episodio n. 19
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Una volta entrate in casa, la principessa guerriera accompagnata da una rinfrancata Olimpia, cerca subito Hercules trovandolo seduto in cucina intento a parlare con il vecchio Iolao davanti a un bicchiere di sidro:
- Sei un po’ in ritardo, Xena. - commenta l’eroe vedendola arrivare di primo mattino.
- Si è vero, ma credimi sono state ore spese bene. -
Intuendo che i due devono parlare dell’accaduto, Iolao si alza e preso del latte invita Olimpia a seguirlo con un cenno del capo e un sorriso rassicurante stampato in volto. La donna lo segue senza chiedere spiegazioni per dimostrare a Xena che il dialogo avuto pochi attimi prima l’ha rassicurata.
Rimasti soli, la principessa guerriera si siede al posto di Iolao e tira un profondo sospiro prima di iniziare a raccontare:
- Sei stanca, vero? - chiede Hercules vedendola un po’ affaticata.
- Un po’, ma non importa perché sono vicina alla verità. -
- Bene, era quello che mi aspettavo di sentire. Prima di iniziare a parlare volevo solo dirti che Olimpia è molto sospettosa ... io e Iolao possiamo fare poco per convincerla che è tutto a posto. -
- Non preoccuparti le ho già parlato appena sono arrivata. -
- Bene. Raccontami tutto allora. -
- Sono stata dalle Parche e ho saputo che un personaggio misterioso non solo ha scambiato la nostra Olimpia con quella del passato come avevamo intuito, ma tiene anche in pugno le Parche. -
- … Deve essere una persona potente se riesce a influenzare le Parche. E’ un evento più unico che raro… nemmeno Giove riusciva a dominarle. Con loro non c’è minaccia che tenga. -
- Avere in pugno le Parche significa controllare il destino …e questo può accadere solo se sono loro a volerlo … non credi? -
- … Non lo so Xena. Le Parche sono da sempre gli essere più imparziali e giusti che esistano. … Cosa ti hanno detto di preciso? -
- Di preciso niente. Hanno solo detto che non possono aiutarmi e che se voglio rimettere le cose a posto devo distruggere il potere dell’occhio e devo fare in fretta -
Lo sguardo di Hercules è sempre più crucciato di fronte a tali indizi:
- Mi dispiace Xena ma non ho idea di quale potere parlino… so solo che dobbiamo tornare nel passato se vogliamo sistemare le cose e almeno in questo credo di poterti aiutare. -
- E come? -
- Con la pietra di Cronos ... la pietra che permette di viaggiare nel tempo -
- Conosco quella pietra Hercules, ma è stata distrutta. -
- Si è vero, ma funziona ancora. Quando venne distrutta in tanti pezzi da Callisto, Iolao li raccolse e li conservò. Quella pietra è sempre stata pericolosa in mano agli uomini ma poteva ancora tornarmi utile perciò, ho provato ad usare i frammenti e sono riuscito a viaggiare nel tempo ma si posso usare solo nel luogo esatto in cui è stata distrutta. Purtroppo però, ogni frammento una volta usato non può essere riutilizzato perché perde ogni potere. -
- E dove sono i frammenti adesso? -
- Lì ho conservati qui a casa di Iolao. Sono sotterrati in una finta tomba dietro la stalla. -
- Originale come nascondiglio! -
- Lì ho seppelliti in profondità perciò, mentre mi occupo di recuperarli potresti riposare un paio d'ore e prepararti per il viaggio. -
- E’ molto lontano il posto dove dovremmo usare la pietra? -
- Abbiamo almeno dieci ore di cammino purtroppo. -
- Preferisco aiutarti a scavare allora, sarà meglio non perdere tempo. -
- No, mi aiuterà volentieri Iolao. Lascia fare a lui adesso. E’ già caduto in depressione perché non potrà accompagnarci. Facciamolo sentire ancora utile. -
- … Va bene. -
I due si alzano e lasciano la cucina prendendo diverse direzioni: Xena va nella camera da letto dove ha dormito Olimpia quella notte e Hercules esce in cortile a chiamare Iolao per il lavoro da “becchino”.
- Abbiamo un morto da dissotterrare vecchio mio, esattamente come avevamo previsto! - dice Hercules togliendosi la camicia.
- Fantastico! Vado a prendere le vanghe tu aspettami lì. -

