episodio n. 19
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CAPITOLO I

I primi raggi del sole fanno brillare la brina sull’erba dei prati che costeggiano il sentiero che Xena sta velocemente percorrendo con Argo diretta alla fattoria di Iolao.
La nuova giornata della principessa guerriera nasce sotto una buona stella. Dopo la scomparsa di Olimpia, Xena ha finalmente avuto qualche indizio grazie all'inaspettata collaborazione delle Parche e spera di poter raggiungere il bardo al più presto per porre fine all’idillio che stanno vivendo l’una lontana dall’altra.
- Coraggio Argo … ancora un po’ di pazienza siamo quasi arrivate. La stanchezza inizia a farsi sentire… Hai anche tu mal di testa? - dice Xena all’inseparabile cavalla che non vuole saperne di avanzare più velocemente.
- Dobbiamo fare in fretta ... non sappiamo dove sia Olimpia e cosa le hanno fatto… ogni minuto è prezioso. - conclude la donna con sguardo triste perdendosi nei suoi pensieri.
"Devo capire cos’è il potere dell’occhio… chi è contraddistinto da questo potere? … Credo di essere troppo stanca adesso per arrivare alla soluzione… magari Hercules lo capirà prima di me quando gli riporterò il messaggio delle Parche."

In casa di Iolao la giovane Olimpia si è appena svegliata dopo una notte di sonni agitati causati delle tre Graie. Nella camera della figlia del compagno di avventure di Hercules, il bardo, ancora nuda, si riveste velocemente, versa dell’acqua in un catino di legno e si lava il viso per poi asciugarsi con un panno di lino.
"Chissà dov’è andata Xena … anche stavolta ha preferito non dirmi cosa sta succedendo. Avrebbe almeno potuto portarmi con sé." pensa sedendosi davanti alla specchiera a spazzolarsi i biondi e lunghi capelli. "C’è qualcosa che non va in lei … o forse in me? … Da quando ci siamo ritrovate sembra quasi che voglia evitarmi ..."
Mentre è assorta nei suoi pensieri, Hercules bussa alla sua porta. Da quando è arrivato a casa di Iolao, l’eroe non ha ancora visto Olimpia. Quando la porta si apre la poetessa rimane piacevolmente sorpresa nel vedere lì il figlio di Giove e corre a salutarlo in modo caloroso, come si conviene a un amico di vecchia data.
- Hercules! Come mai ti trovi qui? … Scusami sono sorpresa di vederti dopo tanto tempo, che non mi rendo conto che sono io la persona che non dovrebbe trovarsi qui! - ridono entrambi prima che Hercules, dopo aver risposto all’abbraccio della donna, possa rispondere:
- Sono stato con Xena fino a qualche ora fa. Mi ha detto lei che eri qui ad aspettarci. Presto ci raggiungerà, mi ha detto di riferirti che è tutto a posto. … per gli dei non sei cambiata affatto … - commenta l’eroe osservando Olimpia dalla testa ai piedi e cercando di non lasciar trasparire lo stupore per l’ingiustificata giovinezza del bardo.
- Ti ringrazio … anche tu sei in ottima forma … come sempre del resto! - sorride la donna osservando il fisico muscoloso dell’uomo.
- Vieni, andiamo ad aiutare Iolao a preparare la colazione, non so te ma io ho fame! -
- Volentieri. - risponde avviandosi con l'amico verso la cucina.

