago di stoffa Palla di Fuoco è una citazione dai romanzi di Missy Good.


BARDCAGE

Nel palazzo reale di Magara, c'è una certa agitazione. Il re Palemone (che dovreste ricordare, era l'uomo che aveva rapito Olimpia in "Blind Faith", seconda stagione) sta discutendo con suo figlio Valius. Il ragazzo ha intenzione di sposare la giovane Alicia, figlia del re Dameus, sovrano del regno confinante, ma teme che una "difficoltà" possa mettere in pericolo le sue nozze. La difficoltà in questione è rappresentata da Euristeo (anche lui dovreste ricordarlo, dallo stesso episodio), il compagno di ormai tutta una vita di suo padre. Valius teme che se il suo futuro suocero venisse a sapere della vera relazione tra i due uomini, potrebbe rifiutare il suo consenso al matrimonio, mentre Palemone ha un timore anche più pressante. Re Dameus ha il comando di un grande esercito che potrebbe spazzare via senza problemi il suo piccolo e pacifico regno, e se fino ad ora non l'ha fatto, l'unica ragione è che spera di mettere le mani sulla metà di tutto il tesoro del suo ricco regno senza colpoferire, attraverso il matrimonio tra i due ragazzi. Palemone comunque incoraggia suo figlio. In qualche modo troveranno una soluzione. Intanto la possibile soluzione, sottoforma di una guerriera alta e bruna e di un'altra più piccola e bionda, ma ugualmente ben piantata, si trova esattamente nel regno di Dameus. Le due donne sono in giro per il grande mercato della città, anche se separatamente, e stanno facendo acquisti, ognuna secondo la propria indole. E' qui che Xena apprende delle prossime nozze, ma è il nome di Palemone che le fa rizzare le orecchie e recuperata la compagna, parte per Magara. Dalle informazioni raccolte da Xena, tutta la storia del matrimonio ha qualcosa a che fare con le Amazzoni e quando lo comunica ad Olimpia, anche la ragazza s'incuriosisce. Nel frattempo, Palemone sta cercando di convincere Euristeo a farsi da parte per il tempo del matrimonio, ma la cosa non rende felice quest'ultimo.

PALEMONE: Capisci, vero?
EURISTEO(voltandosi a guardarlo con gli occhi pieni di lacrime): Se vuoi sentirmi dire che capisco, allora è quello che dirò. Capisco.
PALEMONE: Io voglio la verità.
EURISTEO: No, non la vuoi! (agitando le braccia in modo femminile, e scuotendo i ricchi e preziosi abiti che indossa) Se tu volessi la verità, non faresti questo. Non negheresti la semplice realtà. Non penseresti di nascondermi!
PALEMONE: Non è questo che vogliamo...
EURISTEO: Ah no? Buffo... perché andare alla ricerca di una donna che faccia la parte della madre Amazzone di nostro figlio dà esattamente questa impressione.
PALEMONE(fa per avvicinarsi al compagno, poi si ferma): Sai che se Re Dameus sospettasse che c'è qualcosa di insolito qui, annullerebbe le nozze. Lascia stare quello che può succedere a noi. Ma cosa ne sarebbe di Val? Lui ama quella ragazza. Se succedesse qualcosa ne sarebbe distrutto. (poggiando una mano sul braccio di Euristeo). Tu hai sempre voluto il meglio per lui. Cosa c'è di diverso in questo?

Proprio in quel momento, il colloquio tra i due è interrotto dalla notizia dell'arrivo di Xena e Olimpia, e Palemone sente il cuore aprirsi alla speranza. Ed è molto festosa l'accoglienza che riserva alle sue due vecchie amiche, che accorre a ricevere personalmente, meravigliandosi che gli appaiono esattamente uguali a quando le ha conosciute, ed obbligandole ad accettare la sua ospitalità, tanto da insospettirle quasi.