CAPITOLO III

Olimpia nel passato continua ad osservare i movimenti di Xena e ha ascoltato il suo discorso con Hercules.
" Sapevo che Xena non era rimasta con le mani in mano. E’ riuscita a scoprire molto più di ciò che sperassi e per fortuna ha chiesto l’aiuto di Hercules… Una cosa è certa: io sono la sola a sapere che le Parche non hanno potuto aiutare Xena perché hanno un debito con Marte. Ormai nel presente non c’è più niente su cui indagare, devono muoversi a venire qui e una volta che avremo unito gli indizi potremo fermare questo complotto … Non posso restare qui ad aspettare devo cercare di sapere qual è il debito …anzi cominciamo col guadagnarci un asso nella manica…"
La donna scruta i dintorni: Panfredo sta selezionando degli ingredienti contenuti in tante ampolline diverse semplicemente soppesandole e riconoscendole dalla forma, Enio mescola affannosamente il contenuto di un grosso pentolone mentre Denio segue le tracce di un topo utilizzando il suo olfatto. L’occhio è rimasto accanto al libro degli incantesimi alle spalle di Panfredo apparentemente incustodito.
- Lentamente e cercando di non fare rumore si avvicina al leggio e senza particolare impegno, afferra il viscido organo e lo fa scivolare nella piccola scarsella che ha sul fianco. Mentre sta per ritornare vicino alla sfera che mostra il futuro, Denio le si para davanti velocemente:
- Cosa cerchi Olimpia? - dice cantilenando la Graia.
- Niente, sto solo guardando in giro. Cos’è non posso? -
- … Sii, va bene. Ma non toccare niente! -
- Non preoccuparti, non mi interessano le vostre cose. -
- Già, sarà meglio! - risponde la vecchia allontanandosi brontolando mentre Olimpia tirando un sospiro di sollievo per non essere stata scoperta torna a guardare nella sfera delle Graie.

Nel presente l’altra Olimpia si congeda dalla camera di Pizia, moglie di Iolao, e non vedendo nessuno in giro per la casa, esce in cortile in cerca di Xena e gli altri. La voce di Hercules e le risate di Iolao la conducono dietro la stalla dove trova i due amici intenti a scavare con le vanghe vicino ad una lapide di pietra. La scena è piuttosto sadica: l’eroe e il suo amico stanno riesumando un cadavere, o almeno così appare al povero bardo, ridendo delle loro più buffe avventure dei bei tempi passati:
- Numi dell'Olimpo, cosa state facendo a questa povera tomba? E dov’è Xena? -
- Xena? Sta dormendo. La sveglieremo appena avremo finito con l’asino di Iolao che è seppellito qui sotto… - sorride Hercules divertendosi a sconvolgere la povera Olimpia.
- … Ho paura a chiedervi perché, sarà meglio far finta di niente ... andrò a cercare Xena! - conclude la giovane voltando loro le spalle e dirigendosi verso casa, mentre i due ridono di gusto.
- Povera Olimpia! Hercules sei un vero mascalzone! - ironizza Iolao continuando a spalare.