Un nuovo giorno è iniziato anche nel passato. Olimpia è già in piedi seduta sul davanzale della finestra ad aspettare che i suoi carcerieri arrivino a farle visita. La donna è stanca e glielo si legge in volto: la notte è trascorsa quasi in bianco per il timore che Marte potesse arrivare all’improvviso nella stanza e con il dio della guerra nei paraggi non bisogna mai abbassare la guardia.
Quando Marte con due ancelle, seguaci di Dahak, entrano nella stanza con in mano dei cesti di frutta per la prigioniera, Olimpia scatta in piedi come per difendersi dalla prima mossa di un nemico.
- Rilassati dolcezza. Hai dormito bene? … Mhm … dai tuoi occhi non si direbbe … - commenta il dio osservandola - Cos’è … non sei più abituata a dormire in un letto vero? -
- Può darsi … - è l’unico commento del bardo che il dio della guerra riesce ad ottenere.
- Ti ho fatto portare qualcosa da mettere sotto ai denti. Dopo le nozze ti renderò immortale e non avrai più bisogno di mangiare. Fino ad allora dato che ti voglio in forze potrai chiedere qualsiasi cosa e le tue ancelle te la prepareranno. -
- Qualsiasi cosa? … - chiede Olimpia con aria biricchina. - Voi due, lasciateci soli! - ordina a sorpresa la donna alle due ancelle, per provare ancora una volta a dissuadere Marte a parlare.
- Mi piaci così decisa lo sai? … Sei eccitante quando dai ordini. - dice il dio della guerra accarezzandosi il pizzetto.
- Volevo rimanere da sola con te per dirti … che se accetti la mia proposta avrai quello che vuoi ... me. - spiega Olimpia faticando a parlare.
Marte le si avvicina afferrandola sinuosamente per le spalle mentre un brivido di disgusto percorre la schiena della donna che cerca di non mostrare lo sforzo che sta facendo per fingere.
- Perché ti interessa tanto sapere qual è il debito delle Parche? Credi di riuscire a evitare le nozze? … rassegnati Olimpia … domani al tramonto sarai mia per sempre e né Xena, né le Parche potranno evitarlo. Credo che tu ieri sera abbia ascoltato un discorso che non dovevi sentire … sei uscita dal tempio vero? -
- Ciò che conta è che sono qui, no? - si difende Olimpia, divincolandosi dalla presa del dio della guerra dopo essere stata smascherata.
- Ti avevo detto di restare qui! - ribatte Marte adirato per la disubbidienza, cercando subito dopo di calmarsi per continuare il dialogo. - Ascoltami bene biondina: non so cosa ti aspettavi di ottenere andando dalle Parche ieri sera ma sappi che nessuno ti aiuterà a tornare dalla tua Xena. E meno che tutti lo faranno le Parche. Se esci ancora sarò costretto a … -
- A cosa? - chiede prontamente la donna con tono di sfida ostentando che non ha nessuna paura di lui.
Il dio della guerra rimane in silenzio pensando ad un’ulteriore minaccia che possa impaurire il bardo, ma nei suoi occhi vede brillare una luce che non conosce. La donna che ha di fronte è forte e coraggiosa: una vera principessa guerriera.
- Non minacciarmi Marte. Hai usato ancora una volta Xena per piegarmi al tuo volere, ma non farai mai di me la tua schiava. … domani, se il destino ti aiuterà, io diventerò la tua sposa, ma se fossi in te non sarei così sicuro che tutto filerà liscio. -
- Il destino mi aiuterà …vedrai … - conclude il dio della guerra alludendo all’aiuto che le Parche sono costrette a dargli per riscattare un errore ancora ignoto alla bionda guerriera. Il dio esce della camera innervosito per il comportamento della donna, lasciandola sola a riflettere:
"Spero che Xena sia già sulle mie tracce … non ci resta molto tempo."