XENA(sussurrando): Non ti sembra che sia un po' troppo felice di vederci?
OLIMPIA: Si comporta in modo strano.
PALEMONE: Euristeo sarà entusiasta di rivedervi.
OLIMPIA: State ancora insieme?
PALEMONE: Perché non dovremmo?
OLIMPIA: Beh, io ehm... Io...
XENA: Non eravamo sicure che avreste fatto una buona coppia, l'ultima volta che vi abbiamo visto. Tu avevi un certo risentimento.
PALEMONE: Suppongo di sì, ma è diventato un buon amico. Dopo un po', non sarei riuscito ad immaginare la vita senza di lui.
XENA: E' bello vedere che ti sei liberato dei tuoi rancori.
PALEMONE: Ci sono riuscito. Grazie a voi ed a ciò che ho imparato dal mio amico.

Le due donne si sorridono con aria di comprensione. Ma Euristeo non si presenta a cena quella sera e Palemone è costretto a spiegare la situazione. Suo figlio Valius è frutto di un rapporto avuto con una Amazzone, in una delle occasionali "cacce all'uomo" organizzate dalle tribù delle guerriere per rimpinguare le loro fila. Ma quando il nascituro si rivelò un maschio, sua madre lo lasciò a lui da allevare e Euristeo è la cosa più simile ad una madre che il ragazzo abbia mai avuto, anche se adesso dovrà rinunciare a quel ruolo. Quella sera nella loro stanza, Xena e Olimpia discutono di come le Amazzoni in un modo o nel'altro finiscano sempre per tornare nelle loro vite, anche ora che sono scomparse da quei territori ("Promised Land", settima stagione) e si domandano quanto ci metterà Palemone a chiedere loro quello che ha in mente. Il mattino dopo, nei giardini del palazzo, Olimpia incontra Euristeo e si produce nella sua specialità, la "chiacchierata confidenziale". Il poveretto si sfoga con lei, rivelandole la sua incapacità di accettare di doversi fare da parte nel momento più importante della vita di colui che considera anche suo figlio. In distanza, Xena invece si sta dedicando ad una delle sue specialità, l'allenamento alla spada, e nel guardarla, Olimpia rievoca ricordi del passato a beneficio di Euristeo.

OLIMPIA: Sai, Xena ed io abbiamo avuto una figlia.
EURISTEO: Davvero?
OLIMPIA: Sì, una bellissima bambina di nome Evi. E ci sono stati dei momenti, quando Xena era incinta, in cui mi sentivo esclusa. Per molto tempo non siamo state ben sicure di come esattamente fosse finita in quello stato e credo di avercela avuta un po' con lei. Sapevo che non mi aveva tradita, ma da qualche parte, in fondo alla mia mente, c'era questa vocina fastidiosa, capisci?
EURISTEO: Posso immaginarmelo.
OLIMPIA: Ma poi, mentre la bambina cresceva nel suo ventre e Xena cominciava a risplendere nella sua gravidanza, capii che stava cambiando fisicamente e mentalmente e che era una buona cosa. Sopportavo le nausee mattutine e i cambi d'umore e... Dèi, le voglie che le venivano avrebbero fatto stare male un cannibale. (notando un breve sorriso che si accende sulle labbra di Euristeo, insiste) Così, improvvisamente, ci fu quella meravigliosa bambina con noi.
EURISTEO: Ricordo il giorno che Val ci venne portato. Me ne innamorai nell'attimo in cui gli posai gli occhi sopra.
OLIMPIA: Lo stesso per me con Evi.
EURISTEO: Ho aiutato ad allevarlo nel modo migliore che conoscevo. Pal e Val... i due uomini più importanti della mia vita. Ho fatto del mio meglio ed ora...(Si ferma ed abbassa la testa.)
OLIMPIA: Xena ed io non abbiamo potuto allevare Evi. E' cresciuta senza di noi e quando l'abbiamo ritrovata era diventata Livia, il Flagello di Roma.
EURISTEO: Oh Dèi! Ma come è successo?
OLIMPIA: E' una storia lunga e senza importanza, ma quello che sto cercando di dire è che tu sei stato una parte importante della vita di Val, di tutta la sua vita. Oggi lui è quello che è perché c'eri tu ad aiutarlo. Qualunque cosa avvenga, Val porterà con sé sempre una parte di te.