Tornata in casa, il bardo apre delicatamente la porta della camera di Xena e la vede dormire stesa su un fianco dando le spalle alla porta. Le ante di legno della finestra sono chiuse per favorire l’oscurità e di conseguenza il riposo della principessa guerriera che ha solo un paio d’ore per recuperare le forze prima del viaggio.
Olimpia rimane intenerita nel vederla riposare dopo tanto tempo e dopo averla osservata per qualche minuto richiude delicatamente la porta dietro di sé e va in cucina a preparare il pranzo per tutti dato che ancora non sa di dover partire tra un paio d’ore.
Nel passato Olimpia, vedendo dormire Xena intuisce che non avrà un’altra occasione da sfruttare per parlare con la principessa guerriera perciò il bardo si avvicina ad Enio che stava tranquillamente dando la caccia ai topi e afferratala per le spalle la spinge all’indietro forzandola a camminare velocemente e a sedersi su una vecchia sedia accanto al leggio con il libro degli incantesimi.
- E’ giunto il momento di aiutarmi – dice rivolgendosi a Enio e alle sue sorelle intente fino a quel momento ad agitare il contenuto del pentolone e ad aggiungere ingredienti.
- Fate in modo che io possa incontrare Xena nei sogni o rimarrete cieche per l’eternità! – Intuendo la sua minaccia, Panfredo barcolla velocemente verso il tavolo in cerca dell’occhio ma non lo trova.
- Nooo! Ha preso l’occhio! – urla con voce stridula alle sorelle.
- Uccidiamola! – grida Denio avventandosi sul bardo che reagisce prontamente spingendola con un solo braccio e facendola rovinare a terra.
- State lontane! … Fate come vi ho detto o il vostro amato occhio diventerà poltiglia! … Avete capito? Muovetevi! –
Messe alle strette, le vecchie sorelle decidono di obbedire all’ordine e tendendo le mani verso la sfera iniziano a recitare formule magiche per pilotare i sogni della principessa guerriera.
- Non cercate di ingannarmi. Fate come vi ho detto… - ribadisce Olimpia rimanendo accanto a Enio per non abbassare la guardia.
- … E va bene ti aiuteremo! Maledetto il momento in cui Marte ti ha portato qui! – conclude Panfredo arrendendosi.
- Coraggio sorelle … e tu Olimpia, avvicinati alla sfera. –
Le Graie iniziano a recitare formule magiche mentre Olimpia viene colta da uno stato di trance e cade a terra come svenuta. Pochi secondi dopo, si risveglia in un luogo buio come la notte dove non c’è niente se non l’oblio. La paura che le Graie l’abbiano ingannata si insinua nella sua mente e sente mancare l’aria. Inizia a guardarsi intorno muovendo i passi nell’oscurità e proprio quando l’agitazione si fa più forte, alle sue spalle compare Xena che non ha il tempo di preoccuparsi del luogo in cui si trova, vedendo finalmente la sua compagna davanti a sé.
- Olimpia … - udendo il suono della voce di Xena, il bardo si volta lentamente e quando la vede si lancia tra le sue braccia.
- E’ solo un sogno vero? … - chiede Xena stringendola forte a sé come se fosse tutto reale.
- Per te si. Xena non abbiamo molto tempo, purtroppo. Devi venire a prendermi sono … -
- Sei nel passato vero? - la precede Xena.
- Si, hai trovato un modo per raggiungermi? Io non so come tornare indietro. Le Graie mi hanno rapito. –
- Dunque sono loro le artefici di tutta questa storia … Ma certo ... sono loro che rappresentano il potere dell’Occhio … -
- Le Graie stanno solo aiutando Marte. Il responsabile è lui. Vuole che diventi la sua sposa perché vuole degli eredi miei. –
- … Marte … ancora lui … comunque con l’aiuto di Hercules ti raggiungerò molto presto, non temere. Ti ha fatto del male? –
- No, so difendermi per ora. Ma ha fissato le nozze per domani. Devi far presto. Gli incantesimi delle Graie sono molto potenti e potrebbero farmi cedere alla sua volontà. –
- Arriverò in tempo te lo prometto. Dimmi in che tempo devo cercarti. –
- Ricordi quando mi credevi morta con Speranza nel pozzo infuocato? –
- Certo, non potrò mai dimenticare quel triste periodo senza di te. -
- Il giorno esatto è quello in cui tu ti trovavi nei pressi del tempio della guerra con Corilo. –
- Certo ... ora tutto ha un senso ... la Olimpia del passato credeva di avermi rincontrato dopo tanto tempo dalla caduta con la figlia nel cratere ... Bene. C’è altro che devo sapere? -
- Marte tiene in pugno anche le Parche. C’è un debito aperto tra loro. -
- Un debito? -
- Si ... ricordi che io ti impedii di uccidere Speranza? Marte mi costrinse con la collaborazione delle Parche a impedirti di eliminare mia figlia, minacciando di ucciderti tagliando il filo della tua vita ... -
- Si ricordo bene il ricatto di Marte ... intuisco che le Parche lo avrebbero fatto a causa di questo debito … -
- Esatto … -
- Ma qual'è il debito del destino? -
- Questo non lo so ... ho provato a scoprirlo ma invano ... -
- Ho davvero poco tempo … mi conviene andare, anche se vorrei tanto stare ancora qui con te. - Olimpia annuisce comprendendo perfettamente le sue motivazioni:
- Hai ragione … io cercherò di scoprire qual è il debito -
- Sta attenta mi raccomando … Marte è molto pericoloso. -
Così dicendo, Xena e Olimpia scompaiono da quel luogo oscuro con l’animo rinfrancato.