- Aaaahh! - un urlo straziante rompe il silenzio della umida e buia grotta delle Graie.
- Che cos’hai da urlare cervello di gallina?! - chiede Panfredo alla canuta sorella Denio, mentre è intenta a girare con un grosso femore umano immerso in una viscida brodaglia contenuta in un pentolone di rame posto sul fuoco.
- C’è Xena! C’è Xena! - risponde Denio intenta ad usare l’unico occhio che divide con le tre sorelle.
- Xenaa?! Dov’ è? - chiede preoccupata la terza sorella mentre cerca di dare la caccia ai topi.
- E’ vicina al tempio di Marte! Potrebbe entrare e scoprire tutto vedendo Olimpia! - spiega Denio continuando la sua visione grazie al potere dell’occhio.
- Presto dobbiamo avvertire Marte! - comanda Panfredo avvicinandosi alle sorelle che disponendosi a formare un triangolo iniziano ad invocare il dio della guerra chiamandolo a gran voce.
Dopo pochi secondi il guerriero si materializza davanti ai loro occhi infastidito dalle voci stridule delle anziane donne:
- Ho capito! State zitte! Che succede? -
- Xena! C’è Xena! - dicono a gran voce Enio e Denio come se avessero visto un fantasma.
- Argh! E’ più fastidiosa della peste! Dov’è?! - chiede il dio della guerra inviperito spaventando le Graie.
- Si dirige nei pressi del tempio della guerra dove è nascosta Olimpia anche se credo che sia solo di passaggio... - risponde Panfredo con voce timorosa.
- Deve sempre ficcare il naso! … Non può andare a cercare Olimpia nel celeste impero con quello stupido di Corilo?! - sbotta Marte mentre le Graie sembrano diventare piccole dallo spavento.
- Porta qui Olimpia! - suggerisce Denio - Qui Xena non verrà mai a cercarla e noi ci occuperemo di lei fino a domani quando verranno celebrate le nozze. -
Le Graie annuiscono approvando la soluzione della sorella.
- … Siete vecchie ma ogni tanto il vostro cervello funziona ancora! Brave! - commenta poco finemente il dio della guerra. - Vado a prenderla, ma mi raccomando, non torcetele un capello o diventerete cibo per gli avvoltoi. -
Le Graie continuano ad annuire mentre Marte scompare per tornare al tempio della guerra.
- Oh che bello! Olimpia sarà qui fino a domani! - esulta Enio mentre la sorella Panfredo le tasta il viso in cerca dell’occhio per prenderselo.
- Si, ma hai sentito Marte? Neanche stavolta possiamo assaggiarne un pezzettino … - ammonisce Denio lucidandosi il dente sulla veste sporca e strappata.
- Accidenti! … E se le strappassi solo le orecchie? Io mi accontento non sono ingorda. Marte non ci farebbe caso … che ne dite? - continua Enio mentre Panfredo le cava l’occhio per usarlo.
- Dico che non possiamo correre rischi. Marte è pericoloso. E’ riuscito perfino a piegare le Parche al suo volere. … chissà come ha fatto … - chiede enigmatica Panfredo sistemandosi l’occhio.
- Io per Marte farei qualsiasi cosa… è così affascinante! -
- Enio smettila! Datti un contegno hai una certa età! - dice Denio zittendo i sospiri della sorella.