Consolato almeno parzialmente Euristeo, a Olimpia non resta che confessare a Xena di essere ormai coinvolte in quella storia, ma Xena non ne aveva mai dubitato. E lei si sente comunque in debito con Euristeo che all'epoca del loro primo incontro le aveva fatto recuperare la vista. Resta da stabilire chi interpreterà il ruolo della madre di Val. Olimpia pensa che la più adatta sia Xena, ma anche perché in fondo è lei la Regina delle Amazzoni e Xena si è già "sacrificata" quando ha posato per un ritratto ("Picture Perfect", settima stagione), sarebbe il suo turno, tuttavia c'è forse un possibile ruolo anche per la sua compagna. E così, qualche ora dopo, Palemone, Euristeo e Valius vedono comparire le due donne nei panni della Regina Amazzone e della sua abbondantemente discinta serva e guerriera personale e l'impressione che ne ricavano è ottima. Ma non basta, Xena e Olimpia ritengono che comunque Euristeo meriti di apparire nella famiglia. L'unico ostacolo è rappresentato dai suoi atteggiamenti, assai poco virili, e quindi Xena si occuperà di mostrargli come si muove e parla un vero uomo. L'importante è arrivare al compimento delle nozze, dopodiché la ricchezza di cui diventerà co-proprietario Dameus gli farà dimenticare tutto il resto. Ma il compito si rivela presto molto più arduo del previsto, quando alla sua prima lezione di mascolinità, Euristeo si presenta tutto ingioiellato e rivestito delle più delicate sete d'oriente. Stabilito subito che tutta la gioielleria deve sparire e gli abiti da indossare dovranno essere più appropriati, Xena passa al gradino successivo.

XENA: Credo che dovremo passare alla tua camminata.
EURISTEO: Che c'è di sbagliato nel mio modo di camminare? Metto un piede davanti all'altro esattamente come te.
XENA: No, non direi. Io cammino a grandi passi. Tu sgambetti come una ragazzina. Devi imparare a camminare come un uomo. Così.

Xena fa qualche passo in avanti. La sua falcata è lunga, decisa e molto mascolina. Le sue braccia si muovono appena. Dopo aver camminato un po' avanti e indietro, si ferma di fronte a lui.

XENA: Puoi farlo?
EURISTEO: Beh, non è mica difficile!

Fa alcuni passi, all'inizio bene, ma che presto degenerano in una corsettina con le mani sollevate all'altezza del petto.

XENA: No. No, no, no. Devi... devi avere un'andatura solenne. Proprio così, un'andatura solenne.
EURISTEO: Non l'ho mai avuta in tutta la mia vita.
XENA: Ma non mi dire. D'accordo, lasciamo perdere la camminata per ora, ce ne occuperemo più tardi. Sai tenere in mano una spada?

Tralasciamo la risposta di Euristeo e passiamo direttamente al giorno successivo, quando troviamo l'intera "famiglia" di Valius in trepida attesa dell'arrivo di Alicia, la sua promessa sposa, scortata dal padre e da un nutrito seguito. Insieme al padre, c'è lo "zio" e consigliere Euristeo, a cui Xena è riuscita a far mettere una veste da ricco mercante che meglio si adatta al ruolo che dovrà recitare, ma sicuramente al centro della scena spiccano Olimpia, nelle sue più regali vesti di Regina delle Amazzoni e la stessa Xena in quelle della sua serva e guardia del corpo, Nikias, col succinto costumino che già le abbiamo visto e che costa alcune occhiatacce da parte della guerriera alla compagna che pare divertirsi molto a vederla vestita così. Lo spettacolo non sfugge a Re Dameus che resta subito ben impressionato dalla presenza della "madre" del suo futuro genero, oltre che da quella imponente di Xena che interpreta come un "intrattenimento" organizzato per lui. L'equivoco viene subito chiarito da Olimpia, ma la cosa non rende il sussiegoso re più simpatico alla sua compagna. Tuttavia la cena sontuosa sembra andare per il meglio e Olimpia riesce con prontezza di spirito a rispondere a tutte le curiosità che Dameus ha su di lei ed anche a respingere con grazia una sua offerta di acquisto della sua "serva".