La Principessa Guerriera si risveglia subito dopo respirando affannosamente e guardandosi intorno per riconoscere una delle camere della casa di Iolao. Si alza velocemente e presa l’armatura che ricopre il suo corpetto di pelle
da una poltrona di vimini, si riveste con altrettanta rapidità:
“Finalmente! Ora so che Olimpia sta bene e dove devo cercarla … non posso crederci … è tutto molto simile al passato, quando temevo che fosse morta in quel cratere e non sapevo dove cercarla … non c’è più tempo da perdere, quel maledetto di Marte vuole farla sua sposa domani e se le Graie fanno uno dei loro incantesimi avrà gioco facile…le Parche mi hanno messo in guardia anche se non potevano … devo capire perché mi hanno voluto aiutare … la chiave di tutto è il debito che hanno con il dio della guerra come ha detto Olimpia… spero che riesca a scoprire qualcosa perché è la sola ad averne la possibilità per ora.”
Xena esce dalla stanza e percorre il breve corridoio che da sulle camere da letto e la cucina. Lì vede Olimpia intenta a cucinare del pollo che dal profumo risulta essere invitante per la principessa guerriera:
- … Ottima idea Olimpia dato che non mangio praticamente da due giorni, ma non abbiamo più tempo. Prendi tutte le tue cose e saluta Pizia perché partiamo immediatamente. –
- Come sarebbe?! Come al solito mi dici le cose quando hai già pianificato tutto! – sbotta Olimpia agitando nervosamente il mestolo di legno.
- Non ti arrabbiare! … Se ti muovi per farti contenta assaggio quello che hai cucinato …ma giusto un pezzettino perché abbiamo fretta. – dice Xena più per fame, che per fare un gesto carino nel confronti dell’amica.
- Non ti disturbare … Iolao e sua moglie meritano più di te questo pollo dato che ti dimentichi sempre di informarmi dei fatti! – risponde il bardo ponendo un coperchio sulla pentola, allontanando così dalla vista della principessa guerriera il succulento pasto.
- Avresti il coraggio di farmi digiunare?! … Se non fosse che ho un motivo importante per portarti dietro ti lascerei qui! – replica Xena avvicinandosi al viso di Olimpia.
- Continua, continua pure a trattarmi in questo modo! – fa notare il bardo colpendo sulla fronte la mora guerriera con il mestolo da cucina.

In quel momento in cucina arrivano Iolao e Hercules sporchi di terra e sudati dopo il duro lavoro ed udendo la fine del discorso tra le due donne chiedono spiegazioni:
- Che succede? Di che pollo parlate? –
- Di un pollo che noi non mangeremo Hercules perché dobbiamo andare. –
- Devo parlarti. – si introduce Xena
Intuendo l’argomento, il figlio di Giove trova subito una scusa per allontanarsi dalla cucina dove ci sono orecchie che non devono ascoltare il messaggio della principessa guerriera.
- Bene, allora dammi il tempo di cambiarmi questi abiti impolverati e sello il cavallo. –
- Ti aiuto così facciamo prima. Olimpia …-
- Devo prepararmi, ho capito. – risponde il bardo precedendo il suo ordine.

Rimasti soli al lavabo del cortile, Xena inizia a raccontare tutto il sogno che ha fatto ad Hercules mentre questi si lava velocemente. Naturalmente, il figlio di Giove crede alle parole di Xena non dubitando che possa trattarsi di un semplice sogno:
- Dunque in parte ci avevo visto giusto … C’è Marte dietro tutta questa storia anche se si tratta di quello del passato … Ormai abbiamo ben poco da scoprire, non ci resta che andare a riprenderci Olimpia. –
- Potrebbe bastarci … ma se ne avrò la possibilità voglio capire quale asso ha Marte nella manica per poter minacciare le Parche. Credo che sia importante scoprirlo e magari fare qualcosa per porre fine a questo ricatto altrimenti in futuro potremo avere nuovi problemi. Risolviamo questa faccenda una volta per tutte. –
- Io sono con te e sai che non mi tirerò certo indietro. Del resto le Parche sono forse gli unici esseri immortali giusti e imparziali che non hanno mai penalizzato i mortali. –
- E la prova che vogliono aiutarmi me l’hanno data anche stavolta. -