Intanto al tempio della guerra Marte irrompe nella stanza di Olimpia invitandola ad andare dalle Graie in modo beffardo:
- Vieni Olimpia, per rispettare la tradizione che lo sposo non deve vedere la sposa il giorno prima delle nozze, ti porto in un bel posto. -
- Cosa?! Dove vuoi portarmi ancora? Sono stanca di tutto questo! -
Il dio della guerra cerca di afferrarla per un braccio ma Olimpia lo schiva sapendo che nel momento in cui Marte ci riuscirà, la porterà via grazie al suo potere divino.
- Non opporre resistenza lo sai che è inutile! -
- Tanto vale tentare. Almeno mi sbollirò un po’ -
La donna estrae i sais e con violenza colpisce Marte al viso per poi spingerlo verso destra con un calcio sperando di allontanarlo il più possibile dalla porta. Il dio della guerra non reagisce ai suoi colpi: preferisce osservare la tecnica e la forza del bardo che è molto avanzata rispetto a quella della giovane contadina che conosce solo la tecnica del bastone.
Olimpia, che ha accumulato molta rabbia per l’accaduto e per la sua impotenza agli eventi, continua a colpirlo con la consapevolezza che Marte non prova alcun dolore e non può essere sconfitto. Quando il dio viene spinto contro un asse di legno che regge il letto a baldacchino, questo crolla lasciandolo sotto la stoffa per qualche secondo e la guerriera si lancia verso la porta cercando la fuga verso l’uscita del tempio, ma prima che possa mettere piede all’esterno i due scagnozzi di Marte le si parano davanti e il bardo è costretta ad affrontarli condannando la sua fuga all’insuccesso per la perdita di secondi preziosi.
Intanto Marte, rialzatosi da terra, giunge nella sala e senza intervenire rimane ad osservare la donna combattere con i sais contro i due grossi guerrieri con le spade; Olimpia blocca con le sue armi preferite il fendente del primo uomo respingendo indietro il colpo, poi, senza nemmeno girarsi, colpisce allo stomaco il guerriero che la sta attaccando alle spalle, per poi atterrarlo con un colpo alla schiena con il gomito e sferrare un calcio tra le gambe del primo guerriero.
I due rimangono a terra ed Olimpia ripone le armi avvicinandosi a Marte spontaneamente rinunciando a scappare.
- Coraggio andiamo … - dice la donna con volto cupo evitando lo sguardo del dio che, al contrario, è molto compiaciuto della sua destrezza nella lotta.
- I tuoi miglioramenti sono incredibili. Xena ha fatto un vero miracolo con te in questi anni … sarai una splendida regina della guerra. -
Marte prende per mano Olimpia e la porta con sé dalle Graie dove le vecchie sorelle sono in attesa dell’ospite:
- Bentornata Olimpia ih ih! - ghigna Enio vedendo la donna che si guarda intorno riconoscendo la lugubre dimora delle Graie:
- Di nuovo qui! Perché Marte? -
- La principessa guerriera di questo presente è nei pressi del tempio e visto che hai tradito la mia fiducia e saresti capace di farlo ancora uscendo dal tempio, preferisco tenerti qui altrimenti cercheresti di farti aiutare da Xena. A presto mia cara. Le Graie ti tratteranno con riguardo vedrai. - risponde il dio dileguandosi senza darle tempo di replicare.
- Xena… Marte aspetta! -
- Non ti ha sentito se ne è già andato. - puntualizza Enio sorridendole senza denti.
"… Il destino non vuole proprio aiutarmi… Se avessi incontrato Xena, di sicuro, mi avrebbe creduto e aiutato a tornare al mio presente. Ma adesso sono di nuovo qui ..." pensa Olimpia mentre le tre Graie le vanno incontro.
- Che volete da me? Allontanatevi! - le sorelle non sono certo una presenza piacevole per il bardo, ma rispetto all’incontro precedente, stavolta la guerriera ha smaltito lo shock di averle intorno.
- E’ meglio così Olimpia … - dice Denio attendendo una domanda dalla donna.
- Cosa “è meglio”? Essere qui con voi a marcire in questo posto fetido? - sbotta Olimpia facendosi largo tra le tre sorelle e avvicinandosi all’uscita della grotta.
- Che Xena non ti abbia vista. Il destino potrebbe modificarsi se entri in contatto con i personaggi del tuo passato. - spiega Denio seguendola mentre Enio e Panfredo prendono l’occhio e si avvicinano alla sfera degli incantesimi.
Olimpia non ha nulla da rispondere all’osservazione della Graia e getta un’occhiata all’esterno della grotta che non ha mai conosciuto la luce del sole, né della luna. L’aria è malsana e pesante e si intravede il grande fiume Oceano poco distante dalla grotta posta sul fianco della montagna Atlante.
- Da qui non si può scappare. - dice Denio intuendo i pensieri del bardo.
- Lo vedo … -
L’angoscia attanaglia l’animo di Olimpia, di nuovo prigioniera delle Graie e delle minacce di Marte sulla vita di Xena. Non le resta che cercare di interrogare le Graie sul debito delle Parche e la possibilità di tornare al suo presente ingannando Marte.

CAPITOLO II

- Xena! - esclama il bardo vedendo la donna percorrere il viale che porta a casa di Iolao in sella ad Argo.
- Hai dormito bene? - chiede la principessa guerriera sorridendo ad Olimpia che non la vede dalla notte precedente quando, in cerca d'indizi sulla scomparsa della sua compagna, l’aveva affidata a Iolao.
- Si, certo. Ma tu dove sei andata? Mi hai lasciato qui e sei sparita senza dirmi niente?! - esclama la donna fingendo di essere arrabbiata mentre segue Xena nella stalla.
- Dovevo sistemare delle cose con Hercules. A proposito dov’è? - chiede sciogliendo le briglie ad Argo.
- E’ in casa… chiedi subito degli altri e non pensi a me … - commenta il bardo in modo serio fermandosi accanto a Xena e cercando i suoi occhi.
- Olimpia non dire così, lo sai che non è vero. E’ proprio per te che sono dovuta andar via ieri sera. -