OLIMPIA: Sai, Dameus, Nikias è il mio campione. Forse domani se ti va, potrete allenarvi insieme.
XENA(melliflua): Oh, possiamo davvero? Sarebbe magnifico. Sono giorni che non mi faccio una bella zuffa.
DAMEUS: Mi piacerebbe molto vedere di cosa sei capace. Sono certo che sei stata ben addestrata.

Prima che qualcuno possa notarlo, Olimpia afferra la mano di Xena che stringe il coltello che stava per piantare in mezzo agli occhi a Dameus.

OLIMPIA(a denti stretti): Mettilo giù!
XENA: No!
OLIMPIA: Sì!

Olimpia riesce a togliere la lama dalla mano di Xena, mentre gli altri ospiti stavano cominciando ad accorgersene. Euristeo si tende verso l'orecchio di Palemone.

EURISTEO: E tu ti preoccupavi di me?

Ma per fortuna Dameus non sembra rendersi conto del pericolo corso, anche se il giorno dopo da un discorso tra Olimpia e Euristeo apprendiamo che non deve aver trascorso un bel quarto d'ora nel suo "allenamento" con la guerriera.

OLIMPIA:(...) A Xena non piace (Dameus), e tutto quello che ho potuto fare è stato richiamarla durante quell'incontro d'allenamento.
EURISTEO: Cos'era quella cosa che ha fatto e che diceva di non sapere come disfare?
OLIMPIA: Si chiama la "stretta". E non riesco ancora a credere che mi abbia permesso di togliergliela.

La recita, nonostante tutto, continua in maniera soddisfacente per qualche giorno, ma Xena è sempre più insofferente nei confronti di Dameus e di tutti i suoi cortigiani che non risparmiano occhiate lascive per Olimpia, ed alla fine non potendone più, durante il grande ricevimento prima del matrimonio, prende da una parte Euristeo e lo porta con sé. Olimpia e Palemone notano subito la scomparsa dei due, ma prima che possano fare qualcosa, Dameus si presenta e chiede un ballo con la madre dello sposo. Pur di controvoglia, Olimpia non può rifiutarsi, ma mentre prendono posto nel centro della sala, la ragazza fulmina il sovrano con uno sguardo.

OLIMPIA: Togli la mano.
DAMEUS: Chiedo scusa?
OLIMPIA: L'estremità che ha trovato posto sul mio sedere. O la togli... o la perdi. A te la scelta.

Dameus sta per rispondere, quando i suoi occhi sono attraversati da un dolore lancinante. Da dietro Olimpia, spunta la sua mano, stretta all'altezza del polso da quella di una Xena furiosa, che adesso appare nelle sue solite vesti e se uno sguardo potesse uccidere, Dameus sarebbe un monticello di ceneri fumanti.

XENA: A me la scelta. Toglila.
OLIMPIA: Xena! Cosa succede, in nome de...?

Olimpia s'interrompe notando gli abiti della compagna e che Euristeo, dietro di lei, è anch'egli tornato ad indossare le sue sete preziose.

XENA: Ascoltami bene, tu insignificante pezzo di sterco di centauro. Questa donna non è la mia padrona. E' la mia sposa, moglie, partner, socia, compagna, spalla, sodale, consorte, alleata, convivente, amante, la mia metà o la mia amica. Non mi interessa come la definisce la gente, ma mi interessa eccome se tu le metti le tue sudice zampacce addosso. Quindi GIU' LE MANI! (Con uno spintone, lo spinge indietro, quindi gli pianta un dito sul petto.) E quest'uomo non è il consigliere di Palemone. (indicando Euristeo) Ma un membro importante della famiglia di Palemone e di Val. E' con loro da quando il ragazzo era piccolo ed è una parte importante di questa famiglia. Se lascerai che tua figlia entri a farne parte, dovrai accettarlo.

Scioccato dalle rivelazioni, Dameus sta per annullare le nozze e minacciare di invadere con le sue forze il regno, ma il pensiero di dover affrontare l'intero popolo amazzone (che Olimpia ha trascurato di dire che non è più in zona) e di dover rinunciare all'oro che ricaverà facilmente da quel matrimonio lo fanno rapidamente recedere dall'idea. Il giorno seguente, dopo le nozze, Xena e Olimpia salutano i loro amici e se ne vanno a cavallo di Argo. Palemone e Euristeo le osservano allontanarsi.