CAPITOLO IV

Olimpia riapre gli occhi a fatica avvertendo un fortissimo senso di vertigine. E’ ancora riversa sul pavimento accanto al mobile d’ottone che regge la sfera del potere dell’occhio. Enio le si avvicina e con un piede si diverte a stuzzicarla al livello del busto:
- He he! La nostra regina della guerra è stata annientata dal mal di testa! - ride la graia finchè Olimpia riesce a rialzarsi sorreggendosi alla meglio come può.
- Hai visto Xena, vero? Io vi ho osservate dalla sfera quando mi sono ripresa l’occhio. -
- Che cosa mi avete fatto … mi sento molto debole … -
- Niente ... ti passerà presto è solo l’effetto dell’incantesimo che svanisce. Non è un gioco far spostare lo spirito di una persona cosa credi! - commenta Panfredo che nel frattempo si è avvicinata vedendola in piedi.
- Adesso vedi di non metterci nei guai con Marte! Ti abbiamo aiutato solo perché ci hai costrette perciò vedi di non dirgli niente! - puntualizza Enio.
- Non preoccupatevi … se collaborate io non ho nessuna intenzione di nuocervi. Piuttosto perché non parliamo un po’ del rapporto di Marte con le Parche? - chiede prontamente Olimpia cercando la soluzione all’ultimo enigma di questa tumultuosa storia.
Le Graie in verità, non hanno idea di quale sia il debito, né tanto meno immaginano che tipo di informazioni la donna stia cercando da loro.
- Sei sicura di non aver battuto la testa cadendo? Che domande fai? Cosa vuoi che ne sappiamo noi degli affari delle nostre sorelle con il dio della guerra! Siamo molto impegnate in questa grotta, cosa credi? - risponde per tutte e tre Enio, sistemandosi le vesti impolverate con aria altezzosa di chi è infastidito da una domanda stupida.
- Certo… i topi non si cacciano mica da soli … - osserva il bardo divertita dall’atteggiamento della Graia più bassa. - … Siete sicure di non sapere niente? A me risulta che le Parche stiano aiutando Marte e … - i tentativi di Olimpia di convincerle a parlare vengono interrotti da Panfredo:
- Quelle impiccione delle Parche! Passano i secoli a lavorare da sole per paura che qualcuno possa intromettersi con le trame del destino e poi per una volta che un dio importante chiede il nostro aiuto si intromettono! E sai perché, mia cara? -
- … No … - risponde esitante Olimpia, stupita di vedere tanta stizza verso le Parche.
- Perché sono invidiose! - conclude Enio al posto di Panfredo, ansiosa di prendere parte al dialogo.
- … E gelose! - aggiunge Denio - ... Si, perché sanno che noi con gli incantesimi siamo impareggiabili e il nostro occhio è molto più potente della loro stupida tela! - conclude la Graia mentre le sue sorelle annuiscono approvando il suo discorso.
Olimpia di nuovo scoraggiata e con un forte capogiro si siede su una delle tre sedie della grotta tenendo la testa tra le mani, e i gomiti appoggiati alle ginocchia per riflettere sul da farsi:
"Queste tre tonte non sanno niente del debito, è chiaro… Non so se sperare che Marte venga presto a prendermi per sapere qualcosa in più su questa storia oppure sperare che mi lasci qui fino a domani, quando Xena starà di sicuro per arrivare e portarmi via da qui ..."

Davanti alla porta di casa, Iolao sorregge sottobraccio la moglie Pizia che per la partenza di Xena, Hercules e Olimpia non ha voluto sentire ragioni a rimanere a letto. I tre amici sono pronti per il viaggio in sella ai propri cavalli. Iolao avrebbe voluto accompagnarli per rivivere vecchie emozioni e avventure che da tempo ormai non assapora più con il figlio di Giove, ma per rimanere accanto alla moglie e per le sue stesse condizioni di salute, non ha nemmeno azzardato a chiederlo agli amici:
- Mi raccomando Hercules, tira qualche pugno anche per me! -
- Sarà fatto amico mio, non temere! Torneremo presto vedrai. -
- Andiamo a combattere? Chi dobbiamo fermare? - chiede ignara Olimpia a Xena ascoltando i discorsi dei due uomini.
- Il viaggio è lungo te ne parlerò tra poco. - risponde Xena - Abbi cura di te e di tua moglie Iolao. Spero di rivederti presto e grazie per il tuo aiuto. -
- Mi ha fatto molto piacere rivederti Xena. Spero solo che non dovranno passare ancora così tanti lustri prima di rivedere te e Olimpia. Ora sai dove trovarmi. -
- Verremo presto a trovarti - risponde il bardo per entrambe, ignara di non poter più tornare indietro dopo il viaggio.
Dopo gli ultimi saluti, i tre si mettono in marcia verso una zona del bosco a nord di Tebe, dove molti anni prima, Iolao in viaggio nel passato, vide distrutta la pietra di Kronos per mano di Callisto, nel tentativo di impedire al giovane guerriero di salvare la vita alla madre di Hercules e all’eroe stesso, che stava per venire al mondo. In quel luogo infatti, i frammenti della pietra di Kronos hanno ancora il potere di permettere a chi li ha in mano di viaggiare nel tempo dovunque desideri. In questo modo i nostri amici, potranno raggiungere Olimpia e salvarla da Marte per riportarla poi al presente e allo stesso tempo ricondurre nella propria dimensione temporale la giovane Olimpia.

di Darkamy e Xandrella

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