All’insaputa delle due donne, la Graia Panfredo con l’occhio sta guardando nella sfera degli incantesimi e le osserva dal passato, ascoltando il loro dialogo mentre recinta delle strane parole agitando le rugose mani sulla sfera del potere mentre Enio sghignazza comprendendo il significato oscuro di quelle parole e il loro influsso sulle due donne.
Olimpia incuriosita si allontana dall’entrata della grotta e si avvicina alle due Graie seguita da Denio che cerca di fermarla senza riuscirci:
- Ma che state facendo? – chiede la bionda guerriera.
- Non puoi guardare! Vieni via! – urla Denio brancolando nel buio della sua cecità nel tentativo di afferrare il bardo e fermarla, ma senza risultato. La donna rimane a bocca aperta nel vedere nella sfera quella scena: la sua Xena nel presente sta parlando con la Olimpia del passato, in cui lei, è ora intrappolata.

- Xena, dimmi cosa sta succedendo ti prego. - chiede la donna dai lunghi capelli biondi con tono accorato guardando negli occhi la principessa guerriera.
- Niente … - risponde la mora sistemando la sella di Argo.
- No! So che non è vero. … è qualcosa che riguarda me, ma non riesco a capire cosa. Tu non mi riconosci più come la donna che ti è stata accanto in tutti questi anni da quando sono tornata. Non è così? -
- …Ti sbagli. E’ tutto come sempre. - finge Xena per cercare di distoglierla dalla verità al solo scopo di non cambiare il futuro qualora scopra tutto prima che questa faccenda sia risolta e la donna torni nel passato.
- Io ho paura che tu voglia sbarazzarti di me …-
- Cosa?! … Ma che stai dicendo? Sei con me da sempre e ti voglio un bene dell’anima. Pensi davvero che ora possa allontanarmi da te? –
Persuadere Olimpia ad eliminare i suoi dubbi non è semplice per Xena. Il bardo ha uno sguardo dubbioso e non sembra volersi lasciare convincere.
- Allora mi spieghi perché mi hai lasciato qui senza dirmi niente? … Ti prego Xena dimmi la verità. Possiamo rimettere le cose a posto? … Io voglio restare qui con te e seguirti dovunque come ho sempre fatto. Non ti permetterò di andartene. –
- Non ho nessuna intenzione di farlo. E non ho mai pensato di separarmi da te. – ribadisce la principessa guerriera guardando la donna negli occhi.
Olimpia nel passato assiste alla scena con molta curiosità, circondata dalle Graie che soddisfatte per ciò che sta accadendo, osservano la sua reazione.
“Ma che sta succedendo? …Quella sono io … e sto parlando con Xena! Non riconosco quel luogo… Numi del cielo che imbroglio sta ordendo Marte con questi mostri!”
Intanto Xena continua il suo discorso ad Olimpia:
- … Ascolta … tu ti fidi di me? – chiede guardandola negli occhi e afferrandola per le spalle.
- Cosa centra questo ora? –
- Rispondimi … -
- Certo che mi fido di te … più di chiunque altro. –
- Allora non credere che io ti stia volutamente ingannando. Stavolta per il tuo bene devo tenerti fuori da ciò che sta succedendo e ti prometto che tutto tornerà al suo posto molto presto. E anche tra noi non ci saranno più segreti. –
Xena si china per baciarle dolcemente la fronte e le sorride per rassicurarla dalle sue preoccupazioni. Poi le pone un braccio sulle spalle e la conduce fuori dalla stalla dirette in casa di Iolao.