EURISTEO: Mi mancheranno.
PALEMONE: Anche a me: Ho imparato molto dal loro soggiorno qui.
EURISTEO: Davvero?
PALEMONE: Sì, non bisogna mai nascondere o fingere di non essere quello che siamo.

E quella notte, nel loro bivacco, Xena e Olimpia, stese a fissare le costellazioni, ripensano alla loro avventura.

OLIMPIA: Beh, sembra proprio che avessi ragione.
XENA(intrecciando le dita con quelle della compagna): Di solito ce l'hai, ma in che cosa avevi ragione questa volta?
OLIMPIA: Fare la spalla è proprio un bel lavoro se riesci ad ottenerlo.

PS: Se chiedete ad un subtexter, quale stagione di Xena preferisce dopo la sesta (questa è inequivocabilmente e sempre la preferita, finale a parte), quasi sicuramente vi risponderà la seconda, perché dopo le promesse e le strizzatine d'occhio della prima stagione, quella successiva fu quella che confermò le speranze che l'altra aveva solo annunciato, con episodi come "The Quest", "A Day in The Life" o "The Price". Ma fra tutti, ne spicca uno raramente citato che meglio di tutti forse simboleggia quel periodo felice della saga della Principessa Guerriera, "Blind Faith". In quella storia facevano la loro apparizione Palemone, in apparenza spietato sicario rapitore di Olimpia, e Euristeo (in originale, Vidalis), l'effemminato istruttore incaricato di istruire la ragazza a diventare regina. Chiaramente omosessuale, quest'ultimo personaggio dopo aver dato il suo contributo per la felice conclusione della vicenda, affermava di voler seguire Palemone, il rapitore nel frattempo redento, per "vedere se aveva bisogno di una spalla" (da qui la battuta di Olimpia, ripetuta esattamente nel finale di questo episodio). TNovan ce li fa ritrovare ad anni di distanza e per giunta insieme e con un figlio, come una vera famiglia, e partendo da questo presupposto confeziona una versione Xena-style (spiritosa variazione del titolo compresa) di "Birdcage" (in Italia, "Piume di struzzo"), rifacimento made in USA di un famoso film francese "La cage aux folles" (in Italia, "Il vizietto") con Ugo Tognazzi e Michel Serrault (cercate se potete di vederlo perchè è davvero divertente), ma lo fa paradossalmente, riportando nella SVS, proprio quel subtext che pareva bandito una volta per sempre. Infatti, il team della serie che non ha mai avuto nessuna remora nel dichiarare, anche aggressivamente, come succede in questo stesso episodio, lo stato di coppia a tutti gli effetti di Xena e Olimpia, d'un tratto si fa timido quando si tratta di dichiarare la relazione tra Palemone e Euristeo e, anche se la cosa è manifesta, mai nell'intero episodio si pronuncia la parola "amanti" o anche solo "compagni" nei loro confronti, preferendo altre definizioni, più "politicamente corrette" come "una parte importante di questa famiglia". La cosa potrebbe sembrare secondaria, e forse lo è, ma è comunque curioso notare come una squadra composta in buona parte da donne omosessuali o gay-friendly si comporti improvvisamente in modo più cauto quando c'è da affrontare la questione dell'omosessualità al maschile. Ma lasciamo perdere e godiamoci invece le parti migliori di questo eccellente episodio che sono sicuramente la "lezione di mascolinità" impartita da Xena ad Euristeo (una donna, forte e determinata quanto volete, ma comunque una donna, che insegna ad un uomo, a camminare da "maschio", per me è una genialata!) e che è anche una specie di "vendetta per procura" alle lezioni di regalità che lo stesso Euristeo aveva cercato di impartire ad Olimpia nel loro primo incontro, e il momento in cui Xena enumera a Dameus, i molti modi in cui può essere definita Olimpia (e credetemi, ho dovuto dare fondo al mio vocabolario per trovare gli adeguati termini corrispondenti a quelli dell'originale).





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