Alla fine della scena, Olimpia nel passato è decisa a conoscere la verità: se da Marte non ha potuto ottenere nulla, almeno adesso potrà costringere le Graie a parlare.
- Ma che diavoleria è questa! Avete mandato nel presente la Olimpia del passato, vero? Che cosa volete fare? Parlate! … Io non sono innocente e delicata come qualche anno fa, perciò vi conviene parlare se nessuno vuole farsi male! -
Le tre sorelle iniziano a temere la donna visibilmente innervosita da ciò che ha appena visto, decisa a conoscere le loro macchinazioni anche a costo di usare la forza.
Enio cerca di improntare il dialogo in modo compassionevole prendendo parola prima delle sorelle:
- Non vorrai picchiare tre povere vecchiette indifese e cieche? … Ma ci hai visto? -
In effetti le tre sorelle delle Parche non sono certo di fisico vigoroso ma ad Olimpia interessa poco in quel momento. Tutto ciò che il bardo vuole è sapere la verità anche a costo di scuoterle un po’.
- Sarete anche cieche e deboli di fisico, ma indifese no di certo. I vostri poteri magici vi proteggono fin troppo bene ... suscitare pietà per poi attaccare alle spalle con le vostre arti malefiche è una delle vostre armi migliori. Vi conosco bene, purtroppo ... vi conviene parlare: perché avete mandato nel presente Olimpia? -
- Le tre sorelle si guardano l’un l’altra non sapendo cosa fare, finchè Olimpia per farle decidere a parlare interviene senza mezzi termini afferrando Denio per le vesti all’altezza del petto e sollevandola di peso a pochi centimetri dal pavimento. Il bardo non ha mai avuto una grande forza fisica ma riesce tranquillamente a sollevare la Graia che spaventata inizia a strillare:
- Mettimi giù!! Ti prego! … Parleremo, parleremo! -
- Parla prima, poi si vedrà! -
Enio e Panfredo si avvicinano alla sorella intuendo la scena e cercano di aiutarla brancolando nel buio, per sottrarla alle mani di Olimpia:
- State indietro voi due! -
Panfredo, la più intelligente delle tre sorelle, dopo aver riflettuto qualche secondo, si avvicina a Enio e le parla all’orecchio:
-Ci conviene parlare. In fondo, anche se le diciamo la verità cosa può fare? E’ bloccata qui con noi in questa grotta e non può scappare. -
- Si, hai ragione… e poi domani Marte verrà a prenderla e contro di lui non potrà niente. - conclude la Graia grattandosi la testa piena di pidocchi.
- Allora, avete finito di consigliarvi? - chiede Olimpia spazientita lasciando andare Denio che impaurita fa qualche passo indietro sistemandosi gli stracci che ha indosso.
- Si cara, abbiamo finito … - conclude la goffa Enio.
- Dunque … -
Panfredo a questo punto si fa avanti in modo altezzoso come la più saggia delle sorelle e inizia a spiegare una verità di fronte alla quale il bardo sarà impotente:
- Marte ti ha voluto qui per farti sua sposa, ma non ha mai creduto nella rassegnazione di Xena nel lasciarti qui nel passato. Perciò ha chiesto il nostro aiuto nell’attuare lo scambio tra te e la donna del passato cosicché la principessa guerriera possa arrendersi. -
- Ma non avete visto? Xena sa che quella non sono io! O meglio, ha capito che quella è la me del passato! Non si rassegnerà mai! -
- Sarebbe come tu dici, se non fosse che presto cederà al nostro potere e si convincerà che può vivere bene comunque, con accanto una giovane Olimpia. - aggiunge Enio sogghignando.
- … I vostri incantesimi… Xena è furba e credo che abbia già capito molto più di quanto voi immaginiate. Verrà a riprendermi! -
L’angoscia attanaglia il cuore di Olimpia. Tutto ciò che le permette di resistere è la fiducia nelle capacità di Xena. In quel momento nella sua mente risuonano le parole che la principessa guerriera nel presente ha detto al bardo per rincuorarla. Quelle parole erano anche per lei. Soprattutto per lei …
"… Io mi fido di te, Xena … ti lascerò fare e aspetterò ..."
La bionda guerriera si avvicina alla sfera delle Graie per osservare il presente. Lì almeno si sentirà meno sola e potrà guardare i progressi di Xena.

di Darkamy e Xandrella

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